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15 aprile 1452: nasce Leonardo da Vinci

Nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo a dì 15 aprile in sabato a ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo. Battizzollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci, in presenza di Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigo di Giovanni Tedesco, monna Lisa di Domenico di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Niccolosa del Barna, monna Maria, figlia di Nanni di Venzo, monna Pippa di Previcone

Così annotò il nonno paterno nelle ricordanze di famiglia in quel 15 di aprile del 1452 quando venne al mondo Leonardo da Vinci. Leonardo era il figliolo primogenito di una relazione clandestina fra Caterina e il notaio Piero da Vinci e al momento nessuno certo immaginava che avrebbe fatto parlare molto di sé e sarebbe stato venerato in tutto il mondo allora conosciuto per la sua genialità indiscussa.

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Il su babbo, oltre alla relazione clandestina, si sposò quattro volte ed ebbe altri dodici figli con i quali però Leonardo ebbe pochissimi rapporti. Secondo le Vite del Vasari, Piero rientrò a Firenze con la famiglia nel 1462 e volle mostrare al suo amico Verrocchio i disegni del piccolo Leonardo. Meravigliato dai lavori del giovane, il Verrocchio lo fece entrare nella sua bottega a dieci anni. Così si narra ma sembra che in realtà il suo ingresso all’apprendistato sia stato successivo.

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Fra le prime opere autografe del giovane Leonardo c’è il suo Passaggio con Fiume, una veduta a volo d’uccello nella valle dell’Arno datata 5 agosto del 1473. Già da quel disegno si nota quanto fosse elevato il suo interesse verso la resa naturale di ogni particolare: una caratteristica che accompagnerà poi per il resto della sua produzione il genio rinascimentale.

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A dire il vero Leonardo non era un mio amico, anzi, non l’ho mai sopportato tanto. Si dava un sacco di arie come se fosse l’unico artista nel mondo. Sempre circondato da uno stuolo di ammiratori, amava la vita di palazzo e conduceva una vita troppo mondana. Sempre vestito da gran signore se ne andava in giro a testa alta quasi avesse paura gli cascasse in terra il berretto.

“Vero è che su debbe osservare il decoro, cioè che li movimenti sieno annunziatori del moto de l’animo del motore, cioè che s’ha a figurare uno ch’abbia a dimostrare una timorosa reverenzia, ch’ella non sia fatta con tale audazia e prosonzione che tal effetto paia disperazione, o che faccia un comandamento… Sì che stati a memoria di non cader in tali difetti.” – Leonardo da Vinci-

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Vi ricordate la disputa della collocazione del mio David? Era stata istituita una commissione apposita per decidere quale fosse il luogo più adatto per lui, formata dagli artisti più in vista dell’epoca come Simone del Pollaiolo, Davide Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Filippino Lippi, Giuliano e Antonio da San Gallo, Andrea Sansovino, Pietro Perugino e l’immancabile Leonardo da Vinci.

Proprio lui avrebbe voluto metterlo sotto la Loggia dei Lanzi: la scusa era quella di ripararlo dagli agenti atmosferici ma in realtà son sicuro volesse decentrarlo dall’attenzione di tutti. Era geloso di un’opera così grandiosa, lui non avrebbe saputo far niente di paragonabile al mio colosso.

Nonostante gli screzi, i malumori e il non amore che intercorreva fra di noi, a distanza di secoli dalla nostra dipartita del nostro mondo non posso non riconoscere la sua grandezza come artista e come uomo di scienza.

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Appunta l’Anonimo Magliabechiano su Leonardo da Vinci: «Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira […] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d’acque, et altri ghiribizzi, né mai co l’animo suo si quietava, ma sempre con l’ingegno fabricava cose nuove.»

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Il libro

Se volete approfondire la vostra conoscenza su Leonardo da Vinci e sulle sue straordinarie opere pittoriche, architettoniche ma anche i suoi lungimiranti studi nei diversi campi della scienza, tecnica e medicina, ci sono diversi libri validi in commercio come ad esempio Leonardo da Vinci 1452-1519. Ediz. illustrata a cura di Fiorio e Mariani che trovate QUA oppure Leonardo da Vinci. Tutti i dipinti di Zollner edito dalla Taschen che trovate QUA. Buona lettura dunque. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta.

Lo trovate QUA

April 15, 1452: it was a day like today when Leonardo da Vinci was born

“A nephew of mine was born, the son of my son Ser Piero on the 15th of April on Saturday at 3 am. He was named Lionardo. Battizzollo priest Piero di Bartolomeo da Vinci, in the presence of Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigo di Giovanni Tedesco, monna Lisa of Domenico di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Niccolosa del Barna, monna Maria, daughter of Nanni di Venzo, monna Pippa di Previcone “

This is how the paternal grandfather noted in the family memories on that April 15, 1452 when Leonardo da Vinci came into the world. Leonardo was the eldest son of a clandestine relationship between Caterina and the notary Piero da Vinci and at the time no one certainly imagined that he would make a lot of talk about himself and would be revered throughout the world then known for his undisputed genius.

Studio della Testa della Vergine di Leonardo da Vinci.
Royal Collection, Windsor Castle
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His father, in addition to the clandestine relationship, married four times and had twelve other children with whom, however, Leonardo had very few relations. According to Vasari’s Lives, Piero returned to Florence with his family in 1462 and wanted to show his friend Verrocchio the drawings of the little Leonardo. Amazed by the young man’s work, Verrocchio let him into his shop at the age of ten. So it is said but it seems that in reality his entry to the apprenticeship was subsequent.

Among the first autograph works of the young Leonardo is his Passage with River, a bird’s eye view of the Arno valley dated 5 August 1473. Already from that drawing you can see how high his interest in rendering was natural of every detail: a characteristic that will accompany the Renaissance genius for the rest of its production.

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Actually Leonardo was not a friend of mine, indeed, I have never endured him so much. He put on a lot of airs as if he were the only artist in the world. Always surrounded by a crowd of admirers, he loved palace life and led a life that was too worldly. Always dressed as a great gentleman, he went around with his head held high as if he were afraid his cap would fall to the ground.

Do you remember the dispute over the location of my David? A special commission had been set up to decide which was the most suitable place for him, formed by the most prominent artists of the time such as Simone del Pollaiolo, Davide Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Filippino Lippi, Giuliano and Antonio da San Gallo, Andrea Sansovino, Pietro Perugino and the inevitable Leonardo da Vinci.

He himself would have wanted to put it under the Loggia dei Lanzi: the excuse was to shelter it from atmospheric agents but in reality I’m sure he wanted to decentralize it from everyone’s attention. He was jealous of such a grandiose work, he would not have been able to do anything comparable to my colossus.

Despite the disagreements, the discontent and the lack of love that existed between us, centuries after our departure from our world, I cannot fail to recognize his greatness as an artist and as a man of science.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks

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