Fallace speme ha sol l’amor che muore

Ben può talor col mie ‘rdente desio
salir la speme e non esser fallace,
ché s’ogni nostro affetto al ciel dispiace,
a che fin fatto arebbe il mondo Iddio?
    Qual più giusta cagion dell’amart’io
è, che dar gloria a quella eterna pace
onde pende il divin che di te piace,
e c’ogni cor gentil fa casto e pio?
    Fallace speme ha sol l’amor che muore
con la beltà, c’ogni momento scema,
ond’è suggetta al variar d’un bel viso.
    Dolce è ben quella in un pudico core,
che per cangiar di scorza o d’ora strema
non manca, e qui caparra il paradiso.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti nella malinconia della sera

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False hope belongs unto that love alone

Sometimes my love I dare to entertain
With soaring hope not over-credulous;
Since if all human loves were impious,
Unto what end did God the world ordain?
For loving thee what license is more plain
Than that I praise thereby the glorious
Source of all joys divine, that comfort us
In thee, and with chaste fires our soul sustain?
False hope belongs unto that love alone
Which with declining beauty wanes and dies,
And, like the face it worships, fades away.
That hope is true which the pure heart hath known,
Which alters not with time or death’s decay,
Yielding on earth earnest of Paradise.

Yours Michelangelo Buonarroti

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Un blocco per la Sagrestia Nuova

Il foglio che vedete a seguire appartiene alle collezioni del British Museum. Si tratta della raffigurazione di una misura di marmo che diedi a cavare nelle cave di Carrara. Il blocco mi sarebbe servito poi per scolpire uno dei protagonisti della Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo, a Firenze.

Sul disegno del blocco riportai le misure che avrebbe dovuto avere e, sul lato più corto, tracciai i simboli con i quali identificavo ogni misura di marmo da me acquistata.

“Largo tre quarti, lungo braccia dua e mezo. Larga un braccio e un sesto”

La scritta che vedete sul lato destro invece non è di mano mia: la fece il mio pronipote Cosimo Buonarroti nel 1852 per certificare l’autenticità del foglio con tanto di sigillo apposto. “Si certifica da me infrascritto che questa misura di marmi è di mano del Gran Michelangiolo mio antenato. Li I Luglio 1852 C. Buonarroti”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le misure di marmo contenenti le sue sculture.

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A block for the New Sacristy

The drawing here above belongs to the collections of the British Museum. It  represents the measurements for a block of marble that I managed to get in the Carrara quarries. The block would then serve to carve one of the protagonists of the New Sacristy of the Basilica of San Lorenzo in Florence.

I wrote the measurements directly on a drawing of the block and on the shorter side, traced the symbols with which I always identified the blocks that I bought.

“Three-quarters deep, 2 and a half arms long & an arm and a siuxth deep”

The writing you see on the right side I did not write: my great-grandson Cosimo Buonarroti added it in 1852 to certify the authenticity of the sheet with a seal. “I certify myself that these marble measurements are from the hands of my ancestor the Grand Michelangiolo. July 1, 1852 C. Buonarroti”

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my marble measurments

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Il don de’ doni

   Non è più bassa o vil cosa terrena
che quel che, senza te, mi sento e sono,
onde a l’alto desir chiede perdono
la debile mie propia e stanca lena.
    Deh, porgi, Signor mio, quella catena
che seco annoda ogni celeste dono:
la fede, dico, a che mi stringo e sprono;
né, mie colpa, n’ho grazia intiera e piena.
    Tanto mi fie maggior, quante più raro
il don de’ doni, e maggior fia se, senza,
pace e contento il mondo in sé non have.
    Po’ che non fusti del tuo sangue avaro,
che sarà di tal don la tuo clemenza,
se ‘l ciel non s’apre a noi con altra chiave?

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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That gift of gifts

There’s not on earth a thing more vile and base
Than, lacking Thee, I feel myself to be:
For pardon prays my own debility,
Yearning in vain to lift me to Thy face.

Stretch to me, Lord, that chain whose links enlace
All heavenly gifts and all felicity-
Faith, whereunto I strive perpetually,
Yet cannot find (my fault) her perfect grace.

That gift of gifts, the rarer ‘tis, the more
I count it great; more great, because to earth
Without it neither peace nor joy is given.

If Thou Thy blood so lovingly didst pour,
Let not that bounty fail or suffer dearth,
Withholding Faith that opes the doors of heaven.

Yours Michelangelo Buonarroti

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La man che ubbidisce all’intelletto

Non ha l’ottimo artista alcun concetto
c’un marmo solo in sé non circonscriva
col suo superchio, e solo a quello arriva
la man che ubbidisce all’intelletto.
    Il mal ch’io fuggo, e ‘l ben ch’io mi prometto,
in te, donna leggiadra, altera e diva,
tal si nasconde; e perch’io più non viva,
contraria ho l’arte al disïato effetto.
    Amor dunque non ha, né tua beltate
o durezza o fortuna o gran disdegno,
del mio mal colpa, o mio destino o sorte;
    se dentro del tuo cor morte e pietate
porti in un tempo, e che ‘l mio basso ingegno
non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Nothing the best of artists can conceive
but lies, potential, in a block of stone,
superfluous matter round it. The hand alone
can free it that has intelligence for guide.
     The peril I’m running from, the good descried
in you, proud lovely lady—yes, heaven’s own!—
are virtual in yourself. I’m doomed, I groan:
art thwarting the very end it longs to have.
     Not love, then, and not your beauty, your famous name,
disdain or marble mien, fate high or low,
is the cause I languish long here, hold my breath.
     If mercy and doom in your heart attend, then blame

my feeble wit: though the two affect me so,
it can realize the one only. And that’s death

Yours Michelangelo Buonarroti

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Testa di giovane

Stamani mi son svegliato di buon’ora per andare a far due passi ma dato il diluvio universale che c’è fuori dalla porta, ho pensato fosse meglio rimanermene qua al calduccio. Eh, si: ho riacceso anche la stufetta…che ci volete fare: son vecchio e ho freddo.

Dopo aver posato la tazza sporca di caffè sul tavolino, ho iniziato a tirar fuori da un cassetto dimenticato qualche foglio che avevo messo lì dentro chissà quando. Mi son ritrovato questa testa disegnata col carboncino che quasi m’ero dimenticato d’aver realizzato.

Difficile capire se sia un uomo o una donna ma poco importa. Ha un’espressione malinconica resa ancora più intensa da uno sguardo suggestivo che subito cattura chi lo osserva. Pare che questa figura abbia qualcosa da comunicare, da dire e che ci riesca senza proferir parola.

Il naso è proprio quello tipico di tutte le mie figure, disegnate o scolpite che siano. In basso a sinistra ho ripreso in dettaglio la bocca e le narici approfondendo il loro studio.

Questo disegno si trova a Rotterdam, presso il Museo Boymans van Beuningen.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta sperando smetta di piovere almeno per qualche ora.

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The head of a young man

This morning I woke up early ready for a stroll but given the downpouring rain that is outside my doorstep, I thought it would be better to stay here at home where it’s nice and warm. Oh yeah: I also turned on the wood stove … what do you want? I’m old and I’m cold.

After having put the dirty coffee cup on the table, I started taking out of some papers that have been sitting in a few drawers for who knows how long. I found this head drawn with charcoal that I almost forgot to have made.

It’s hard to figure out whether it’s a man or a woman but it does not matter. It has a melancholic expression made even more intense by a striking look that immediately catches those who observe it. It seems to us that this figure has something to communicate or say and does so without saying a word.

The nose is exactly the same as in all my figures, drawn or carved. On the bottom left I redrew the mouth and nostrils with greater detail.

This drawing is located in Rotterdam at the Boymans van Beuningen Museum.

For the time I wish you well  and hope that it stops raining for at least an hour

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Il piede è più nobile della scarpa

Quale spirito è così vuoto e cieco, che non può riconoscere il fatto che il piede è più nobile della scarpa, e la pelle più bella che l’indumento con il quale è vestita?

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

What spirit is so empty and blind, that it cannot recognize the fact that the foot is more noble than the shoe, and skin more beautiful than the garment with which it is clothed?

Yours Michelangelo Buonarroti

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La mia grafia sul marmo

Sogliono gli scultori nel fare le statue di marmo, nel principio loro abbozzare le figure con le subbie- che sono una specie di ferri da loro così nominati, i quali sono appuntati e grossi, e andare levando e subbiando grossamente il loro sasso; e poi con altri ferri, detti calcagnuoli, ch’anno una tacca in mezzo e sono corti, andare quella ritondando per fino ch’eglino venghino a un ferro piano più sottile del calcagnuolo, che ha due tacche, et è chiamato gradina“. Così scriveva il Vasari qualche annetto fa.

Se dovessi indicare lo strumento di lavoro che meglio degli altri identifichi tutta la mia opera scultorea, sceglierei la gradina. Sulle mie opere non finite ma anche nelle zone meno visibili di quelle finite, ancora sono ben evidenti i segni lasciati dalle gradine che adoperavo con padronanza e con un controllo assoluto.

Usavo la gradina fino alla pelle delle sculture disdegnando l’uso della raspa per rifinire dettagli come invece facevano e fanno quasi tutti gli altri scultori. Forcellino, nell’ultimo restauro condotto sulla Tomba di Giulio II, è riuscito a decifrare la mia grafia sul marmo ovvero il mio modo di scolpire lasciando tracce visibili sul marmo. Tenendo il martello nella sinistra davo colpi ben ponderati sullo strumento di metallo, trascinandoli poi per una decina di centimetri lasciando segni tanto regolari da sembrare essere fatti a macchina. Riuscivo anche a lavorare nelle zone curve senza mai interrompere la corsa dello scalpello, come per esempio nella parte del gomito del Mosè.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e la sua grafia

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My unique technique on the marble

Vasari wrote this about sculptors: “Sculptors are given the arduous duty to make marble statues, to start off they sketch the figures on the marble with a subbia – which is a kind of steel device which is sharp and thick, and allows a sculptor to remove big parts of the marble; Then with other chisels called “calcagnuoli” which is short and has a notch in the middle.  Then the last one which rounds off the edges and has two notches and is called a “gradina”. ”

If I had to choose the tool that best identifies all my sculptural work, I would choose the “gradina”. On my unfinished works and also in the less visible sides of the finished ones, there are clear marks left by the “gradina” which I mastered and had absolute control over its use.

I used the “gradina” all the way to the skin of the figure opposed to using a file like all the other sculptors. Mr. Forcellino, in the last restoration of Julius II’s tomb, was able to distinguish the technique I used on my marble works due to the traces that are still visible on the marble. Holding the hammer in the left hand I pounded on the metal tool dragging it about 10 centimeters at a time making marks so perfect and straight that it seems to have been made by machine. I also work on curved areas without ever breaking the chisel stroke as on ecan still see on the elbow of Moses

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my unique technique

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Memoria di ferro

La mia memoria mai ha vacillato e fu buonissima anche in età. Scrisse il Condivi “Michelangelo aveva una memoria di ferro, e infatti, pur avendo dipinto migliaia di figure, non ne ha mai fatte due simili; e pensare che non ha mai avuto bisogno di tirare delle linee o di cancellare qualcosa”.

Mi pareva che ogni mia creazione, scultura o disegno che fosse, potesse essere migliorato mille altre volte ancora. La mia mente viaggiava più veloce della mia mano e tanti sono i progetti che per diverse ragioni non portai a termine.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi ricorda i tempi andati con una vena di nostalgia.

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foto di Christian Maidana

Iron memory

My memory never faded even in my old age. Condivi wrote “Michelangelo had an iron memory.  As a matter of fact, even though Michelangelo painted thousands of figures, he never did two the same, and to think that he never needed to erase anything due to his perfection.”

It seems to me that all my creations being sculptures or drawings could have been improved a thousand times over. My mind moved faster than my hands and there are so many projects that for many reasons I never finished.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti who remembers how time flies by time with a bit of nostalgia.

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I’ conosco e’ mie danni

La ragion meco si lamenta e dole,
parte ch’i’ spero amando esser felice;
con forti esempli e con vere parole
la mie vergogna mi rammenta e dice:
    – Che ne riportera’ dal vivo sole
altro che morte? e non come fenice. –
Ma poco giova, ché chi cader vuole,
non basta l’altru’ man pront’ e vittrice.
    I’ conosco e’ mie danni, e ‘l vero intendo;
dall’altra banda albergo un altro core,
che più m’uccide dove più m’arrendo.
    In mezzo di duo mort’ è ‘l mie signore:
questa non voglio e questa non comprendo:
così sospeso, el corpo e l’alma muore.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

I know my doom

Reason laments and grieves full sore with me,
The while I hope by loving to be blest;
With precepts sound and true philosophy
My shame she quickens thus within my breast:
‘What else but death will that sun deal to thee-
Nor like the phoenix in her flaming nest?’
Yet nought avails this wise morality;
No hand can save a suicide confessed.
I know my doom; the truth I apprehend:
But on the other side my traitorous heart
Slays me whene’er to wisdom’s words I bend.
Between two deaths my lady stands apart:
This death I dread; that none can comprehend.
In this suspense body and soul must part.

Yours Michelangelo Buonarroti

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Carico d’anni e di peccati pieno

Carico d’anni e di peccati pieno
e col trist’uso radicato e forte,
vicin mi veggio a l’una e l’altra morte,
e parte ‘l cor nutrisco di veleno.
    Né propie forze ho, c’al bisogno sièno
per cangiar vita, amor, costume o sorte,
senza le tuo divine e chiare scorte,
d’ogni fallace corso guida e freno.
    Signor mie car, non basta che m’invogli
c’aspiri al ciel sol perché l’alma sia,
non come prima, di nulla, creata.
    Anzi che del mortal la privi e spogli,
prego m’ammezzi l’alta e erta via,
e fie più chiara e certa la tornata.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Burdened with years and full of sinfulness

Burdened with years and full of sinfulness,
With evil custom grown inveterate,
Both deaths I dread that close before me wait,
Yet feed my heart on poisonous thoughts no less.
No strength I find in mine own feebleness
To change or life or love or use or fate,
Unless Thy heavenly guidance come, though late,
Which only helps and stays our nothingness.
‘Tis not enough, dear Lord, to make me yearn
For that celestial home, where yet my soul
May be new made, and not, as erst, of nought:
Nay, ere Thou strip her mortal vestment, turn
My steps toward the steep ascent, that whole
And pure before Thy face she may be brought.

Yours Michelangelo Buonarroti

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