I tesori del Vaticano

Fra le cose positive che la rete offre ci sono i contenuti gratuiti da leggere, vedere e ascoltare una, dieci, cento volte. Oggi vi propongo un interessantissimo documentario realizzato in due puntate: I Tesori del Vaticano. 

Il Vaticano è uno degli stati più piccoli del mondo ma il più facoltoso e potente di tutti. Avete la possibilità di entrare seppur virtualmente, negli archivi segreti della biblioteca vaticana, vedere da vicino i lavori di manutenzione che vengono costantemente effettuati nella imponente basilica e scoprire la parte meno nota dei giardini riservati al Papa e alla sua corte.

Concedetevi un po’ di tempo tutto per voi per guardare questo documentario fatto molto bene. Ah, ogni tot minuti c’è un breve spot pubblicitario, pazientate un attimo e vedrete di nuovo scorrere le immagini del filmato: ne vale la pena.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

 

Annunci

Per la strada erta e lunga

   A l’alta tuo lucente dïadema
per la strada erta e lunga,
non è, donna, chi giunga,
s’umiltà non v’aggiungi e cortesia:
il montar cresce, e ‘l mie valore scema,
e la lena mi manca a mezza via.
    Che tuo beltà pur sia
superna, al cor par che diletto renda,
che d’ogni rara altezza è ghiotto e vago:
po’ per gioir della tuo leggiadria
bramo pur che discenda
là dov’aggiungo. E ‘n tal pensier m’appago,
se ‘l tuo sdegno presago,
per basso amare e alto odiar tuo stato,
a te stessa perdona il mie peccato.

cq5dam.web.738.462.jpeg

Il restauro di Elazar e Mathan

Sapete, i restauratori che nel passato misero mano agli affreschi sistini, erano soliti ricorrere all’utilizzo di materiali che niente avevano a che fare con l’antica tecnica del buon fresco.

Con lo scopo di ravvivare i colori resi opachi e scuri dai depositi di polvere, usavano cera d’api, colle animali, resine vegetali e gli albumi delle uova. Con questi prodotti si riuscivano a mascherare in parte ma non a togliere le macchie bianche dei sali che l’acqua piovana portava in superficie.

A volte tutti questi prodotti non erano sufficienti a migliorare l’aspetto complessivo degli affreschi e così i restauratori si armavano di pennello e colori e ritoccavano qua e là le figure oppure, a seconda dei casi, le ridipingevano.

La coppia che vedete a seguire si trova nella lunetta di Elazar e Mathan e la foto è stata scattata dopo l’ultimo restauro condotto da Gianluigi Colalucci. Con l’ultimo restauro si sono ovviamente adoperate tecniche molto diverse da quelle che vi raccontavo poco fa e sono stati rimossi tutti gli strati di colle animali, polvere e altri prodotti che con il passare del tempo avevano reso quasi illeggibili alcuni brani.

In secondo piano potete vedere Mathan ovvero il nonno di Giuseppe e in primo piano sua moglie, la madre di Giacobbe. A lei diedi un piglio autoritario, rimanendo fedele ai testi biblici. I due soggetti costituisce la parte più rovinata dell’intera lunetta: sia le corrosioni degli intonaci che forti salificazioni hanno creato delle alterazioni cromatiche ahimè irrecuperabili.  Il volto di Mathan non ha più i mezzi toni e una brutta riga nera gli attraversa il volto. Si tratta del disegno preparatorio riaffiorato dopo che i colori originali sono stati consumati dal tempo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Elazar e Mathan

Le mie Pietà

Tre sono le Pietà che scolpii: la Vaticana, la Bandini e la Rondanini. No, la Pietà Palestrina oramai da parecchi anni non viene più attribuita a me quasi all’unanimità da parte degli esperti che ben conoscono i miei lavori.

Realizzate in età differenti, raccontano quella vicenda storica sotto punti di vista diversi. La prima levigatissima, realizzata con uno statuario leggermente venato e che si lasciava modellare con estrema facilità mentre la seconda la realizzai con un marmo talmente duro da far scintille ogni volta che ci mettevo mano. La terza probabilmente la scolpii recuperando un vecchi rocchio di colonna trovato da qualche parte…

Vi propongo questo interessante video che ho scovato in rete che mette a confronto le tre opere scultoree. Concedetevi qualche minuto e guardatevelo tutto: è fatto molto bene e vi racconterà cose interessanti.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Il diacono eletto Papa

Giovanni di Lorenzo de’ Medici, passato alla storia come papa Leone X, salì al soglio pontificio non da cardinale ma da semplice diacono. Nacque nell’anno in cui venni alla luce anch’io ma qualche mese più tardi, nel dicembre del 1475. Crescemmo assieme e tante furono le volte che condividemmo la stessa mensa di suo padre, Lorenzo il Magnifico.

Era il quartogenito di Lorenzo de’ Medici e Clarice Orsini e fu il primo papa della casata fiorentina. Lo conoscevo a menadito e vi posso assicurare che non venne eletto papa per rappresentare Cristo in terra. Ero assai più credente io che lui.

Tutte le famiglie facoltose del tempo aspiravano ad avere un papa fra i propri membri sia per far aumentare di prestigio la casata che per fare un po’ quel che gli pare. Con un papa in famiglia si potevano ottenere favori che prima nemmeno potevano essere immaginati e le casse venivano rimpinguate perbenino.

Pensate un po’: già da bimbetto Giovanni venne avviato alla carriera ecclesiastica. A sette anni venne tonsurato cioè gli venne rasata la sommità del capo a simboleggiare la rinuncia al mondo terreno a favore di una vita clericale. A otto anni venne nominato abate di Montecassino e di Morimondo…insomma, capite bene che la vocazione religiosa poco aveva a che fare con quelle precoci nomine.

Di favori alla famiglia d’origine ne concesse parecchi senza starci a pensare nemmeno tanto. Con la nomina pontificia non esitò nemmeno un istante a fare cardinale il nipote Innocenzo il cugino Giulio che, qualche decennio dopo guarda caso, divenne papa Clemente VII

Nel settembre del 1513 decise di risolvere la questione di Pietrasanta contesa fra Lucca e Firenze, assegnandola niente popo’ di meno che a Firenze. Insomma, pare che Leone X abbi anticipato di secoli la politica nostrana di oggi. Ce lo avrei visto bene a sedersi su quegli scranni di Montecitorio a cercare e a prestare favori a parenti e amici.

Ah, per inciso, Leone X fu il papa che mi obbligò a cercar marmi nelle cave di Seravezza, che mi commissionò la facciata di San Lorenzo e la Sagrestia Nuova ma anche altri lavori come le finestre inginocchiate di quello che oggi conoscete con il nome di Palazzo Medici Riccardi.

Per oggi vi saluto, il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi lascia con un ritratto fatto al papa da Raffaello

02_papa_leone_x.jpg

 

 

 

La testa del vecchio profeta

Cercando fra i miei disegni, stamani ho trovato questo che vedete a seguire. Pochi tratti mi bastarono per tracciare a carboncino questo volto meditabondo che pare stia ragionando sulle sorti del mondo. Si tratta di uno studio dal naturale caratterizzato da un tratteggio essenziale ma potente che riesce comunque a raccontare tutto ciò che volevo raccontare attraverso quegli occhi, quella bocca, quella faccia segnata dal tempo e dalle fatiche vissute.

Riuscite a riconoscere questo signore? Ebbene, adoperai lo schizzo per caratterizzare il profeta Zaccaria, nella volta della Cappella Sistina e con molta probabilità lo realizzai attorno al 1508. Sono tipici di quel periodo i miei disegni poco elaborati ma particolarmente espressivi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta…ah, a proposito, lo studio di Zaccaria fa parte del tesoro degli Uffizi, Firenze.

IMG_20170616_101304

Un video per raccontarvi il marmo ieri e oggi

Guardate qua cosa ho trovato in rete per voi: un bel video prodotto da Rai Storia che racconta la storia del marmo: dall’estrazione alla lavorazione di ieri e di oggi. Se non avete idea di cosa sia la vita di cava, di come venga lavorata una scultura e cosa voglia dire l’estrazione selvaggia e senza regole di oggi, questo video ve la spiegherà meglio di qualsiasi parola scritta o pronunciata.

Vangi, Mitoraj, De Hann e altri artisti vi racconteranno la loro esperienza, il loro lavoro fra Pietrasanta, Seravezza e Carrara. Buona visione

Il vostro Michelangelo Buonarroti

Prostrato a terra

 Sol io ardendo all’ombra mi rimango,
quand’el sol de’ suo razzi el mondo spoglia:
ogni altro per piacere, e io per doglia,
prostrato in terra, mi lamento e piango.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

michelangelo_ignudo_02-11.jpg

Mostra in arrivo: Michelangelo e l’assedio di Firenze

Era il 12 agosto del 1530 quando Firenze s’arrese alle truppe imperiali dopo dieci mesi d’assedio. In quei giorni difficili, la città resistette anche grazie ai bastioni e alle protezioni che avevo organizzato nella zona di San Miniato: un punto strategico fondamentale per difendere la città dall’invasore.

La mostra a Casa Buonarroti

Questa premessa ve l’ho voluta fare per annunciarvi in pompa magna una mostra di prossima apertura a Firenze ovvero Michelangelo e l’assedio di Firenze (1529-1530). La mostra aprirà al pubblico il 21 giugno e chiuderà i battenti il 10 ottobre 2017, presso Casa Buonarroti a Firenze.

09.jpg

La storia

Dopo essere già stato consultato in veste di architetto militare fra l’estate e l’autunno del 1528, con l’obbiettivo di rendere le fortificazioni di Firenze più resistenti, l’anno successivo venni nominato ufficialmente generale governatore et procuratore. Che abbia sempre parteggiato per la repubblica non è un mistero e con quell’incarico ebbi l’occasione di fare qualcosa di utile per la città.

Il percorso espositivo

Durante questi mesi di esposizione, potrete ammirare i venti disegni della collezione di Casa Buonarroti con i progetti per le fortificazioni. Quei progetti non vennero concretizzati sia per il poco tempo a disposizione che per gli elevatissimi costi. Nella mostra saranno presenti anche altri disegni, libri, dipinti e molto altro ancora per testimoniare il periodo dell’assedio e quello della seconda repubblica fiorentina.

0025_A_R.jpg

Durante l’assedio vennero realizzate parecchie opere pittoriche come la Sacra Famiglia di Andrea del Sarto e la Madonna col Bambino e San Giovannino, probabilmente dipinta dal Pontormo. Anche queste opere saranno presenti nella mostra Michelangelo e l’assedio di Firenze (1529-1530).

Informazioni varie 

Michelangelo e l’assedio di Firenze  (1529-1530)
a cura di Alessandro Cecchi
Firenze, Casa Buonarroti, 21 giugno-10 ottobre 2017

Biglietto d’ingresso
€ 6.50 intero; € 4.50 gruppi e scuole secondarie di secondo grado
€ 3.00 scuole primarie e secondarie di primo grado

Orario di apertura:
dalle 10.00 alle 17.00. Chiuso il martedì

Info: Casa Buonarroti, via Ghibellina, 70, Firenze, tel +39 055 241 752; fax + 39 055241698
fond@casabuonarroti.it
http://www.casabuonarroti.it/it/2017/05/15/michelangelo-e-lassedio-di-firenze/

0014_A_R.jpg

Vi aspetto al cinema

Già ve l’ho detto un mesetto fa ma preferisco ricordarvelo: dal 19 al 20 giugno andate al cinema. Non è un imperativo ma un affettuoso consiglio. “Michelangelo. Amore e Morte” è l’ultimo capolavoro della Nexo Digital.

Cercate il cinema più vicino a casa vostra, accomodatevi su quelle morbide poltroncine e godetevi lo spettacolo. Un film documentario ben fatto, con immagini di qualità eccelsa che vi mostrano da vicino i dettagli dei lavori miei.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti in attesa di vedersi raccontato anche al cinema attraverso gli scritti del Vasari.

Nell’attesa godetevi i trailer…meraviglioso pure quello.

MICHELANGELO_1200x675.jpg