Roboam, Abias e la lunetta che li accoglie

Dipinsi la lunetta di Roboam e Abias fra il 1511 e il 1512 nella Volta della Sistina che sempre più assomigliava a come io me l’ero immaginata. Se non erro fu la decima lunetta che affrescai, ovvero la seconda dopo che furono rimontati i ponteggi per dipingere la seconda e ultima parte di tutta la volta.

Come nelle altre lunette, anche in questa ho seguito fedelmente la genealogia di Cristo secondo quanto scritto sul Vangelo di Matteo. Il nome dei due personaggi è ben evidente nel tabellone scritto con caratteri capitali romani.

Il colore che adoperai per il fondo è assai chiaro e le figure preferii eseguirle in maniera sciolta e rapida. Realizzai la lunetta in una sola giornata e infatti, nemmeno gli ultimi restauratori che hanno ripulito l’opera hanno potuto constatare la presenza dello stacco delle giornate.

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Questa parte dell’affresco era stato gravemente danneggiato dalla salificazione causata dalle infiltrazioni d’acqua soprattutto nella zona più alta. Nel corso dei secoli il nero fumo delle candele e delle torce nonché le colle animali stese per rendere trasparenti le macchie della salificazione, avevano completamente stravolto il disegno iniziale.

Adesso, dopo il colossale restauro guidato da Colalucci, la lunetta ha assunto di nuovo un aspetto gradevole alla vista e ben decifrabile.

La giovane donna di sinistra indica con la mano la vita che porta in grembo mentre a sinistra  un giovane abbigliato con panni dalle tinte tenui, è accasciato su se stesso. Gli feci assumere un aspetto totalmente rilassato, con il braccio sceso e un piede appoggiato su un gradino.

Gli studi che feci per la realizzazione di questo giovanotto sono tutt’oggi visibili su due fogli conservati nel cosiddetto Taccuino di Oxford.

Già, di cartoni preparatori non ne son rimasti in giro né della Volta della Sistina né del Giudizio Universale. In compenso nel Taccuino di Oxford ci sono dei disegni, dei dettagli a penna, carboncino o a sanguigna che poi realizzai nella Cappella Sistina.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

 

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Parigi brucia e bruciamo tutti

Oggi me ne sto zitto. Dopo quello che è successo ieri sera in Francia non c’è parola che possa esprimere quanto accaduto. Sembra sia l’inizio della fine e quello che è successo si ripeterà una e più volte. Non saranno anni facili quelli che ci approssimiamo a vivere.

Parafrasando il titolo di uno dei testi di Dominique Lapierre, Parigi brucia ma con lei bruciamo tutti di dolore. Lo sgomento è tanto.

Mi infilo di nuovo dentro Santa Croce, mi chiudo dentro la mia casa eterna almeno per le prossime 24 ore.

Il vostro Michelangelo Buonarroti.

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Sicuri che l’entrata al museo sia costosa?

Le entrate ai musei son costose: lo sento dire spesso a manca e a destra. Eppure qualcosa non mi torna in questa frase troppe volte ripetuta come un mantra. I biglietti dei musei pesano sulle proprie finanze in maniera inversamente proporzionale a quanta importanza si dà all’arte.

Dodici euro per vedere capolavori impareggiabili del Cinquecento o di altre epoche mi pare un prezzo equo. Spendere 700 euro in una volta sola o addirittura a rate per impossessarsi di uno smartphone di ultima generazione invece mi pare una grande stupidaggine.

Non valgono forse dodici euro le mie sculture, quelle del Bernini e i dipinti strappacuore del Caravaggio?

Saper scegliere e saper scegliere bene fa la differenza. In tempi di crisi i soldi son sempre troppo pochi per far tutto, son d’accordo, ma sperperarli per acquistare oggetti solo per la pura smania di possesso piuttosto che investirli in conoscenza è follia. Il consumismo sfrenato induce a pensare che 700 euro per un telefonino siano giusti e 12 euro per un concentrato di bellezza senza tempo e senza spazio siano eccessivi.

Non fate della cultura un’opzione ma una priorità. Quello che s’impara non lo ruba nessuno, non si deteriora e col tempo cresce e fruttifica. Il resto è tutta aria fritta.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che si auspica di vedere sempre più persone entusiaste del bello piuttosto che in coda per acquistare l’ultimo ritrovato tecnologico.

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Lettera al mì fratello

Ecco a voi una delle mie tante lettere arrabbiate che scrissi al mi’ fratello Bonarroto. Mi chiedeva soldi di continuo, manco fussi stato una banca o un milionario e nel corso della vita s’è litigato parecchio.

Roma, 24 luglio del 1512

Buonarroto, io non ò tempo da rrispondere alla tua, perché è nocte; e ancora quand’io avessi tempo, non ti posso rispondere resoluto per insino che io non vego la fine delle cose mia di qua. Io sarò questo setembre costà e farò quant’io potrò per voi, com’io ò facto insino a ora. Io stento più che uomo che fussi mai, mal sano e chon grandissima faticha; e pure ò patienza per venire al fine desiderato. Ben potete avere patientia dua mesi voi, stando dieci mila volte meglio che non sto io.Michelagniolo scultore in Roma.A Buonarroto di Lodovicho Simoni in Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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L’attesa per l’inaugurazione dell’Expo

In questi giorni c’è tutto un fermento in giro: l’Expo aprirà a maggio ma i lavori da fare mi are siano sempre parecchi. Mi garberebbe anche andarci assieme a Galileo ma il biglietto costa assai. Se lo compro ora online lo pago 32 euro, ad apertura avviata costerà un 20% in più. Se ci si va in due il prezzo raddoppia, unite anche quello del treno e vien fuori un salasso al di fori della mi’ portata. Va beh, faccio prima a mettermi i danari da parte per l’Expo 2020 di Dubai.

Intanto ii responsabili del padiglione Italia hanno reso noto quali saranno le opere che per l’occasione verranno portate fino a Milano: la Ebe di Canova sottratta ai Musei Civici di Forlì, la Vucciria di Renato Guttuso, proprietà dell’Università di Palermo, le due sculture di Demetra che arriveranno dagli Uffizi e dei Musei Vaticani e infine il trapezophoros ovvero un grande sostegno di mensa in marmo dipinto tornato in patria dal Paul Gatty Museum grazie al Nucleo dei Carabinieri che si adopera per la tutela del patrimonio artistico.

Se andrete a Milano e magari per farlo avrete attraversato l’Italia intera oppure mezzo mondo, non rinunciate ad andare a vedere anche la mia pietà Rondanini. Potete anche evitarvi il cenacolo di Leonardo in rovina a causa della sua poca abilità nel realizzare affreschi fatti perbene, ma la mia opera vi entrerà sotto pelle e non ve ne dimenticherete più. Promesso!

A proposito di Leonardo, ma avete visto che han ritrovato una sua presunta opera? Mah…a me mi pare di tutti ma meno che di Leonardo. Pover’omo, in quanto a scultore era una fregatura però sapeva dipingere perbene e quella signora lì non assomiglia neanche lontanamente alle opere di quel presuntuoso di Leonardo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che all’Expo c’andrebbe volentieri se lo invitassero…anche perché il mio David è stato scelto come simbolo del padiglione Italia. Sì, il mio David e non quello di Donatello con le gambe da ballerina come aveva scritto qualche giornalista bontempone, tiè.

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La fede

La fede nell’esistenza di Dio e la negazione dell’esistenza di Dio hanno un punto in comune:

il desiderio di Dio

 

Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi osserva senza sosta mentre state in coda dinnanzi alle porte della Galleria dell’Accademia a Firenze.

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Santa Maria degli Angeli

Avete presente la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma? Si, quella costruita sulle rovine delle terme di Diocleziano, nei pressi della stazione Termini, adoperata per le cerimonie di Stato. C’è lo zampino mio pure lì.

Papa Pio IV mi commissionò il progetto nel 1561. In quel frangente stavo anche lavorando alla realizzazione della Basilica di San Pietro.

Non mi sottrassi dall’incarico e intervenni restaurando completamente la parte del tepidarium. Integrai le vecchie vestigia delle terme in una struttura più moderna adattandola alle esigenze contemporanee. Progettai diversi detti murari fra le campate contigue coperte a crociera. Aggiunsi poi due cappelle laterali a sezione quadrata per completare la Basilica.

Oramai però avevo parecchi anni sulle spalle e poco dopo passai a miglior vita. I lavori però proseguirono per moli altri anni ancora e alla fine la Basilica assunse l’aspetto che vedete oggi.

Beh, la prossima volta che ci passate davanti, pensate che anch’io h contribuito alla sua realizzazione.

Il vostro Michelangelo Buonarroti scultore, pittore e architetto

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Quello che gli artisti pensano di me

Non sono pochi gli artisti che hanno commentato le mie opere, la mia arte o che hanno studiato quello che io ho ideato nel corso della mia vita. Sono orgoglioso di tutto questo e mi sono appuntato al petto come se fossero medaglie, le parole che altri artisti hanno speso per me.

Stasera mi va di coccolarmi con l’ammirazione che ho avuto in vita e con quella che continuo a suscitare in coloro che per la prima volta si trovano faccia a faccia con una mia opera.

Vi do’ la buonanotte con ciò che ha detto della mia arte Rodin:

“Michelangelo mi ha liberato dall’accademismo”

-Auguste Rodin-

il vostro Michelangelo Buonarroti, che ancora non ha concluso i suoi impegni quotidiani.

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I venti ignudi

Avete mai avuto l’occasione di vedere la Cappella Sistina con i vostri occhi? Ho affrescato la volta raffigurando le storie più conosciute della Genesi ma non solo. Ci sono profeti maggiori e minori che preannunciano la venuta di Cristo alternati a sibille pagane che preannunciano lo stesso evento con largo anticipo. Non c’è alcun spazio libero o lasciato incompiuto: ho riempito ogni centimetro a disposizione pennellata dopo pennellata.

Guardate bene gli ignudi: sono venti per la precisione. Dieci coppie di corpi atletici che, mettendo in tensione tutta la  loro muscolatura, sorreggono i medaglioni istoriati al di sotto dei riquadri meno grandi della Genesi. Se osservate la volta da ovest verso est, noterete che gli ignudi posizionati più a levante hanno dimensioni maggiori. Infatti, dopo l’interruzione dei lavori durati un anno interno ( dal 1510 al 1511), decisi di maggiorarne i volumi per permettere di osservare meglio i vari dettagli dal basso.

 

il sempre vostro Michelangelo Buonarroti. Preservatemi dal vostro mondo perché non veggo lume.

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Vi do’ il buongiorno in attesa della tempesta

Questa mattina vi do’ il buongiorno così… con qualche verso scritto parecchi secoli fa ma ancora attuali. Il cielo sopra Firenze promette ancora tempesta: spero non debba ricorrere a metter sacchi di sabbia attorno alla mia eterna dimora. E si, perché questo luglio ha fatto già abbastanza disastri e da un momento all’altro m’aspetto di veder scorrere l’Arno passar qui da Santa Croce.

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    Perché sì tardi e perché non più spesso
con ferma fede quell’interno ardore
che mi lieva di terra e porta ‘l core
dove per suo virtù non gli è concesso?
Forse c’ogn’ intervallo n’è promesso
da l’uno a l’altro tuo messo d’amore,
perc’ogni raro ha più forz’e valore
quant’è più desïato e meno appresso.
La notte è l’intervallo, e ‘l dì la luce:
l’una m’agghiaccia ‘l cor, l’altro l’infiamma
d’amor, di fede e d’un celeste foco.

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il vostro Michelangelo Buonarroti in attesa delle prossime piogge