Crollata la scultura di Fischer in Piazza della Signoria

Come forse avrete già visto, quel coso in Piazza della Signoria realizzato da Fischer s’è schiantato al suolo nella serata di ieri. Una delle opere di cera tanto discusse ha ceduto ed è crollata. Per fortuna ha causato solo un poi di scompiglio ma nessuno s’è fatto male.

In realtà quel coso lì avrebbe dovuto sciogliersi entro metà gennaio ma niente, la base ha ceduto e si è autodistrutto prima. Oserei dire per fortuna e adesso mi auguro che provvedano a rimuoverlo al più presto e che tolgano anche l’altro rimasto in piedi per evitare un altro incidente simile. Quell’altro cosone di dieci metri che i fiorentini si sono affrettati a definire con epiteti non proprio lusinghieri che sta in posizione un po’ più centrale rispetto alla Piazza temo dovremmo sorbircela più a lungo.

Ma il tanto decantato decoro cittadino? Non mi venite a raccontare che quella è arte contemporanea, per piacere.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta sperando un giorno di poter passeggiare per Piazza della Signoria, libera da osceni e inopportuni ingombri.

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Quel sol amo perch’in lui si specchia

 Per ritornar là donde venne fora,
l’immortal forma al tuo carcer terreno
venne com’angel di pietà sì pieno,
che sana ogn’intelletto e ‘l mondo onora.
    Questo sol m’arde e questo m’innamora,
non pur di fuora il tuo volto sereno:
c’amor non già di cosa che vien meno
tien ferma speme, in cui virtù dimora.
    Né altro avvien di cose altere e nuove
in cui si preme la natura, e ‘l cielo
è c’ a’ lor parti largo s’apparecchia;
    né Dio, suo grazia, mi si mostra altrove
più che ‘n alcun leggiadro e mortal velo;
e quel sol amo perch’in lui si specchia.

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Posto vacante in Piazza della Signoria

Questa foto che vedete me l’ha spedita Giorgio Lamberto qualche giorno fa. La conoscevo  già: sapete, di scatti dell’epoca non ce ne sono molti in giro. Da qualche parte me l’ero pure salvata ma, fra tutte le foto ammucchiate alla rinfusa che c’ho, trovarla non sarebbe stato semplice.

In primo piano c’è un’opera che tanto amo:  il Perseo del Cellini ma è il secondo piano a destare il maggior interesse in questo caso. Il posto del David è vacante: già era partito alla volta della Galleria dell’Accademia.

Lo scatto può essere datato fra l’agosto del 1873 e il 1910, quando finalmente sul’arengario di Palazzo Vecchio venne posizionata la copia scolpita da Arrighetti.

Insomma, una foto preziosa che testimonia un’epoca passata anteriore all’avvento delle due Guerre Mondiali.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Eccomi qua, dopo tre giorni di censura

Eccomi qua, finalmente si sono riaperte le cateratte per immettere i miei ragionamenti su Facebook. 72 ore di silenzio totale forzato sul social che stabilisce sì le regole ma poi non valgono per tutti allo stesso modo per aver postato la foto di un’opera meravigliosa di fine Ottocento. O meglio, io non ho postato un bel nulla: è il mio alter ego che spesso e volentieri mette foto di sculture. Se volete vedere l’opera incriminata cliccate qua …vi pare che una roba del genere possa essere tacciata di pornografia? Siamo fuori dalla grazia di Dio.

Beh, sapete com’é: le cose oscene rimangono tanto quelle mica fanno pensare mentre la bellezza è pericolosa, obbliga a far funzionare le ultime sinapsi che ancora non si sono disattivate da sole per noia.

Va be, chiusa parentesi. Tanto oramai io e Facebook facciamo sempre più fatica ad andare d’accordo come buoni o mediocri vicini. Una lotta quasi quotidiana. Poi alla fine la foto oscena nemmeno l’hanno tolta: solo han detto al mio alter ego che non poteva pubblicarla però l’han lasciata impedendo di gestire la pagina mia, di chiacchierare con parenti e amici sulla chat e di commentare, pubblicare o mettere qualche like.

Stranezze moderne alle quale non so e nemmeno voglio abituarmi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

foto di Fadi Basssil

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Il David cambia casa…vi garberebbe eh?

Ebbene si, ogni tanto qualcuno s’alza la mattina col piede sbagliato dal letto e si mette in testa di rispostare il David. Non ci credete? Rasserenatevi, la realtà ha sempre più inventiva della fantasia. Carniani, che all’interno di Confindustria Firenze è l’incaricato dello sviluppo dell’internazionalizzazione del territorio, vorrebbe trasferire il David in un’altra zona della città per distribuire meglio i flussi turistici.

Nemmeno ha avuto un’idea originale: già nel 2008 a qualcun’altro, per inciso Paolo Cocchi in quel frangente assessore regionale alla cultura, aveva proposto di spostare il David fino al Parco della Musica. La proposta sollevò un polverone al tempo ma poi, grazie al Cielo, rimase un’idea bislacca che non si concretizzò.

Carniani riparte alla carica riproponendo la questione e, alla stregua di de Fabris, ha già progettato nella sua testa il luogo che potrebbe accogliere il gigante di marmo: “Costruire un museo di cristallo, stile piramide del Louvre, dove ospitare il David o una delle opere più significative della città, a fianco dell’Opera di Firenze, avrebbe potuto davvero significare, già un decennio fa, un cambiamento decisivo. Se l’avessimo fatto, non staremmo ancora oggi a parlare di decongestionare i flussi turistici“.

Eh si, un gran passo avanti per tutta la città…precisamente quale piano strategico è in atto a Firenze? Prima si annaffiano i turisti con gli idranti e si multano se si siedono, poi si mette il David fuori dal centro storico…ah, si: son dei sopraffini strateghi.

Chi glie lo spiega a Carniani che spostare il David non è una cosuccia da poco e che si rischia seriamente di perderlo per sempre? Io non ne ho la forza…la sua domanda non verrà accolta? Inizio a non dare niente per scontato…con i personaggi che abbiamo ai vertici della tutela del patrimonio, alias Franceschini, oramai non mi meraviglia più niente.

Non si può scherzare sulla conservazione di un’opera simile…a Livorno c’è un detto che renderebbe alla perfezione l’idea ma un ve lo posso scrive.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che preferirebbe le sue opere opere nemmeno venissero pensate da chi si alza al mattino col piede sbagliato.

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Cose imparate

Stare una settimana su Facebook in modalità diversa da quella a cui ero abituato mi ha fatto capire qualche cosuccia. La prima è che per stare sui social ci sono delle regole ma che queste regole non valgono per tutti allo stesso modo: c’è chi può postare ciò che crede e chi invece deve fare attenzione a ogni più minimo dettaglio pena l’esclusione.

Ho compreso che molti si limitano a guardare e commentare le immagini senza leggere le didascalie…beh, in realtà di questo mi ero reso conto da tempo però sentirsi dire “che cosa interessante, non l’avevo mai letto da nessuna parte” da una persona che già aveva mostrato apprezzamento per lo stesso post non molto tempo fa, fa un po’ strano.

Diffidate dalle imitazioni perché ce ne sono eccome…trovata una anche qualche ora fa. Va be, tanto mica mi conoscono come mi conosco io.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Io unico, gli altri maestri

Ogni tanto mi diletto a leggere biografie mie. Come già vi ho accennato più volte ce ne sono di mirabili e altre talmente discutibili che sembrano narrare la vita di altri. Dopo averne lette un buon quantitativo, mi sento abbastanza sicuro nell’affermare di aver trovato la biografia più corta che sia mai stata scritta sulla mia persona. Si trova nell’Anonimo Magliabechiano: sessanta righe esatte per liquidare i miei quasi novant’anni d’artista. La sintesi è strigantissima però vengono riportati particolari interesssanti come quando ebbi a che fare con il cadavere di un giovane Corsini.

Vi riporto un brano di questa biografia, uno di quelli che mi piace parecchio e che mi fanno pensare di avervi lasciato qualcosa di valido. “E è molto da considerare come più convenientemente chiamare si possa, o architetto, o scultore, o pittore, con ciò sia che in tutte a tre le dette facultà abbi tanto perfettamente operato, e operi, che soli i moderni, ma li antichi ancora, abbia superato e superi, e nella sua vecchiezza, quando la mano e la vista mancare suole, con le sue opere ha volsuto a tutto il mondo mostrare egli essere unico e li altri maestri essergli inferiori.”

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Ampi e desolati deserti nella testa

Scartabellando fra cataste di fogli e foglietti, m’è captato un libretto dimenticato da tempo in fondo a un baule e pure mezzo rosicato dai topi. L’ho aperto a caso e chissà, forse ho trovato quello che cercavo. Una frase di Seneca scritta parecchi secoli fa ma più attuale adesso di quando l’ha pensata e scritta….e ditemi se non ha ragione

Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le spalle del David con la fionda scheggiata

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L’alma ascende e sale

Dopo un giorno di sereno il cielo torna a promettere tempesta. Per iniziare la giornata con un po’ di bellezza e poesia, vi propongo qualche verso che scrissi oramai secoli or sono nella speranza possa essere di vostro gradimento nonché di buon auspicio per le ore a venire.

Non è sempre di colpa aspra e mortale
d’una immensa bellezza un fero ardore,
se poi sì lascia liquefatto il core,
che ‘n breve il penetri un divino strale.
    Amore isveglia e desta e ‘mpenna l’ale,
né l’alto vol preschive al van furore;
qual primo grado c’al suo creatore,
di quel non sazia, l’alma ascende e sale.
    L’amor di quel ch’i’ parlo in alto aspira;
donna è dissimil troppo; e mal conviensi
arder di quella al cor saggio e verile.
    L’un tira al cielo, e l’altro in terra tira;
nell’alma l’un, l’altr’abita ne’ sensi,
e l’arco tira a cose basse e vile.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi turbamenti quotidiani

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Foto di Claudio Giovannini

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Mediatrice e riconciliatrice

-L’arte, collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. E’ il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione-. Così scriveva Coleridge qualche anno fa. Come dargli torto.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che adesso esce da Santa Croce per andarsi a confondere per le strade di Firenze, in mezzo a una miriade di persone.

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