Le surreali recensioni scritte da chi il libro mio nemmeno l’ha letto

Ieri sera, fra un bicchiere di vino prima e una tazza di camomilla dopo (molto dopo) mi son messo a navigare in rete. Cosa cercassi non me lo ricordo più ma ben mi ricordo cosa ho trovato in compenso. Bah, toh, una recensione di un libro mio mi son detto…e siccome la curiosità ammazzò il gatto, l’ho voluta leggere.

Una roba così brutta credo di non averla mai letta prima. Chi ha scritto non solo non ha letto nemmeno una pagina e si comprende benissimo, ma scrive un sacco di sciocchezze e pure in malo modo. Pare racconti  un altro libro. La recensione è favorevole e consiglia l’acquisto ai suoi lettori…lettori, ma c’è davvero chi legge questa roba e si fida ad acquistare un volume recensito e mai letto? Bah, mondo strano. Ciliegina sulla torta alla fine del post fa copia e incolla con la quarta di copertina spacciandola per un paragrafo del libro….oibò.

Comunque, se volete farvi un’idea di questa fantastica recensione e dico fantastica perché chi l’ha scritta ha immaginato solo di averlo letto quel libro lì, la potete trovare cliccando qua.

 

Se poi siete curiosi di scoprire cosa ho davvero scritto nel libro recensito in quel modo a dir poco surreale, potete sempre acquistarlo qui.

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La dotta mano e Aurelio Amendola

Se volete farvi un superbo regalo, di quelli che con il tempo acquistano valore, c’è un meraviglioso volume edito dalla prestigiosa casa editrice FMR a tiratura limitata: La Dotta Mano.

Il volume è stato realizzato in occasione de 450° anniversario della mia scomparsa e comprende 83 scatti del grande fotografo Aurelio Amendola stampati in grande formato. In ogni foto si possono ammirare dettagli che spesso da lontano sfuggono anche all’osservatore più attento. Chi ama le opere mie non può fare a meno di amare e di conoscere le foto di Amendola.

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Nell’opera è incluso un importante apparato iconografico che propone anche immagini ad altissima definizione del Tondo Doni e scatti del tutto inediti relativi alla stanza segreta al di sotto della Sagrestia Nuova.

La parte scritta è stata realizzata da Cristina Acidini che racconta dall’inizio alla fine la mia vita analizzando una ad una le opere che realizzai. Non mancano gli approfondimenti su ruolo che ebbi nella storia dell’arte e riflessioni sull’uomo e sul suo destino.

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Come vi ho prima accennato, La Dotta Mano è un volume magnifico ma sicuramente non alla portata di tutti. Se desiderate ammirare i meravigliosi scatti di Aurelio Amendola in qualche volume più a buon mercato, vi consiglio Michelangelo Scultore: un eccellente libro con testi sempre scritti dalla Acidini. In questo momento lo potete acquistare con un taglio di prezzo non indifferente che riduce il costo più della metà: una vera occasione. Se volete approfondire solo la storia del David e ammirare al contempo delle meravigliose foto di quest’opera, vi consiglio Il David di Michelangelo .

Buona lettura dunque. Per il momento vi lascio qualche meraviglioso scatto realizzato proprio da Aurelio Amendola, Buona visione.

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Con breve e vil modello dà vita a’ sassi

  Se ben concetto ha la divina parte
il volto e gli atti d’alcun, po’ di quello
doppio valor con breve e vil modello
dà vita a’ sassi, e non è forza d’arte.
    Né altrimenti in più rustiche carte,
anz’una pronta man prenda ‘l pennello,
fra ‘ dotti ingegni il più accorto e bello
pruova e rivede, e suo storie comparte.
    Simil di me model di poca istima
mie parto fu, per cosa alta e perfetta
da voi rinascer po’, donna alta e degna.
    Se ‘l poco accresce, e ‘l mie superchio lima
vostra mercé, qual penitenzia aspetta
mie fiero ardor, se mi gastiga e ‘nsegna?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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La mano di Adamo e non solo

In questo foglio che vedete a seguire, appartenente al Detroit Institute of Arts, realizzai diversi studi per gli affreschi della volta sistina. Come vi ho raccontato in altre occasioni, la carta era un bene prezioso e sciuparla non si poteva proprio. Per questo occupavo tutto lo spazio a disposizione nei fogli magari studiando soggetti anche molti differenti fra di loro come in questo caso.

Il braccio che vedete sicuramente riuscite a riconoscerlo: è quello di Adamo. Certo, nell’affresco la affinai un po’ rendendola più delicata e poetica. Non so’ se ci avete fatto caso ma adoperai la stessa posa anche per raffigurare la figura che si trova a destra nella lunetta di Manasses e Amon.

Il torso è di tutt’altro personaggio: appartiene al giovine che siede a cavalcioni del caprone sacrificato nel riquadro dedicato al Sacrificio di Noè.

Per quanto riguarda gli schizzi architettonici, si tratta di uno studio preliminare delle decorazioni della finta architettura che poi realizzai in modo un po’ diverso.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni.

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Bloccata la mostra ad Arezzo dalla Soprintendenza Archivistica

Poco tempo fa vi avevo annunciato che presto sarebbe stata organizzata una nuova mostra a Arezzo nella quale dovevano essere esposte lettere mie e del caro amico Giorgio Vasari appartenenti al grande archivio Vasari. Ebbene, la Soprintendenza Archivistica ha bloccato l’esposizione che avrebbe avuto  inizio l’8 marzo del 2018 all’interno della Fraternita dei Laici.

I fratelli Festari, proprietari dell’archivio però non ci stanno e pensano di organizzare per protesta la mostra con le teche vuote. Inoltre, dalla prossima settimana hanno intenzione di mettere online tutte le carte dell’archivio digitalizzate, inclusa la corrispondenza che riguarda me e Giorgio Vasari a beneficio di tutti.

La questione della proprietà dell’Archivio Vasari è una faccenda spinosa che va avanti da anni. La famiglia Festari ha portato avanti una lunga battaglia legale per il riconoscimento della sua proprietà mentre il Ministero per i Beni Culturali vuole l’esproprio. Non entro nel merito della faccenda perché anche se ho letto un po’ di carte sulla questione, non sono in grado di prendere posizione. Beh, certo un’opinione mia me la son fatta, non c’è dubbio.

Insomma, traendo le conclusioni la mostra non verrà fatta ma in compenso l’archivio già digitalizzato da tempo verrà messo online.

 

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Dio abbraccia Eva?

Sulle opere mie è stato raccontato di tutto e di più. Alcune interpretazioni non avrei saputo darle nemmeno io e altre oltrepassano i confini della fantascienza. Ci sono anche letture plausibili che forse un po’ rispecchiano quello che avevo in mente o che comunque sarebbero piaciute anche a me, nonostante avessi avuto un’altro racconto in mente.

Fra le tante figure molto discusse presenti nella Cappella Sistina c’è la donna, per alcuni un androgino, che Dio abbraccia nella Creazione di Adamo. Circondato da un nugolo di putti e angeli rigorosamente privi di alucce, compare lei che pare fissare intensamente Dio o forse Adamo.

Chissà, forse la tiene sotto braccio quasi preannunciandole che sarà a sua volta creatrice di vita una volta cacciata dal Paradiso Terrestre. Osservate bene: il braccio di Dio passa sulle spalle di Eva fino a toccare con le dita la spalla di un putto, un bambino.

C’è chi ha voluto vedere in lei Eva e chi la madre Chiesa. Come vedete le interpretazioni sono varie…ciascuno scelga quella che preferisce e che ritiene più adeguata.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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L’ intelletto ascende libero e sciolto…sì ma senza amore

Ben posson gli occhi mie presso e lontano
veder dov’apparisce il tuo bel volto;
ma dove loro, ai pie’, donna, è ben tolto
portar le braccia e l’una e l’altra mano.
    L’anima, l’intelletto intero e sano
per gli occhi ascende più libero e sciolto
a l’alta tuo beltà; ma l’ardor molto
non dà tal previlegio al corp’umano
    grave e mortal, sì che mal segue poi,
senz’ali ancor, d’un’angioletta il volo,
e ‘l veder sol pur se ne gloria e loda.
    Deh, se tu puo’ nel ciel quante tra noi,
fa’ del mie corpo tutto un occhio solo;
né fie poi parte in me che non ti goda.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che dall’amore fu rapito e mai più tornò in sé fino alla fine dei suoi giorni.

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Studi di una gamba e di un torso sullo stesso foglio

I disegni che vedete a seguire li tracciai sul recto e sul verso del medesimo foglio. Li realizzai nel periodo in cui ero tutto impegnato alla progettazione delle sculture che avrebbero poi decorato la Sagrestia Nuova. Entrambi sembrano studi dal vero e ricordano da vicino, soprattutto il disegno con la gamba destra piegata, il modello per il Dio Fluviale di Casa Buonarroti. Sotto la gamba c’è una scritta di mano mia “in fuora“. Proprio tenendo in considerazione del tipo di grafia di questa breve dicitura, il Wilde ha datato il disegno  fra il 1524 e il 1525…stesso periodo della realizzazione del modello del Dio Fluviale.

Il foglio appartiene al British Museum e fu uno di quelli venduti, mannaggia a loro, dai miei eredi. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni sopravvissuti al tempo e ai miei roghi.

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Restaurato Lo Sguardo di Michelangelo di Antonioni

A distanza di dieci anni dalla morte del regista omonimo mio Michelangelo Antonioni, è stato avviato un importante progetto di restauro che coinvolge tutte le sue pellicole. L’Istituto Luce Cinecittà con la collaborazione del Gioco del Lotto hanno da qualche giorno presentato il restauro e la digitalizzazione de “Lo Sguardo di Michelangelo” ovvero il documentario girato dal grande regista nel 2004 che ha per protagonista soprattutto il Mosè e in parte le altre sculture e i fregi che decorano la Tomba di Giulio II in San Pietro in Vincoli.

Da venerdì 6 ottobre fino a ieri (10 ottobre) il cortometraggio appena restaurato è stato proiettato gratuitamente a ciclo continuo sia la mattina che il pomeriggio proprio all’interno della Basilica. Sapete, questo lavoro di Antonioni fu presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 2004 e venne definito dalla maggioranza dei critici presenti come l’opera più bella di tutto il festival.

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La conversione in digitale è stata realizzata adoperando i negativi originali di scena e di suono. Le immagini sono state sottoposte a una scansione a elevata risoluzione e, dopo essere state stabilizzate sono state pulite in maniera digitale eliminando tutti quei segni del tempo che si erano creati come spuntinature, righe e visibili segni di giunte. Mediante la pulizia digitale del suono sono stati notevolmente ridotti i rumori di fondo provocati dall’usura.

Vi propongo a seguire “Lo sguardo di Michelangelo”…il documentario che già dal titolo gioca con l’omonimia mia e del regista. Buona visione…ah, il video non è quello dopo restauro ma è semplicemente quello che sono riuscito a scovare in rete. Buona visione. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi augura un buon inizio di giornata.

Donazione delle cave di Seravezza sì ma coercitiva

Tanto si è detto e discusso sulla donazione delle cave presenti sul territorio di Seravezza a Papa Leone X e ancora oggi circolano leggende a dir poco imbarazzanti sulla questione. Quella donazione lì però mica fu volontaria. Vi pare che un gruppo di persone si metta d’accordo per regalare  la parte forse più redditizia del proprio territorio a un pontefice senza riceverne in cambio alcun beneficio? Qualche dubbio viene no?

Infatti mica andarono così le cose. Quella fu una donazione finta, obbligata dalla Signoria di Firenze, dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dalla fortissima corporazione dell’Arte della Lana. Vi spiego qualche dettaglio in più altrimenti detta così rimane assai difficile da comprendere.

Con il Lodo sottoscritto il 12 ottobre del 1513, a Papa Leone X e quindi anche a Firenze (Leone X è esponente della famiglia Medici) vengono donate le cave presenti sul territorio sotto la giurisdizione di Pietrasanta e Seravezza con un atto scritto dai donanti ma di fatto redatto dai riceventi del regalo.

Il 14 maggio del 1515 venne inviata a Vieri de’ Medici, capitano e commissario di Pietrasanta, una lettera nella quale la Signoria di Firenze, l’Arte della Lana e l’Opera del Duomo. In questa carta venne messa nero su bianco l’intenzione di avvalersi dell’uso dei marmi di Pietrasanta. Nella lettera vennero fornite istruzioni precise e dettagliate per far predisporre dalle comunità locali presenti sul territorio di Seravezza (Fabbiano, Azzano, Giustagnana, Minazzana e Basati) un atto formale e definitivo di donazione.

L’atto formale viene redatto e sottoscritto sotto giuramento dalle persone più influenti dei cinque paesi o che comunque avevano delle strette relazioni con i possedimenti in questione e con le cave. Una volta arrivato a Firenze, l’atto così come venne scritto, non piacque ai riceventi del dono. Ancora una volta gli interessati chiesero l’intercessione di Vieri de’ Medici affinché tutte le clausole citate venissero rispettate, punto per punto.

Le comunità quindi ancora una volta si riunirono per scrivere un nuovo atto di donazione: quello definitivo che venne accettato dai riceventi del graditissimo dono che dono non fu.

L’atto attualmente è conservato presso l’archivio di Stato di Massa. Fra i nomi degli ufficiali firmatari vengono menzionati

  • Luca Tonini Ufficiale di Giustagnana
  • Giovanni di Domenico di M.Andrea Ufficiale di Minazzana
  • Matteo Vincenti Ufficiale di Basati
  • Manuello Ufficiale di Azzano
  • Filppo Tonini Lorenzi Ufficiale di Fabbiano
  • Giovanni Antonio Petri Sindaco del detto Comune (Seravezza)

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi quasi quotidiani racconti. Nella foto a seguire potete vedere sullo sfondo il Monte Altissimo con le sue cave e la cava Cappella sotto il paese di Fabbiano (frazione del comune di Seravezza, provincia di Lucca).

L'Altissimo e il paese di Fabbiano