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4 gennaio 1914: la Gioconda torna al Louvre dopo il furto

Il 4 gennaio del 1914, dopo quasi tre anni dal suo clamoroso furto, la Gioconda dipinta da Leonardo da Vinci fa il suo ritorno trionfale all’interno del Museo del Louvre.

Il prezioso dipinto a olio su tavola di legno di pioppo, per quanto possa essere paradossale, deve molto a quel furto rocambolesco risalente a lunedì 21 agosto del 1911. Se fino al momento la Gioconda era considerata un dipinto sì meraviglioso ma non idolatrato, da allora in poi nacque il mito irresistibile che fece aumentare in modo esponenziale gli accessi al Museo del Louvre.

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Basta entrare nella sala dove oggi è conservata, isolata su una parete, per comprendere quanto sia stata mitizzata. La folla si accalca attorno a lei girando le spalle e snobbando la grandiosa opera del Veronese che raffigura le Nozze di Cana, per altro sottratta all’Italia dalle truppe napoleoniche e mai più restituita.

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La grande tela dipinta a olio del Veronese fu una delle opere sottratte durante le spoliazioni ai danni della Repubblica di Venezia risalenti al 1797.

L’11 settembre del medesimo anno fu fatta a pezzi e portata via. In un secondo momento fu ricomposta ed esposta al Louvre dove tutt’oggi si trova.

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La Gioconda era stata sottratta dal Salon Carré del Louvre dal ventinovenne Vincenzo Peruggia, decoratore e stuccatore che ben conosceva il Museo dato che lavorava lì.

Con non chalanche Peruggia era entrato nella sala e, dopo aver rimosso il vetro protettivo posto dinnanzi alla Gioconda dipinta da Leonardo da Vincitolse la cornice e la avvolse con cura nella giacca. Con quel fardello sotto braccio se ne uscì dal museo portando la Monna Lisa a casa propria.

Vincenzo Peruggia con la Gioconda
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L’opera fu ritrovata due anni dopo, nel momento in cui Peruggia tentò di venderla al mercante d’arte Alfredo Geri con l’intenzione di proporgli l’affare del secolo. Vi ho raccontato quella storia nel dettaglio QUA

Peruggia fin da subito dichiarò che aveva rubato la Gioconda per restituirla all’Italia, considerandola uno dei tanti furti subiti dal nostro Paese durante le spoliazioni napoleoniche. Insomma, a detta su aveva fatto un gesto patriottico. L’imbianchino ignorava completamente che la Monna Lisa niente aveva a che fare con Napoleone ma che Leonardo stesso l’aveva portata con sé in Francia.

La condanna non fu particolarmente severa: un anno e quindici giorni di carcere che poi furono ridotti a sette mesi e otto giorni.

Parigi, martedì 22 agosto 1911. Il posto vacante della Gioconda al Museo del Louvre dopo il furto
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In quel momento storico i rapporti fra Italia e Francia erano particolarmente distesi e dopo aver recuperato il dipinto, l’Italia ottenne il permesso di tenere ancora un po’ l’opera per esporla in diversi musei prima di restituirla ai legittimi proprietari.

Fu esposta prima a Firenze alla Galleria degli Uffizi poi all’ambasciata di Francia a Roma, a Palazzo Farnese e infine, in occasione del Natale, a Galleria Borghese sempre a Roma.

Foto di gruppo in occasione del ritorno della Monna Lisa dipinta da Leonardo da Vinci al Louvre
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Dopo il tuor italiano la Gioconda arrivò in Francia, a Modane, a bordo di un vagone speciale delle ferrovie Italiane. Fu accolta in grande stile da un gran numero di autorità francesi che la scortarono fino a Parigi dove nel Salon Carré al Louvre la stavano aspettando il Presidente della Repubblica Francese Raymond Poincaré e l’intero Governo.

Dal giorno del furto la Gioconda smise di essere un dipinto per diventare un mito.

La Gioconda a Firenze dopo il ritrovamento 
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Il libro

Se volete conoscere la storia del clamoroso furto della Gioconda di Leonardo da Vinci, vi propongo il libro Il furto della Gioconda scritto da Jean-Yves Le Naour.

Con grande qualità narrativa e attingendo a una vasta e ricca documentazione come archivi storici e stampa dell’epoca, l’autore ricostruisce le vicende legate al celebre furto della Gioconda dal Museo del Louvre, che all’inizio del XX secolo tenne in scacco le autorità francesi per oltre due anni.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

January 4, 1914: the Mona Lisa returns to the Louvre after the theft

On January 4, 1914, almost three years after her sensational theft, the Mona Lisa painted by Leonardo da Vinci makes her triumphant return to the Louvre Museum.

Paradoxical as it may be, the precious oil painting on poplar wood panel owes much to that daring theft dating back to Monday 21 August 1911. onwards the irresistible myth was born which increased admissions to the Louvre Museum exponentially.

It is enough to enter the room where it is kept today, isolated on a wall, to understand how mythologized it has been. The crowd crowds around her, turning their backs and snubbing the grandiose work by Veronese which depicts the Wedding at Cana, taken from Italy by Napoleon’s troops and never returned.

The large oil painted canvas by Veronese was one of the works stolen during the looting against the Republic of Venice dating back to 1797.

On 11 September of the same year it was torn to pieces and taken away. It was later reassembled and exhibited in the Louvre where it is still today.

The Mona Lisa had been stolen from the Salon Carré of the Louvre by the twenty-nine year old Vincenzo Peruggia, a decorator and plasterer who knew the museum well since he worked there.

Con non chalanche Peruggia had entered the room and, after removing the protective glass placed in front of the Mona Lisa painted by Leonardo da Vinci, he removed the frame and wrapped it carefully in his jacket. With that burden under his arm he left the museum carrying the Mona Lisa to his home.

The work was found two years later, when Peruggia attempted to sell it to the art dealer Alfredo Geri with the intention of offering him the deal of the century. I told you that story in detail HERE

Peruggia immediately declared that he had stolen the Mona Lisa to return it to Italy, considering it one of the many thefts suffered by our country during the Napoleonic looting. In short, according to him he had made a patriotic gesture. The house painter was completely unaware that the Mona Lisa had nothing to do with Napoleon but that Leonardo himself had brought it with him to France.

The sentence was not particularly severe: one year and fifteen days in prison which were later reduced to seven months and eight days.

At that historic moment, relations between Italy and France were particularly relaxed and after recovering the painting, Italy obtained permission to keep the work for a while longer to exhibit it in various museums before returning it to its rightful owners.

It was exhibited first in Florence at the Uffizi Gallery then at the French Embassy in Rome, at Palazzo Farnese and finally, on the occasion of Christmas, at the Borghese Gallery in Rome.

After the Italian tour, the Gioconda arrived in France, in Modane, aboard a special carriage of the Italian railways. She was welcomed in grand style by a large number of French authorities who escorted her to Paris where the President of the French Republic Raymond Poincaré and the entire government were waiting for her in the Salon Carré at the Louvre.

From the day of the theft the Mona Lisa ceased to be a painting to become a myth.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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