Regali inaspettati ma molto graditi

Bussa il postino al portone, gli apro sperando non sia l’ennesima bolletta ( son morto ma le tasse mi tocca pagalle lo stesso…non mi chiedete il perché: non saprei rispondervi) e mi consegna nelle mani un pacco gigante. Non so se sia più rimato sorpreso dal fatto che sapesse dove abito o che quello scatolone fosse stato proprio spedito a me.

Apro la confezione e dentro c’è una grande stampa in PVC del mio Giudizio Universale gentilmente offerta da http://www.saal-digital.it/. Regali così, caduti come manna dal cielo, son sempre graditi. Lo dico nel caso in cui qualcuno volesse regalarmi qualcosa: non m’offendo.

La stampa è stata effettuata a 6 colori e realizzata su un pannello in PVC in schiuma rigida, spesso 5 mm. E’ possibile personalizzare le dimensioni partendo da una grandezza minima da 10×15 cm fino a un massimo di 110×240 cm.

I colori resistono bene ai raggi Uv e non scoloriscono nel corso del tempo. Insomma, un gran bel regalo che custodirò gelosamente. Anzi, via, voglio fare il generoso altrimenti ricominciano con la storia della mia presunta tirchiaggine: regalo questo bellissimo fotoquadro all’alter ego che oramai da qualche anno a questa parte mi sopporta e mi da’ voce quotidianamente.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti. Ah, se avete un po’ di tempo date un’occhiata al sito che stampa queste meraviglie: potrete stampare tutte le foto che desiderate nei formati preferiti e su un gran numero di supporti, a seconda delle vostre preferenze.

Guardate e giudicate voi la qualità dell’immagine del fotoquadro in questione 😉

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La daga e lo stocco

Capitava anche, di tanto in tanto, che amici che stavano a Firenze mi scrivessero affinché gli procurassi questo e quest’altro ancora mentre mi trovavo a Roma o in altre città, tutto affaccendato nel portare avanti i miei progetti.

L’Aldobrandini mi inviò a Bologna una busta la sagoma di carta di uno stocco: ne voleva uno uguale uguale ma fatto di metallo. Ci misi impegno e tempo per trovare un buon fabbro e, alla fine, glie lo feci arrivare a Firenze tramite il mi fratello Buonarroti. Oh, si lamentò pure: non era come lo voleva lui. Il signore avrebbe preferito una daga…ma se voleva un coltello invece che una spada bastava che mi inviasse il modello giusto no? Dovete sapere che lo stocco è una vera e propria spada con la lama rigida ma senza taglio e a sezione triangolare.Veniva usata soprattutto dai cavalieri per menare colpi di punta e d’affondo. La daga invece è un coltello a doppio filo.

Il mi fratello mi scrisse delle lamentele dell’Aldobrandini e così gli risposi in una lettera recante la data 26 Marzo 1507.

 

Bologna, 26 Marzo 1507

Buonarroto,

io ebi più giorni fa una tua, per la quale intesi il tucto della daga e di Piero Aldobrandini. Io ti fo avisato che sse non fussi stato per tuo amore, che io lo lasciavo cichalare quant’e’ voleva.

Sappi che la lama che io ò mandata, e che tu ài ricievuta, è fata in sulla misura sua, cioè del decto Piero, perché lui me ne mandò una di charta in una lectera e scrissemi che io la facessi fare a punto a quel modo e chosì feci; e però, se llui voleva una daga, non mi doveva mandare la misura d’uno stocho.

Ma io ti voglio iscrivere per questa quello che io non t’ò più voluto schrivere e questo è che tu non pratichi chon lui, perché non è praticha da cte; e basta. E sse llui venissi da cte per la sopra decta lama, non gniene dare per niente; fagli buon viso e digli che io l’ò donata a uno mio amicho; e basta. Sapi che la mi costò qua dic[i]annove charlini, e tredici quatrini della gabella.

Le chose mia di qua vanno bene, gratia di Dio, e spero infra uno mese gictare la mia figura; però pregate Idio che lla cosa abbi buon fine, acciò che io, torni presto chostà, perché sono disposto di fare quello che v’ò promesso. Conforta Giovan Simone e digli che mi scriva qualche volta, e di’ a llodovicho com’io sto bene e che, inanzi che io gicti la mia figura, che lo saperà a ogni modo.

Rachomandami al Granaccio, quando lo vedi. Non ò da dirti altro. Qua chomincia la moria ed è della cactiva, perché non lascia persona dov’ella entra, benché per ancora non cie n’è molta forse quaranta case, secondo che m’è decto.A dì venti sei di marzo. Michelagniolo scultore in Bolognia.

Se ctu avessi data la daga a pPiero, non gli dire altro; ma sse non gniene ài data, non gniene dare per niente. A Buonarroto di Lodovicho di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella boctega di Lorenzo Strozi, Arte di Lana, im Porta Rossa.

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Le mie nuove magliette e non solo

Oramai l’avrete capito: son diventato moderno anch’io. Mi son comprato un ombrello e ogni tanto lo uso pure, comincio ad avere un po’ più di dimestichezza con le nuove tecnologie e da oggi ho lanciato la mia nuova linea di maglie, magliette e cose varie personalizzate con il nome del blog.

Se le volete anche voi per suscitare un po’ di invidia fra gli amici e i colleghi, cliccate qui e acquistate quelle che volete.

Non ci sono solo t-shirt ma anche altri graziosi gadget come le tazze o le borse in tela. Ora volevo proporvi anche una linea di bicchieri ma il sito che mi ospita per il momento non ce l’ha a disposizione. Pazienza, vorrà dire che i prossimi brindisi alla mia e alla vostra salute, vi toccherà farli nelle tazze di porcellana. Non mi pare un sacrificio così grande dopotutto: l’importante è che la bevanda di Bacco sia bona.

Le mie magliette e gli altri oggetti personalizzati proposti, sono anche un’ottima idea regalo per compleanni, anniversari o per mille altre occasioni. A seguire vi propongo solo un assaggio…cliccate qui per vedere tutti i modelli disponibili.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi nuovi gadget 

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Carico d’anni e di peccati pieno

Carico d’anni e di peccati pieno
e col trist’uso radicato e forte,
vicin mi veggio a l’una e l’altra morte,
e parte ‘l cor nutrisco di veleno.
    Né propie forze ho, c’al bisogno sièno
per cangiar vita, amor, costume o sorte,
senza le tuo divine e chiare scorte,
d’ogni fallace corso guida e freno.
    Signor mie car, non basta che m’invogli
c’aspiri al ciel sol perché l’alma sia,
non come prima, di nulla, creata.
    Anzi che del mortal la privi e spogli,
prego m’ammezzi l’alta e erta via,
e fie più chiara e certa la tornata.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Burdened with years and full of sinfulness

Burdened with years and full of sinfulness,
With evil custom grown inveterate,
Both deaths I dread that close before me wait,
Yet feed my heart on poisonous thoughts no less.
No strength I find in mine own feebleness
To change or life or love or use or fate,
Unless Thy heavenly guidance come, though late,
Which only helps and stays our nothingness.
‘Tis not enough, dear Lord, to make me yearn
For that celestial home, where yet my soul
May be new made, and not, as erst, of nought:
Nay, ere Thou strip her mortal vestment, turn
My steps toward the steep ascent, that whole
And pure before Thy face she may be brought.

Yours Michelangelo Buonarroti

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Il Crocifisso abbozzato

A Casa Buonarroti c’è un piccolo crocifisso appena sbozzato che sembra che io abbia scolpito in un’età assai avanzata. In due lettere scritte dai miei assistenti nel 1562,  vengono siano spediti fino a Roma degli attrezzi particolari per scolpire proprio un piccolo Crocifisso in legno.

L’autografia di questa opera oramai è assodata da diversi anni tanto che il più grande esperto delle mie opere di sempre, Charles de Tonlay, in una conferenza tenuta a Bonn nel 1964 attribuì l’opera a me presentando un gran numero di documenti.

Chi fu a portare l’opera fino a Firenze da Roma? Molto probabilmente il mi’ nipote Lionardo dopo la mia morte. Il Crocifisso era stato in pratica accantonato e privato di importanza. Negli inventari di Casa Buonarroti compare già nel 1859 con la definizione di “bozzo di legno d’un Cristo in croce mancante le braccia”.

Non sono poche le analogie di questo Crocifisso che realizzai probabilmente per devozione privata e il disegno conservato al British Museum con il Cristo in Croce con la Vergine Maria e San Giovanni.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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The model crucifix

There is a small crucifix in Museum Casa Buonarroti in Florence which is attributed to me during my old age. In two letters written by my assistants in 1562, special tools for carving a small wooden Crucifix are sent to Rome.

The attribution of this work has been determined for many years by the biggest expert of my works, Charles de Tonlay, at a conference held in Bonn in 1964, attributed the work to me by presenting a large number of documents.

Who brought this work of art to Florence from Rome? Most likely my grandson Lionardo after my death. The Crucifix had in fact been set aside and deprived of its importance. In the inventories of Casa Buonarroti it appears in 1859 with the definition of “wooden model of a crucifix with Christ’s arms missing”.

There are many types of Crucifix that I made probably for private devotion as well as a drawing kept at the British Museum of Christ on the Cross with the Virgin Mary and St. John the Baptist.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti

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Il campanile di San Miniato e i materassi

Il campanile di San Miniato era in grave pericolo. Durante l’assedio di Firenze del 1530, rischiava di cedere da un momento all’altro sotto i colpi dell’artiglieria nemica.

Riappacificatomi co’ fiorentini o quasi, decisi di far qualcosa di concreto per quella struttura che sorvegliava dall’alto la città. In fretta e furia riuscii a procurarmi un bel po’ di materassi di lana e nottetempo, li feci calar giù dai miei assistenti. I materassi posizionati dalla parte più esposta del campanile, non toccavano nemmeno la struttura già che i cornicioni sporgevano parecchio. Le palle sparate dai cannoni finivano per rimbalzarci sopra e non potevano più danneggiare in alcun modo.

Salvai il campanile e lui salvò la città. San Miniato era infatti un ottimo punto di osservazione. Da lì si riusciva a vedere i nemici in avvicinamento già a grande distanza. Anni prima avevo fatto posizionare proprio sopra il campanile due pezzi di artiglieria pesante che servivano a contrastare in modo assai efficace gli impavidi che osavano avvicinarsi troppo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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San Miniato’s bell tower and mattresses

The San Miniato belltower was in grate danger. During the siege of Florence in 1530, it was in danger of crumbling due to the constant blows of enemy fire.

As I rejoined the Florentines I decided to do something to save the tower that allows to watch the entire city from above.  In a frinzy I managed to get lots of wool mattresses and lowered them with the help of my assistants. The mattresses that were positioned on the bell tower did not even touch it due to its protruding cornices. The canon balls bounced off the tower and could no longer dammage it.

I saved the bell tower and th ebell tower saved the city. San Miniato has always been an excellent observation point. From there anyone could see the enemies approaching from a distance. Years ago, I had placed 2 heavy artillery which served to dissway any intruder or attacker who dared to get too close to the city

Always yours, Michelangelo Buonarroti

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Com’or purgata in foco, a Dio si torna

Ognor che l’idol mio si rappresenta
agli occhi del mie cor debile e forte,
fra l’uno e l’altro obbietto entra la morte,
e più ‘l discaccia, se più mi spaventa.
    L’alma di tale oltraggio esser contenta
più spera che gioir d’ogni altra sorte;
l’invitto Amor, con suo più chiare scorte,
a suo difesa s’arma e s’argomenta:
    Morir, dice, si può sol una volta,
né più si nasce; e chi col mie ‘mor muore,
che fie po’, s’anzi morte in quel soggiorna?
    L’acceso amor, donde vien l’alma sciolta,
s’è calamita al suo simile ardore,
com’or purgata in foco, a Dio si torna.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

Like gold refined in flame to God on high

Whene’er the idol of these eyes appears
Unto my musing heart so weak and strong,
Death comes between her and my soul ere long
Chasing her thence with troops of gathering fears.
Nathless this violence my spirit cheers
With better hope than if she had no wrong;
While Love invincible arrays the throng
Of dauntless thoughts, and thus harangues his peers:
But once, he argues, can a mortal die;
But once be born: and he who dies afire,
What shall he gain if erst he dwelt with me?
That burning love whereby the soul flies free,
Doth lure each fervent spirit to aspire
Like gold refined in flame to God on high.

Yours Michelangelo Buonarroti

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43 fiaschi di Trebbiano

Mangiare non era una mia passione. Da ragazzetto, la pratica che avevo di studiare i cadaveri di notte con quell’odore nauseabondo e la continua visione di quei corpi sezionati a lume di candela, m’avevano tolto l’appetito. Mangiavo il gusto per sopravvivere e dalla mia tavola erano bandite le carni. Qualche pesce ogni tanto ma poca roba, nemmeno quello m’andava tanto a genio.

A Roma non trovavo gli stessi formaggi, le stesse verdure e la frutta che potevo comprare a Firenze. Ero abituato a mangiare sempre le solite cose e la nostalgia di casa ce l’avevo soprattutto per il cibo. Puntualmente mi facevo spedire dal mi’ nipote Lionard quelle specialità che avevano il sapore di casa.

Ecco a voi una lettera che scrissi proprio al mi nipote non appena ricevetti da lui 43 fiaschi di trebbiano toscano.

Roma, 27 Giugno del 1562

Carissimo nipote, per questa vi aviso come ho recevuto il trebbiano che furno fiaschi 43, il quale mi è stato al solito grato.

Non vi maravigliate se io non vi scrivo, perché sono vechio, come sapete, et non posso durar fatica a scrivere. Io sono sano, il simile sperando de voi tutti.

Pregate Iddio per me. Se la Cassandra fa figliolo, porreteli nome Buonarroto; se sarà figliola, porretili nome Francesca. Altro non scrivo. Il Signor Iddio da mal vi guardi, et me insieme con voi.

Di Roma, il dì 27 de giugno 1562.Michelagniolo Buonarroti.A Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.

Il vostro Michelangelo e le sue lettere

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Oltrepassate le 500.000 visite

Vi annuncio, con un pizzico di orgoglio neanche tanto velato, che questo blog ha oltrepassato le 500.000 visite.

Un grazie a tutti voi che ogni giorni mi seguite, a quelli che capitano su queste pagine un po’ per caso e non se ne vanno più e grazie a quelli che trovano utili spunti di studio.

Mi auguro sia un punto di partenza e non un traguardo. Ho più dimestichezza con i sentieri in salita piuttosto che con i grandi viali di pianura. Questione di punti di vista assai personali.

Grazie a tutti

Il vostro Michelangelo Buonarroti e il suo blog di racconti, date, opere d’arte e molto altro ancora.

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La Madonna Medici in video

La Madonna Medici è situata sopra il sarcofago che contiene le spoglie di Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de’ Medici, assassinato durante la sanguinosa congiura dei Pazzi. Al suo fianco ci sono i due santi gemelli medici: San Cosma e San Damiano.

Anche questa mia Madonna, come quasi tutte le altre, distoglie lo sguardo dal Figlio. Il futuro segnato del Bambino turba costantemente la Madre.

Vi propongo oggi un video girato nelle Cappelle Medicee da Christian Maidana. Buona visione dal vostro Michelangelo Buonarroti.