Non con le mani

I piedi della Madonna e i San Giuseppe. Quanti passi avran percorso assieme prima di stringere quel frugoletto divino fra le mani. Scusate se mi compiaccio ma La Sacra Famiglia, chiamata anche Tondo Doni, m’è venuta proprio bene. Di tavole mie o presunte tali in giro ce ne son pochine pochine. Mi piacerebbe averlo qui in Santa Croce: lo potrei vedere tutti i giorni senza dover affrontare le lunghe colonne dinnanzi agli Uffizi.

Bello, no? Mi sveglierei la mattina e alzando lo sguardo vedrei quel benevolo contendersi il bambino fra i due genitori più conosciuti della storia. San Giuseppe non era il babbo? Lo era eccome ed è stato pure un precursore dei tempi moderni.

Prima di andarmene a mangiare un panino in Piazza di Santa Maria del Fiore assieme a Galileo ( oggi m’ha detto che si vole divertì a fare il turista) vi lascio i piedi dei due genitori più noti e amati della storia.

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta ricordandovi che si dipinge col cerviello et non con le mani

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Un ce la fo’ più a sta’ zitto

Oh, mi sono arrivati i primi libri… due se l’è già presi il Canova a titolo gratuito con una banalissima scusa. Secondo me è perché vole imparà a scolpì perbenino una volta per tutte. Che non si provi Galileo a sottrarmi un libro senza sborsare un fiorino! Le sue tesi a suo tempo mi toccò comprarle a caro prezzo!

Al Foscolo penso che non glie ne darò nemmeno una copia. Sarebbe capace di criticare dalla prima all’ultima pagina: quello lì è un pignolo insoddisfatto che vuol sempre trovare il pelo nell’uovo anche dopo averci fatto la frittata con le cipolle.

Il vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta e se ne va in giro per una Firenze sotto una pioggia incessante. Ah dimenticavo: se volete comprare il libro in questione o l’e-book potete farlo cliccando qui. Se preferite potete cercarlo anche su E-Bay, al momento ce ne sono diverse copie.

Buona lettura allora

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La scelta dei marmi nelle Cave di Carrara

I marmi che servivano per le mie opere me li andavo a scegliere sul posto. Non è questione di esser pignoli e d’aver poca fiducia nel prossimo! Il fatto è che anche il miglior blocco può nascondere mille insidie e se non viene trattato con il dovuto rispetto sia da chi lo estrae che da chi lo scolpisce, può andare in mille pezzi come se fosse una zolletta di zucchero.

Al Bernini è capitato diverse volte proprio. Si accontentava dei marmi che gli venivano inviati fino a Roma presso il porto di Ripetta e così, ad opera quasi conclusa, ecco che appariva una venatura che rischiava di dividere a metà l’opera. Il busto che ritrae Papa Scipione Borghese è l’esempio perfetto di quello che vi sto raccontando. Bernini scolpì quest’opera e mentre i dava da fare a rifinire i dettagli del volto si aprì una crepa che divise a metà la testa del Pontefice. L’opera era di una bellezza unica ma il povero scultore dovette aprire il capo del Papa e sistemarci dentro un perno per assicurare i due pezzi oramai bell’e che separati. Una scultura così non poteva essere messa nelle mani del committente così iniziò un’altra opera identica che concluse in pochi giorni. Ad opera quasi ultimata comparve di nuovo una venatura molto profonda sulla veste. Insomma: due busti eccellenti ma entrambi difettati.

Anch’io ebbi qualche problema ma non di quella entità.

Appena firmavo nuovi contratti partivo in sella al mio cavallo baio alla volta delle Cave di Carrara. Cercare nuovi marmi m’impegnava quasi più dell’esecuzione della scultura stessa. Fra contrattazioni e arrampicate sulle vette i giorni trascorrevano così, fra sudore e fatica mia e dei cavatori.

Avevo bisogno di vedere da vicino la qualità dei marmi, dovevo toccarli con mano per evitare disastri. La compattezza e la purezza di ogni blocco erano le determinanti che mi facevano sceglierlo o meno.

Gli scalpellini che lavoravano per me dovevano poi sbozzarlo in modo tale da non comprometterne la qualità e il lavoro che avrei dovuto farci a seguire.

La sbozzatura era indispensabile: facilitava il trasporto alleggerendo il carico. I miei soggiorni sulle Cave di Carrara furono lunghi e ripetuti. Quei momenti di vita dura dopotutto non mi dispiacevano ed erano molto meglio di quelli passati al cospetto di papi e ricchi cardinali.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, lavoratore infaticabile da sempre.

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Crudele arbitrio

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    Crudele stella, anzi crudele arbitrio
che ‘l potere e ‘l voler mi stringe e lega;
né si travaglia chiara stella in cielo
dal giorno [in qua?] che mie vela disciolse,
ond’io errando e vagabondo andai,
qual vano legno gira a tutti e’ venti.
Or son qui, lasso, e all’incesi venti
convien varar mie legno, e senza arbitrio
solcar l’alte onde ove mai sempre andai.
Così quagiù si prende, preme e lega
quel che lassù già ‘ll’alber si disciolse,
ond’a me tolsi la dote del cielo.
Qui non mi regge e non mi spinge il cielo,
ma potenti e terrestri e duri venti,
ché sopra di me non so qual si disciolse
per [darli mano?] e tormi del mio arbitrio.
Così fuor di mie rete altri mi lega.
Mie colpa è, ch’ignorando a quello andai?
Maladetto [sie] ‘l dì che ïo andai
col segno che correva su nel cielo!
Se non ch’i’ so che ‘l giorno el cor non lega,
né sforza l’alma, ne’ contrari venti,
contra al nostro largito e sciolto arbitrio,
perché […] e pruove ci disciolse.
Dunche, se mai dolor del cor disciolse
sospiri ardenti, o se orando andai
fra caldi venti a quel ch’è fuor d’arbitrio,
[…], pietoso de’ mie caldi venti,
vede, ode e sente e non m’è contra ‘l cielo;
ché scior non si può chi se stesso lega.
Così l’atti suo perde chi si lega,
e salvo sé nessun ma’ si disciolse.
E come arbor va retto verso il cielo,
ti prego, Signor mio, se mai andai,
ritorni, come quel che non ha venti,
sotto el tüo grande el mïo arbitrio.
Colui che sciolse e lega ‘l mio arbitrio,
ov’io andai agl’importuni venti,
fa’ mie vendetta, s’ tu mel desti, o cielo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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S’è fatta notte

E un’altra giornata è giunta al termine. Stasera fa freschino e non ho voglia di andarmene a zonzo per le strade di Firenze. Preferisco rimanermene qua in Santa Croce, a costo di litigare col Canova. Tanto quello lì vole avere sempre ragione anche quando si parla di scultura: oh giovanotto! Son nato prima di te e da me hai imparato tanto ma messo in pratica poghino.

Prima di mettermi in ciabatte e immergermi in qualche lettura vi voglio consigliare questo appassionato e appassionante racconto di Antonio Paolucci tutto dedicato a me e alle mie opere.

Mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi augura tanta serenità perché a lui n’è toccata poca sia in vita che da morto.

Sono anche in libreria

Come sapete son morto da parecchio ma il fervore e la passione per l’arte ancora non m’abbandonano. Mi diletto a scrivere pensieri e parole in questo blog. Ho dovuto imparare poco a poco a destreggiarmi in questo mondo fatto di tasti, luci e suoni che m’avvisano sempre quando scrivo qualche discorso a bischero.

Tuttavia ancor non m’accontento perché qui nell’aldilà il tempo è infinito. Provate voi a non annoiarvi in un tempo così lungo da essere addirittura infinito. Ecco perché ho dato alle stampe un libro tratto da questo blog. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. E se poi un giorno tutto quello che invio a voi lettori online sparisse come per qualche strano sortilegio? Le mie parole si trasformerebbero solo un vago ricordo nella mente di chi le ha lette.

Scusate ma preferisco metter qualcosa anche nero su bianco. Un libro ha sempre il suo fascino e la carta stampata ha poco a che fare con i freddi schermi di pc e tavolette.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1117445

Eccolo qua il mio libro “Michelangelo Buonarroti è tornato” fresco di stampa. Se desiderate acquistarlo o leggere le prime pagine potete cliccare sul link che vi ho appena postato.

Fra pochi giorni lo stesso titolo potrete ordinarlo e acquistarlo presso tutte le librerie Feltrinelli italiane e tramite il sito Feltrinelli.it.

Non sapete cosa regalare per San Valentino? A me inviate i vostri pensieri e ai vostri amati o amate il mio libro.

Un abbraccio caloroso dal vostro inquieto Michelangelo Buonarroti

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Torno a scrivere libri e non solo di versi

Ho appena dato alle stampe il secondo libro. Questo che vi propongo è estratto dal blog. Dentro ci troverete gli articoli più appassionanti e appassionati con diverse aggiunte. Conto di averlo fra le mani al più tardi agli inizi della prossima settimana. Sarà possibile acquistarlo in rete, probabilmente nelle librerie e sul sito della Feltrinelli e anche in altri modi. Se mi venite a trovare ve lo cedo pure autografato e con tanto di dedica.

Di solito gli scrittori vi propongono l’incipit ma io siccome son fatto al rovescio, vi regalo la quarta di copertina, tiè!

Mi chiamo Michelangelo Buonarroti e probabilmente già saprete chi sono. Morii più di 450 anni fa e da allora mi rinchiusero qui in Santa Croce a Firenze. Per passare il tempo scrivo pensieri e riflessioni quotidiane sul mio blog michelangelobuonarrotietornato.com in attesa che qualcuno mi restituisca martello e scalpello.

Se volete conoscere meglio la mia vita passata e presente attraverso racconti in prima persona, questo libro fa al caso vostro. In caso contrario lasciatelo dove l’avete trovato: la carta è preziosa e non vorrei finisse a far da sostegno a qualche gamba di tavolo.

Vi saluta il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che per mettere nero su bianco le sue idee si avvale della collaborazione del suo alter ego vivente.

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Giocare con la materia

La scultura è un gioco di pieni e di vuoti, di luci e ombre sapientemente ricercate, volute e poi ricreate a seconda del proprio desiderio. Quando si dipinge si incontrano meno difficoltà tecniche e la fantasia può avere il sopravvento sui dettagli tecnici. Con il marmo il discorso è un tantino diverso. Se s’assesta male un colpo di scalpello, rimediare diventa difficile. Se fai saltar via un dito a una mano come lo risistemi? Si, certo… ce lo puoi imperniare, incollare ma quel blocco originario sarà stato deturpato in maniera irreversibile.

Saper rincorrere le forme, cerare la perfezione in ogni linea… non è forse giocare con la materia tutto ciò? Il risultato finale è merito dell’artista, di una dose di fortuna e di studi lunghi una vita intera.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi sfida a trovare una linea forzata nei panneggi della Pietà Vaticana.

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Ridateci il maltolto!

Ma fra tutte le sale e i saloni che ci sono a Firenze, proprio sotto al mi’ David dovevano mettersi a parlare Renzi e la Merkel? Di già che quella lì mi sta parecchio antipatica. Non è una questione di sensazioni a pelle, non c’entra niente l’istinto in questo caso.

Se fossi stato al posto di Renzi, prima di farla entrare in via ufficiale agli Uffizi e alla Galleria dell’Accademia, qualche carta glie l’avrei fatta sicuramente firmare. Avete idea di quante opere italiane siano state trafugate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale?

Certo, parte del bottino è stato restituito ma il resto? All’appello mnca sempre tanta di quella roba che servirebbe una galleria apposita per esporle tutte.

Prima di fargli varcare qualsiasi tempio dell’arte presente sul territorio italiano avrebbe perlomeno dovuto impegnarsi a restituire il maltolto. Son passati decenni e ancora qui ci mancano opere assai prestigiose!

Beh, forse i tesori che ci hanno sottratto non si trovano nemmeno più in Germania ma sono custoditi in qualche caveau svizzero o sono stati ceduti a chissà chi.

Perlomeno l’impegno a indagare su chi sia in possesso di questi capolavori avrebbe dovuto sottoscriverlo. La mia testa di fauno dov’é porcamiseriaccialadra?

Se solo ieri avessi avuto la possibilità di tornare a parlare con la mia bocca! Ridateci le nostre opere!

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi si sente più arrabbiato e nevrotico del solito.

E’ solo per nor di cronaca che vi posto la foto a seguire… mi si contorcono le budelle a guardarla. Uno scempio vero e proprio. Che poi non mi si venga a dire che è stata una trovata pubblicitaria per mettere in evidenza la Galleria dell’Accademia o tantomeno il David. questa non se la beverebbe nessuno!

Renzi - Merkel (10)