Buon anno nuovo a tutti…o quasi

Oramai siamo agli sgoccioli e a questo anno rimangono poche ore prima di spegnersi ed entrare a far parte dei ricordi.Tante cose accadono in un anno intero, così tante che sarebbe difficile nonché assai inutile racchiuderle in poche righe. Porte che si aprono e porte che si chiudono continuamente. A fine anno sembra ci sia quasi l’obbligo o la necessità di far bilanci: a me sa fatica e ve li risparmio.

Vorrei solo avere il privilegio di poter donare a ciascuno di voi l’avverarsi di un paio di desideri a testa…ma questa possibilità non mi è concessa, mi dispiace. Mi devo limitare a regalarvi qualche parola e qualche bella foto…le mie opere già ve le ho rese tutte quante.

Vi auguro un anno se non felice perlomeno sereno, se non fortunato perlomeno un po’ meno disgraziato.

Evitate di perdere dita, occhi e quant’altro sparando botti e fuochi d’artificio artigianali…anche stanotte le persone purtroppo continueranno a sentirsi male e ad aver bisogno di ambulanze come sempre: lasciatele libere per loro piuttosto che per soccorrere qualcuno che ha perso mezzo arto, una mano o parte del viso per colpa propria.

Infine buon anno a tutti…a quasi tutti, non voglio esagerare ed essere mieloso perché così si dice che bisogna essere durante le feste. Alcuni individui mai mi sono andati a genio e non è che ora che siamo arrivati alla fine dell’anno abbia maturato un’idea diversa nei loro confronti.

Feliz Año Nuevo – Happy New Year – Buon anno – Glückliches neues Jahr -سنة جديدة سعيدة – Շնորհավոր Նոր Տարի – Yeni iliniz mübarək – Честита Нова Година – 新年快乐 – 새해 복 많이 – Sretna Nova godina – Srečno novo leto – Onnellista uutta vuotta – Joyeux Nouvel An – Ευτυχισμένο το Νέο Έτος – שנה טובה – नया साल मुबारक हो – 明けましておめでとうございます – سال نو مبارک – С Новым годом

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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E-book Michelangelo Buonarroti non se ne va più

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita l’adagio popolare. Se sia davvero così oppure no, non ne ho idea ma fatto sta che voglio concludere in bellezza quest’anno ricco di eventi e avvenimenti sia positivi che meno gradevoli.

Da questo momento in poi è disponibile anche la versione e-book del mio ultimo libro “Michelangelo Buonarroti non se ne va più”. Lo potete acquistare qui e entro qualche ora anche su Amazon, Ibs, Apple e altre librerie online. Così, tutti coloro che da tempo hanno messo da parte i libri cartacei optando per le versioni digitali dei libri, adesso avranno la possibilità di acquistare l’e-book appena messo in vendita.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi libri.

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I nudi bronzei

Fra le figure mie affrescate nella volta della Sistina, quelle che più hanno fatto ammattire gli esperti nella loro interpretazione, sono i nudi bronzei. Dodici coppie occupano lo spazio che intercorre fra i veggenti e le  vele o i pennacchi. I corpi di questi ignudi assumono differenti atteggiamenti specchiati che ottenni semplicemente rovesciando il cartone. Le coppie sono separate da un bucranio e alle loro spalle lo sfondo è costantemente viola. Occupano tutto lo spazio compreso fra la finta trabeazione e la cornice architettonica.

C’è chi ha voluto vedere in queste figure bronzee delle sculture viventi, degli atlanti, un’umanità primitiva o degli angeli caduti ovvero dei demoni. Impossibile pensare che siano delle semplici decorazioni? Bah, valli a capire questi esperti che voglion sempre vedere oltre l’immagine, cercare costantemente di scoprire significati nascosti.

Alcuni nudi hanno un atteggiamento rilassato, altri addirittura dormono o comunque pare si siano concessi una pausa di abbandono totale. C’è una coppia però assai inquieta che mette quasi paura. Si tratta di quella alla sinistra di Adamo presente nel riquadro della Creazione. Puntano le gambe contro i semi pilastri nei quali sono raffigurate le due coppie di putti. C’è chi ha voluto interpretare questo loro atteggiamento come un’allegoria delle forze demoniache che tentano di far crollare la madre Chiesa. Le due coppie di fanciulli dipinti come se fossero di marmo raffigurerebbero l’unione tra Dio e l’uomo con l’istituzione del matrimonio.

Va be, io ve lo dico…a me quest’ultima interpretazione, seppur assai argomentata, mi pare tanto una forzatura. Non che nella Sistina non ci siano messaggi talvolta velati e non così semplici da comprendere ma a volte qualcuno pare esageri.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

 

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A che serve un cuore che miele non renda?

Quand’avvien c’alcun legno non difenda
il propio umor fuor del terreste loco,
non può far c’al gran caldo assai o poco
non si secchi o non s’arda o non s’accenda.
    Così ‘l cor, tolto da chi mai mel renda,
vissuto in pianto e nutrito di foco,
or ch’è fuor del suo propio albergo e loco,
qual mal fie che per morte non l’offenda?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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L’uccisione di Golia

L’uccisione di Golia è una delle quattro storie delle salvazioni di Israele che affrescai nei pennacchi della Sistina, storie che in qualche modo prefigurano il trionfo della Chiesa grazie alla mano divina.

Il pennacchio in questione illustra il filisteo Golia sfidato e poi vinto dal giovanetto Davide, futuro re di Israele. Il pastorello, armato di una fionda e qualche sasso, fa cadere a terra il gigante e poi lo decapita con la spada.

La scena si svolge di notte e, alle spalle dei due protagonisti, c’è una tenda da campo illuminata. Sulla destra compaiono due soldati che assistono all’intera scena senza poter intervenire.

Guardate il braccio sinistro di Davide e quella sua inusuale luminosità. Sapete come ho ottenuto questo effetto? Adoperando dello smalto azzurro lumeggiato con del bianco sangiovanni.

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Felice età nostra

“O veramente felice età nostra, o beati artefici, che ben così vi dovete chiamare, da che nel tempo vostro avete potuto al fonte di tanta chiarezza rischiarare le tenebrose luci degli occhi e vedere fattovi piano tutto quel ch’era difficile da sì maraviglioso e singulare artefice: certamente la gloria delle fatiche sue vi fa conoscere et onorare, da che ha tolto da voi quella benda che avevate innanzi agli occhi della mente, sì di tenebra piena, e v’ha scoperto il velo del falso, il quale v’adombra le bellissime stanze dell’intelletto. Ringraziate di ciò dunque il cielo e sforzatevi d’imitar Michele Agnolo in tutte le cose.”

Il Vasari, nella mia biografia, s’è espresso in questi termini per descrivere la meraviglia che suscitò nei contemporanei la volta della Cappella Sistina appena affrescata. S’è sbilanciato un tantino in nome della nostra amicizia di lunga data o, visto che ancora ero vivo temeva potessi in qualche modo redarguirlo? Ai posteri l’ardua sentenza ma consentitemi di affermare, a distanza di secoli, che forse forse aveva ragione lui.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Abiti ricchi per anime povere

Un giorno, mente me ne stavo in quel di Roma a lavorare, mi si presentò dinnanzi un amico mio che da qualche tempo aveva intrapreso la carriera religiosa. Già diceva messa e si credeva una sorta di Dio in terra o forse anche qualcosetta in più.

In principio lo ignorai, finsi di non vederlo con la testa china sul lavoro. S’era abbigliato con certi velluti, drappi e puntali che pareva un papa di recente nomina. “O voi sete bello! Se fosse così dentro, come io veggio i fuori, buon per l’anima vostra”, gli dissi. Lo salutai allegramente e me ne andai per la mia strada. Abiti ricchi per anime povere mai m’han smosso qualche interesse.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Il cielo in terra

“…non potevano staccare gli occhi dall’opera che si presentò loro innanzi. Michelangelo aveva dipinto il Cielo sulla Terra” così venne riportato nella Cronaca del giorno 15 di ottobre dell’Anno del Signore 1541 facendo riferimento al Giudizio Universale.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Con un abbraccio buon Natale

Non saprei in che altro modo augurarvi un Buon Natale se non con un abbraccio, perché in fondo un abbraccio dato è un abbraccio ricevuto.

Prendetevi cura delle persone care perché alla fine è l’unica cosa che conta e che rimane. Tutto il resto è superfluo e da nessuna parte porta.

Vi auguro un sereno Natale qui da Santa Croce. Spegnete le luci e accendete il cuore. Assieme a Galileo, al Foscolo e a quel presuntuoso del Canova ci stiamo organizzando per trascorrere una giornata a giocare a carte litigando. Stasera magari ci scapperà un ponce alla livornese in più e qualche discorso a bischero ma fa colore e va bene così.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi lascia con con la Natività di Gerrit Van Honthorst, detto anche Gherardo delle Notti.

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L’incendio arroto d’amoroso gioco

Se da’ prim’anni aperto un lento e poco
ardor distrugge in breve un verde core,
che farà, chiuso po’ da l’ultim’ore,
d’un più volte arso un insaziabil foco?
    Se ‘l corso di più tempo dà men loco
a la vita, a le forze e al valore,
che farà a quel che per natura muore
l’incendio arroto d’amoroso gioco?
    Farà quel che di me s’aspetta farsi:
cenere al vento sì pietoso e fero,
c’a’ fastidiosi vermi il corpo furi.
    Se, verde, in picciol foco i’ piansi e arsi,
che, più secco ora in un sì grande, spero
che l’alma al corpo lungo tempo duri?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, sempre più spaesato in questo brilluccichio imperante che mette in ombra troppe cose illuminando futilià.

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