Le mie nuove magliette e non solo

Oramai l’avrete capito: son diventato moderno anch’io. Mi son comprato un ombrello e ogni tanto lo uso pure, comincio ad avere un po’ più di dimestichezza con le nuove tecnologie e da oggi ho lanciato la mia nuova linea di maglie, magliette e cose varie personalizzate con il nome del blog.

Se le volete anche voi per suscitare un po’ di invidia fra gli amici e i colleghi, cliccate qui e acquistate quelle che volete.

Non ci sono solo t-shirt ma anche altri graziosi gadget come le tazze o le borse in tela. Ora volevo proporvi anche una linea di bicchieri ma il sito che mi ospita per il momento non ce l’ha a disposizione. Pazienza, vorrà dire che i prossimi brindisi alla mia e alla vostra salute, vi toccherà farli nelle tazze di porcellana. Non mi pare un sacrificio così grande dopotutto: l’importante è che la bevanda di Bacco sia bona.

Le mie magliette e gli altri oggetti personalizzati proposti, sono anche un’ottima idea regalo per compleanni, anniversari o per mille altre occasioni. A seguire vi propongo solo un assaggio…cliccate qui per vedere tutti i modelli disponibili.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi nuovi gadget 

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Il Crocifisso abbozzato

A Casa Buonarroti c’è un piccolo crocifisso appena sbozzato che sembra che io abbia scolpito in un’età assai avanzata. In due lettere scritte dai miei assistenti nel 1562,  vengono siano spediti fino a Roma degli attrezzi particolari per scolpire proprio un piccolo Crocifisso in legno.

L’autografia di questa opera oramai è assodata da diversi anni tanto che il più grande esperto delle mie opere di sempre, Charles de Tonlay, in una conferenza tenuta a Bonn nel 1964 attribuì l’opera a me presentando un gran numero di documenti.

Chi fu a portare l’opera fino a Firenze da Roma? Molto probabilmente il mi’ nipote Lionardo dopo la mia morte. Il Crocifisso era stato in pratica accantonato e privato di importanza. Negli inventari di Casa Buonarroti compare già nel 1859 con la definizione di “bozzo di legno d’un Cristo in croce mancante le braccia”.

Non sono poche le analogie di questo Crocifisso che realizzai probabilmente per devozione privata e il disegno conservato al British Museum con il Cristo in Croce con la Vergine Maria e San Giovanni.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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The model crucifix

There is a small crucifix in Museum Casa Buonarroti in Florence which is attributed to me during my old age. In two letters written by my assistants in 1562, special tools for carving a small wooden Crucifix are sent to Rome.

The attribution of this work has been determined for many years by the biggest expert of my works, Charles de Tonlay, at a conference held in Bonn in 1964, attributed the work to me by presenting a large number of documents.

Who brought this work of art to Florence from Rome? Most likely my grandson Lionardo after my death. The Crucifix had in fact been set aside and deprived of its importance. In the inventories of Casa Buonarroti it appears in 1859 with the definition of “wooden model of a crucifix with Christ’s arms missing”.

There are many types of Crucifix that I made probably for private devotion as well as a drawing kept at the British Museum of Christ on the Cross with the Virgin Mary and St. John the Baptist.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti

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Com’or purgata in foco, a Dio si torna

Ognor che l’idol mio si rappresenta
agli occhi del mie cor debile e forte,
fra l’uno e l’altro obbietto entra la morte,
e più ‘l discaccia, se più mi spaventa.
    L’alma di tale oltraggio esser contenta
più spera che gioir d’ogni altra sorte;
l’invitto Amor, con suo più chiare scorte,
a suo difesa s’arma e s’argomenta:
    Morir, dice, si può sol una volta,
né più si nasce; e chi col mie ‘mor muore,
che fie po’, s’anzi morte in quel soggiorna?
    L’acceso amor, donde vien l’alma sciolta,
s’è calamita al suo simile ardore,
com’or purgata in foco, a Dio si torna.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

Like gold refined in flame to God on high

Whene’er the idol of these eyes appears
Unto my musing heart so weak and strong,
Death comes between her and my soul ere long
Chasing her thence with troops of gathering fears.
Nathless this violence my spirit cheers
With better hope than if she had no wrong;
While Love invincible arrays the throng
Of dauntless thoughts, and thus harangues his peers:
But once, he argues, can a mortal die;
But once be born: and he who dies afire,
What shall he gain if erst he dwelt with me?
That burning love whereby the soul flies free,
Doth lure each fervent spirit to aspire
Like gold refined in flame to God on high.

Yours Michelangelo Buonarroti

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43 fiaschi di Trebbiano

Mangiare non era una mia passione. Da ragazzetto, la pratica che avevo di studiare i cadaveri di notte con quell’odore nauseabondo e la continua visione di quei corpi sezionati a lume di candela, m’avevano tolto l’appetito. Mangiavo il gusto per sopravvivere e dalla mia tavola erano bandite le carni. Qualche pesce ogni tanto ma poca roba, nemmeno quello m’andava tanto a genio.

A Roma non trovavo gli stessi formaggi, le stesse verdure e la frutta che potevo comprare a Firenze. Ero abituato a mangiare sempre le solite cose e la nostalgia di casa ce l’avevo soprattutto per il cibo. Puntualmente mi facevo spedire dal mi’ nipote Lionard quelle specialità che avevano il sapore di casa.

Ecco a voi una lettera che scrissi proprio al mi nipote non appena ricevetti da lui 43 fiaschi di trebbiano toscano.

Roma, 27 Giugno del 1562

Carissimo nipote, per questa vi aviso come ho recevuto il trebbiano che furno fiaschi 43, il quale mi è stato al solito grato.

Non vi maravigliate se io non vi scrivo, perché sono vechio, come sapete, et non posso durar fatica a scrivere. Io sono sano, il simile sperando de voi tutti.

Pregate Iddio per me. Se la Cassandra fa figliolo, porreteli nome Buonarroto; se sarà figliola, porretili nome Francesca. Altro non scrivo. Il Signor Iddio da mal vi guardi, et me insieme con voi.

Di Roma, il dì 27 de giugno 1562.Michelagniolo Buonarroti.A Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.

Il vostro Michelangelo e le sue lettere

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Oltrepassate le 500.000 visite

Vi annuncio, con un pizzico di orgoglio neanche tanto velato, che questo blog ha oltrepassato le 500.000 visite.

Un grazie a tutti voi che ogni giorni mi seguite, a quelli che capitano su queste pagine un po’ per caso e non se ne vanno più e grazie a quelli che trovano utili spunti di studio.

Mi auguro sia un punto di partenza e non un traguardo. Ho più dimestichezza con i sentieri in salita piuttosto che con i grandi viali di pianura. Questione di punti di vista assai personali.

Grazie a tutti

Il vostro Michelangelo Buonarroti e il suo blog di racconti, date, opere d’arte e molto altro ancora.

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La Madonna Medici in video

La Madonna Medici è situata sopra il sarcofago che contiene le spoglie di Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de’ Medici, assassinato durante la sanguinosa congiura dei Pazzi. Al suo fianco ci sono i due santi gemelli medici: San Cosma e San Damiano.

Anche questa mia Madonna, come quasi tutte le altre, distoglie lo sguardo dal Figlio. Il futuro segnato del Bambino turba costantemente la Madre.

Vi propongo oggi un video girato nelle Cappelle Medicee da Christian Maidana. Buona visione dal vostro Michelangelo Buonarroti.

Se volete ammirare questa opera dal vero con guide esperte, vi ricordo che potete prenotare il vostro Michelangelo Tour qui. Inserendo il codice MB05AB in fase di prenotazione, avrete un 5% di sconto.

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Michelangelo: disegni ritrovati

“Michelangelo: disegni ritrovati” così si intitola la nuova mostra che ha aperto i battenti al pubblico proprio oggi ai Musei Capitolini di Roma. Il protagonista indiscusso di questa esposizione è il mio Sacrificio di Isacco: un disegno non troppo noto al grande pubblico.

Il foglio appartiene alle collezioni di Casa Buonarroti, a Firenze. Il recto lo disegnai a matita rossa mentre il verso a penna nera. La mostra è nata con lo scopo di presentare una interessante scoperta fatta di recente. Infatti, durante il restauro del Sacrificio di Isacco, è stato esportato in contro-fondo che ha svelato la presenza di un disegno anche sul verso.

La mostra è stata allestita presso la Sala degli Arazzi nel Palazzo dei Conservatori e rimarrà aperta fino al 7 maggio 2017. L’orario di apertura è tutti i giorni dalle 9.30 fino alle 19.30. Ricordatevi che la biglietteria dei Musei Capitolini, come di consueto, finisce i suo servizio un’ora prima dell’orario di chiusura.

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O notte, o dolce tempo benché nero

 O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
    Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
    O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
    tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio.

Christian Maidana

Christian Maidana photo

O night, O sweet though sombre span of time!

O night, O sweet though sombre span of time!-
All things find rest upon their journey’s end-
Whoso hath praised thee, well doth apprehend;
And whoso honours thee, hath wisdom’s prime.
Our cares thou canst to quietude sublime;
For dews and darkness are of peace the friend:
Often by thee in dreams upborne, I wend
From earth to heaven, where yet I hope to climb.
Thou shade of Death, through whom the soul at length
Shuns pain and sadness hostile to the heart,
Whom mourners find their last and sure relief!
Thou dost restore our suffering flesh to strength,
Driest our tears, assuagest every smart,
Purging the spirits of the pure from grief.

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A pianger mi conduce

Non so se s’è la desïata luce
del suo primo fattor, che l’alma sente,
o se dalla memoria della gente
alcun’altra beltà nel cor traluce;
    o se fama o se sogno alcun produce
agli occhi manifesto, al cor presente,
di sé lasciando un non so che cocente
ch’è forse or quel c’a pianger mi conduce.
    Quel ch’i’ sento e ch’i’ cerco e chi mi guidi
meco non è; né so ben veder dove
trovar mel possa, e par c’altri mel mostri.
    Questo, signor, m’avvien, po’ ch’i’ vi vidi,
c’un dolce amaro, un sì e no mi muove:
certo saranno stati gli occhi vostri.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi saluta per questa sera con un una bellissima foto della Notte, su gentile concessione del fotografo Christian Maidana

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Il volto della vecchiaia

Gli affreschi della Cappella Paolina a lungo sono stati sottovalutati, o meglio, si era portati a pensare che la mia stanchezza avesse influito pesantemente sulla loro qualità. Le cose però non stavano proprio esattamente così. L’impegno che mi ero assunto era notevole: lavorare ai due affreschi in età avanzata non era certo cosa da poco. Già anziano e acciaccato soprattutto dal mal della pietra che non mi dava tregua, salivo e scendevo continuamente dai ponteggi, stendevo gli intonaci e sopportavo l’avvicendarsi delle stagioni.

L’affresco che maggiormente pareva avesse più risentito del peso dei miei anni era la Conversione di Saulo. Dopo il recente restauro però si è compreso che i difetti di primo acchito riconducibili alla pittura, erano da attribuire esclusivamente a un cattivo stato di conservazione. Le pennellate vigorose e i disegni riportati da cartoni che eseguiti direttamente sull’intonaco fresco, hanno fatto rivalutare la qualità di quell’ultimo mio lavoro d’affresco. Non mancano particolari aggiunti a secco come per esempio la città di Damasco e quelli di raccordo fra le varie giornate.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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The face of old age

The frescoes in the Pauline Chapel have long been underestimated, or rather, it was led to believe that my old age had severely affected their quality. In reality that is not the case. The work I accepted to do was quite a lot.  Working on two frescoes at my old age was not a small challange. As I was already old and full of aches from the marble work I’d done for the past 5 decades, I now had to go up and down the scaffolding all the time.  I also had to apply the plaster and had to deal with temperature differences due to the changing seasons.

The fresco that seems to have suffered the most due to my old age was the Conversion of Saul. After a recent restoration it seems as though the erors that were first attributed to my painting skills were entirely to be blamed on the poor preservation of the fresco. The strong brush strokes and cartoons that I put directly on the fresh plaster made many people re-evaluate the quality of my last fresco. There are obviously ertain parts of the fresco that I applied “a secco” such as the city of Damascus and between the various days of work in order to make it more fluid.

Always yours, Michelangelo Buonarroti

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