Una delle lunette che preferisco

… Iosias generò Ieconia, Ieconia generò Salatiel… questa è parte della genealogia degli antenati di Cristo raccontata nel Vangelo di Matteo che volli raffigurare in una delle tante lunette presenti nella volta della Sistina.

Suddivisi la scena in due gruppi mettendoli in diretta relazione fra di loro mediante l’atteggiamento dei bambini che si cercano e si indicano reciprocamente rimanendo in braccio ai loro rispettivi genitori. Ho messo negli occhi della donna un pizzico di timore che la fa rimanere vigile su ciò che sta accadendo. Sembra quasi che voglia proteggere il figlio che tiene in braccio dall’oggeto che l’altro bambino vuole consegnarli.

Questa fu la sesta lunetta che dipinsi, se la memoria non mi sta giocando un brutto scherzo. Come tutto il resto del complesso pittorico, affrescai le lunette in due diverse fasi partendo dalla parete opposta a quella dell’altare. Nell’estate del 1511 terminai gli affreschi della prima parte e dovetti smontare i ponteggi per ricostruirli dall’altra parte.

Oggi vi regalo le immagini di questa parte della volta sperando di allietarvi questa piovosa domenica.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

462px-Michelangelo,_lunetta,_Josiah_-_Jechoniah_-_Shealtiel_02

494px-Michelangelo,_lunetta,_Josiah_-_Jechoniah_-_Shealtiel_03

1280px-Michelangelo,_lunetta,_Josiah_-_Jechoniah_-_Shealtiel_01

Advertisements

La fidanzata del mi’ nipote Lionardo

Oggi vi riporto una lettera che scrissi al mi’ nipote Lionardo il 20 dicembre del 1550. Io ero a Roma in quel frangente e lui si trovava a Firenze tutto intento a cercar la fidanzata. Mi chiese qualche consiglio e cercai di dirgli come la pensassi in merito. Mi parea che ne cercasse una ricca e bella ma sapete, era un giovanotto e la vita ancora doveva tutta costruirsela. E non era nemmeno tanto bellino e pretendeva di fidanzassi con chi sa chi! Mah, valli a capire.

Vi riporto la lettera pari pari… e poi c’è chi continua a sostenere che son stato tirchio! Si vede che la mia storia la conosce pochino!

Il vostro Micheangelo Buonarroti che ora si va a scaldare la pancia con un ponce al mandarino.

Roma 20 Dicembre del 1550

Lionardo,

io ebbi e’ marzolini, cioè dodici caci. Sono molto begli ne farò parte agli amici e parte per casa; e come altre volte v’ò scricto, non mi mandate più cosa nessuna se io non ve ne chieggo, e massimo di quelle che vi costano danari.

Circa il tor donna, come è necessario, io non ò che dirti se non che tu non guardi a dota, perché e’ c’è più roba che uomini solo ài aver l’ochio a la nobilità, a la sanità, e più alla bontà che a altro. Circa la bellezza, non sendo tu però el più bel giovane di Firenze, non te n’ài da curar troppo, purché non sia storpiata né schifa.

Altro non m’achade circa questo.Ebbi ieri una lecte[ra] da messer Giovan Francesco che mi domanda se io ò cosa nessuna della marchesa di Pescara; vorrei che tu gli dicessi che io cercherò e risponderogli sabato che viene benché io non credo aver niente, perché quando stecti amalato fuor di casa, mi fu tolto di molte cose.

Arei caro, quando tu sapessi qualche strema miseria di qualche cictadino nobile, e massimo di quegli che ànno fanciulle in casa, che tu m’avisassi, perché gli farei qualche bene per l’anima mia.

A dì venti di dicembre 1550.Michelagniolo Buonarroti in Roma.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

firenze_sotto_la_neve_duomo

Regali di Natale

A volte vado in giro per le strade della mia Firenze e curiosando fra le vetrine dei negozi mi par già Natale. C’è chi già s’è messo in azione alla ricerca dei regali di Natale più improbabili e chi rimanda all’ultimo minuto tutti gli acquisti.

Mi posso permettere di darvi un consiglio? Regalate un biglietto per una galleria d’arte, una pinacoteca o uno dei tanti musei eccellenti che si trovano dislocati lungo tutto lo stivale. Vi basterà sfogliare qualche pagina in rete per trovare in pochi passi la possibilità di comprare un accesso ai Musei Vaticani, agli Uffizi o alla galleria dell’Accademia.

E’ un regalo che in fondo costa poco e offrirete alle persone amate la possibilità di entrare in una dimensione diversa tutta da scoprire.

Io i miei acquisti li ho già fatti per quest’anno e appena farò l’albero di Natale ci metterò sotto due mini pacchetti: uno per Galileo e uno per quello scorbutico del Machiavelli. Il primo menzionato lo mando a vedere i bronzi di Riace a Reggio Calabria mentre l’altro alla galleria Doria Pamphjili a Roma.

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta augurandosi che nel paese della cultura vengano regalati per Natale ingressi ai templi dell’arte.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE natale-a-firenze-firenze

Il duca di Nemours

Il duca di Nemours avrà avuto anche un titolo nobiliare quasi esotico ma era pur sempre uno della casata Medici e al secolo si chiamava Giuliano. Non era tanto bello, anzi, a dirvela era assai bruttino. Come avrei potuto scolpire una faccia così poco armonica su un corpo perfetto? No, non era cosa da farsi. Mica potevo consegnare un’opera che avrebbe fatto ribrezzo a guardarla dritto negli occhi. Così gli cambiai totalmente i connotati e a forza di scalpellate resi i suoi lineamenti delicati ed eterei. In molti all’epoca mi criticarono dicendomi di aver scolpito altra persona ma d’altro canto chi si sarebbe ricordato a distanza di anni della vera fisionomia di Giuliano?

In compenso, a distanza di 450 anni dalla mia dipartita, sono in tanti ad ammirare ancora quell’opera ubicata proprio il suo sepolcro. Diciamo che l’ho reso bello anche se bello non era nemmeno un po’.

Il vostro Michelangelo Buonarroti, scultore fin dalla nascita.

giuliano-duca-di-nemours

1_l.20140917165936

120

Versi e rimembranze

Il vostro Michelangelo Buonarroti, fra pensieri e nostalgie, oggi vi riporta qualche verso appassionato. Son parole che scrissi secoli fa ma ancora me le sento bruciare sotto la pelle, scorrere nelle vene e rimbombare nella testa.

Son per voi, fatene ciò che ne volete.

38

   Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta
quel che ‘n un punto el tempo e morte fura!
Che è questo però che mi conforta
e negli affanni cresce e sempre dura.
Amor, come virtù viva e accorta,
desta gli spirti ed è più degna cura.
Risponde a me: – Come persona morta
mena suo vita chi è da me sicura. –
Amore è un concetto di bellezza
immaginata o vista dentro al core,
amica di virtute e gentilezza.

146616

Firenze e la mia Vittoria nel Salone dei Cinquecento

Nel Salone dei Cinquecento all’interno di Palazzo Vecchio c’è una delle mie opere scultoree non finite: il Genio della Vittoria. Il Salone dei Cinquecento è imponente, maestoso e rende bene l’idea di quanto fosse potente Firenze quando venne costruito.

La sala ha una lunghezza complessiva di 54 metri per una larghezza di 23 e un’altezza di 18 metri. A distanza di secoli dalla sua progettazione continua ad essere la sala più grande all’interno della quale ancora si gestisce il potere civile.

Il complesso della Vittoria si trova lì dentro. A dire il vero era una di quelle sculture che avrei dovuto collocare nel complesso monumentale della Tomba di Giulio II ma le cose andarono diversamente. Guardate il capo del ragazzo: è cinto da una corona di foglie in riferimento proprio al cognome del tremendissimo Papa.

E’ la vittoria del giovane che avanza sull’età che passa e se ne va. Alcuni ci vedono dentro anche la mia smisurata passione nei confronti di Tommaso de’ Cavalieri. Vi lascio liberi di vedere quest’opera con i vostri occhi: ciascuno può vederci dentro una lettura totalmente personale.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che dice sempre arte solo all’arte

Il-Salone-dei-Cinquecento-Palazzo-Vecchio-Firenze-Italia.-Author-and-Copyright-Marco-Ramerini.

01_Michelangelox_La_VittoriaRid

Cognizione personale delle cose divine

Certo che al mio tempo ho fatto parlare assai delle mie opere. Mi ricordo ancora adesso il putiferio che scatenai col Giudizio Universale. All’inaugurazione parteciparono un mucchio di persone e fra i molti rimasti estasiati ci fu chi volle dir la sua mettendo in evidenza che tanti nudi non stavano bene in un luogo così sacro.

E certo… Dio ci fa nascere col cappottino addosso e si scandalizza se vede qualche coscia all’aria. Credete forse che Nostro Signore si vergogni di ciò che lui stesso ha creato? Suvvia, non siate ridicoli.

Mi sono serbato un foglietto strappato da un libro scritto da Dolce nel 1557 e lo proto con me nel pastrano quasi a voler ricordare a me stesso come certi individui abbiano una cognizione del mondo e delle cose divine alterata dalla loro personale visione dei fatti:

“Non mi par molta lode che gli occhi de’ fanciulli e delle matrone e delle donzelle veggano apertamente in quelle figure, la disonestà che dimostrano, e solo i dotti intendano la profondità delle allegorie che nascondono”

Il vostro Michelangelo Buonarroti a disposizione

 Michelangelo-crsto-giudice-part.

In giro per Firenze in attesa di entrare agli Uffizi

La mia Firenze si sta svegliando poco a poco. Già ho avvistato i primi turisti uscir fuori dai loro alberghi, hotel o bed & breakfast. Qualcuno non voleva perdersi lo spettacolo di una città ancora mezza addormentata e si è diretto su Ponte Vecchio. C’è un’arietta affilata che ti entra fra giacca e maglione di proposito capace di far rabbrividire anche i marinai che han solcato i mari del nord.

Mi rifugerò in qualche caffè prima di rimanerci secco stecchito. Non vorrete mica seppellirmi una seconda volta vero? Oggi m’ero prefissato di andare nella Galleria degli Uffizi. E’ già da tempo che non mi mescolo ai turisti di tutto il mondo per ammirare sia i loro volti stupefatti che opere realizzate dai più grandi artisti di tutti i tempi.

Vi aspetto lì, dinnanzi ad una delle porte d’ingresso e vi accoglierò uno ad uno. Non mi riconoscerete ma sarò lì.

Per tutti coloro che non hanno la possibilità oggi di venir fin qua, collegatevi al sitohttp://www.tribunadegliuffizi.it/progetto.php dove troverete tutta la Tribuna digitalizzata con la scheda delle opere in essa custodite.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

132214493-2ec2a5b4-a2fc-4f12-a0ed-8c71b84ae4c7

Io vi ritengo per un Iddio

Ogni tanto mi diverto e mi intrufolo assieme ai turisti nella Sagrestia Nuova. Mi piace leggere lo stupore sul volto di quelli che per la prima volta mettono piede lì dentro. Chi c’è già stato un po’ quella visione se l’aspetta e allora non mi interessa vederlo. Preferisco concentrare tutta la mia attenzione sui nuovi arrivati: mi diverto di più. E’ molto raro che qualcuno rimanga indifferente alle sculture posizionate al di sopra dei sarcofagi dei noti defunti e c’è anche chi fra sé e sé pensa che avrebbe potuto far meglio. Volete forse provocarmi? Se tornassi anche un giorno solo in vita ve lo farei vedere io chi ha titolo epr definirsi scultore e chi non merita nemmeno l’appellativo di ciarpino.

Se ancora non siete entrati dentro la Sagrestia Nuova del San Lorenzo a Firenze, vi consiglio vivamente di farlo: non ve la dimenticherete più per tutto il resto della vostra vita.

Parlando delle opere che realizzai io per la Cappella Medici, Anton Francesco Doni disse: “Se una volta io ci fossi andato in compagnia vostra, ch’elleno di brigata si sarebbono levate all’apparir di voi, et harebbonvi fatto riverenza…io vi tengo per un Iddio”

Il vostro affezionatissimo Michelangelo Buonarroti

cappelle-medicee-firenze-michelangelo-aurelio-amendola-david-tombe-8