Il potere del disegno

-Io credo in Michelangelo, Velasquez, e Rembrandt; nel potere del disegno, nel mistero del colore, nella redenzione di tutte le cose per mezzo della sempiterna bellezza, e al messaggio dell’Arte che ha reso quelle mani benedette.
Amen.-

Bernard Shaw forse c’aveva visto giusto. Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Il bacio alla Madonna

Al British Museum di Londra c’è questo disegno mio con la Madonna che stringe fra le braccia il Bambino. C’è una certa somiglianza con questa Vergine e quella che ideai per la tomba di Giulio II che poi feci scolpire a Sandro Fancelli e Raffaello da Montelupo.

Il Bambino stringe le braccia attorno al collo della Mamma e si allunga per darle un bacio.

E’ uno dei miei ultimi disegni che hanno per protagonisti delle persone che sono giunti fino ai vostri tempi.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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L’anonimo magliabechiano

L’anonimo Magliabechiano, chiamato anche Gaddiano, è un importante manoscritto appartenente alla Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze. Deve il suo nome ai suoi due proprietari: in principio apparteneva infatti alla famiglia Gaddi e, successivamente, entrò a far parte delle collezioni di Antonio Magliabechi che divennero il nucleo centrale della biblioteca in questione.

L’autore del libro rimane tutt’oggi sconosciuto: si sa solamente che lavorò alla sua opera fra il 1537 e il 1542. Ai miei tempi era molto noto e pare che, per raccontare le vicende degli artisti passati e suoi contemporanei, usasse le medesime fonti alle quali attinse il Vasari.

Non mancano le considerazioni personali dell’anonimo e note marginali fatte su artisti come per esempio quelle scritte su Buffalmacco, attivo nella metà del Trecento. Se nella prima parte del libro vengono narrate le vite e le opere di artisti della Grecia antica, la seconda parte è tutta incentrata su gli artisti fiorentini del Trecento e della prima metà del Quattrocento.

Ci sono anch’io nell’Anonimo Magliabechiano: in una parte successiva assai lacunosa, scrive della mia vita e anche di altri artisti a lui contemporanei come Leonardo da’ Vinci e Andrea del Sarto. I testi messi nero su bianco questo anonimo autore non è la Bibbia nel senso che ci sono diverse vicende narrate in modo un po’ arbitrario, con tanti errori anche storici. Fatto sta però che l’Anonimo Magliabechiano ha contribuito a dare anche informazioni molto preziose che altrimenti sarebbero andate perdute nel corso dei secoli.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Ben provvide natura

Vi scrivo qualche verso per iniziare la giornata sperando possano esservi di buon auspicio. Forza e coraggio…che prima di arrivare a sera la strada è ancora lunga e tutta in salita.

Ben provvide natura, né conviene
a tanta crudeltà minor bellezza,
ché l’un contrario l’altro ha temperato.
    Così può ‘l viso vostro le mie pene
tante temprar con piccola dolcezza,
e lieve fare quelle e me beato.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Visita virtuale nella Cappella Paolina

La Cappella Paolina è la cappella parva del Pontefice in carica, destinata all’esposizione del Santissimo Sacramento. E’ ubicata nei Palazzi Apostolici, al fianco della più celebre Sistina. Fu il San Gallo a progettarla su richiesta di Papa Paolo III e, sempre per suo volere, fui io poi realizzare i due grandi affreschi della Crocifissione di San Pietro e la Conversione di Saulo nonostante l’età avanzata e tutti gli acciacchi che avevo.

E’ una cappella preziosa e, dato che deve contenere in Corpus Christi esposto, è il punto focale di tutta la Chiesa Cattolica più di quanto non lo sia la vicina Sistina. Nel corso dei secoli, i papi che si sono susseguiti, l’hanno arricchita secondo il loro gusto, apportando talvolta delle modifiche più o meno consistenti.

A vent’anni di distanza dalla realizzazione dei miei affreschi paolini, arrivò al soglio di Pietro il papa Gregorio XIII, noto ai posteri soprattutto per aver riformato il calendario. Non solo fece realizzare la superba Galleria delle Carte Geografiche, oggi inclusa nel percorso aperto al pubblico dei Musei Vaticani, ma commissionò a Federico Zuccari e Lorenzo Sabbatini il completamento della decorazione nella Cappella Paolina. Assieme a loro lavorarono un gran numero di stuccatori, pittori e decoratori che diedero il meglio di sé nell’impresa.

La Cappella Paolina non è accessibile al pubblico. Tuttavia se volete fare una visita virtuale senza muovervi di casa, cliccate qua: spostando il cursore potrete addentrarvi in questo luogo così particolare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Adamo prima della vita

Fra gli studi più noti e amati arrivati fino a voi, c’è sicuramente quello di Adamo che sta per sfiorare la mano del Creatore. Appartiene alle collezioni del British Museum ed è stato datato attorno al 1511.

Studiai attentamente la posa di Adamo, definendo muscoli contratti e distesi seguendo le leggi della natura. Mi bastava avere fra le mani un pezzetto di sanguigna o di carboncino per meravigliare il mondo. Come sapete conoscevo a menadito le anatomie umane e le riproducevo in maniera impeccabile, senza sbagli grossolani.

Lo stupore che destò la volta svelata agli alti prelati fu enorme. Scrisse il Vasari “…e questo bastò per far rimanere le persone trasecolate e mutole”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con tutti i suoi disegni ammucchiati sul tavolo

 

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Allora il Signore plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente – Genesi 2,7

Ampi e desolati deserti nella testa

Scartabellando fra cataste di fogli e foglietti, m’è captato un libretto dimenticato da tempo in fondo a un baule e pure mezzo rosicato dai topi. L’ho aperto a caso e chissà, forse ho trovato quello che cercavo. Una frase di Seneca scritta parecchi secoli fa ma più attuale adesso di quando l’ha pensata e scritta….e ditemi se non ha ragione

Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le spalle del David con la fionda scheggiata

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I soldati

Il gruppo dei soldati che vedete, è quello che affrescai per la Crocifissione di San Pietro nella Cappella Paolina per volere di Papa Paolo III Farnese. Nella prima immagine è visibile la porzione dell’affresco prima del restauro mentre, in quella di destra,  a restauro ultimato.

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Di questa porzione di lavoro, esiste ancora il cartone preparatorio originale ed è conservato presso il Museo Nazionale di Capodimonte, a Napoli. Si vedono bene i tre armigeri di spalle che occupano per intero la scena. Il cartone è formato da un insieme di diciannove fogli di carta incollati sopra una tela e nel corso degli anni s’è sciupato assai.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Madonna con bambino e tre angeli

La Madonna con bambino e tre angeli è un disegno a carboncino mio conservato a Venezia, presso la Galleria dell’Accademia. Il foglio è molto danneggiato: eh si, il tempo pare consumi tutto, trascinandosi dietro tutto il bello e il brutto che l’uomo crea.

La Vergine seduta è avvolta in un mirabile panneggio che sottolinea le sue forme. Il braccio sinistro piegato è simile a quello della Notte. Sullo sfondo si percepisce la presenza di tre angeli che cantano mentre il Bambino in primo piano, tende il braccio sinistro per prendere qualcosa dalla Madre. Probabilmente l’oggetto ambito è il Libro della Sapienza.

Esistono molte copie di questo disegno il ché fa presumere che fosse molto celebre ai miei tempi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta tornando a riguardare i suoi antichi disegni.

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Siamo terra al sole di vita priva

Chiunche nasce a morte arriva
nel fuggir del tempo; e ‘l sole
niuna cosa lascia viva.
Manca il dolce e quel che dole
e gl’ingegni e le parole;
e le nostre antiche prole
al sole ombre, al vento un fummo.
    Come voi uomini fummo,
lieti e tristi, come siete;
e or siàn, come vedete,
terra al sol, di vita priva.
    Ogni cosa a morte arriva.
    Già fur gli occhi nostri interi
con la luce in ogni speco;
or son voti, orrendi e neri,
e ciò porta il tempo seco.

Il vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi versi

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