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Problemi di stabilità per la Cappella Sistina

Sapete, la Cappella Sistina, prima della edificazione dei contrafforti tutt’ora esistenti, ebbe non pochi problemi di stabilità. Fu edificata sopra un terreno cedevole e questo ha provocato cospicui danni nel corso dei secoli.

Era il 15 maggio del 1504 quando la parete meridionale si inclinò verso l’interno causando una enorme frattura nella volta. Il cielo di lapislazzuli trapuntato di stelle di Pier Matteo d’Amelia risultò fortemente danneggiato. La Sistina venne dichiarata inagibile e tornò ad accogliere le funzioni sacre solo dopo che il soffitto dei locali soprastanti vennero ancorati alle pareti mediante l’uso di catene di ferro. Qualche anno dopo Giulio II decise di affidare a me la nuova decorazione della volta che ancora oggi potete vedere con i vostri occhi.

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Il giorno di Natale del lontano 1522, senza dare alcun preavviso, l’architrave posto all’ingresso crollò mettendo tutti i presenti in allarme. Papa Adriano VI era da poco passato lì sotto e per un soffio non ci rimise l’osso del collo. Ebbe la peggio una guardia svizzera che era di picchetto all’entrata: non ci fu niente da fare, morì sul colpo. Immaginatevi il trambusto che si creò mentre il pontefice era intento a celebrare la solenne messa del 25 dicembre.

I guai non finirono con quell’episodio tragico. Mentre era in pieno svolgimento il conclave del 1523, indetto per sostituire il breve pontificato di papa Adriano VI, la Cappella Sistina ebbe di nuovo degli importanti cedimenti e fu evidente che bisognava intervenire al più presto per rinforzare la struttura dell’edificio.  Venne chiamato Antonio da Sangallo ma lui sminuì il pericolo lasciando correre.

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Solo tre anni dopo, l’architrave posizionato sulla porta che apre sulla Sala Regia, cadde fragorosamente rovinando la parte bassa degli affreschi del Ghirlandaio e del Signorelli. Le parti mancanti di quei preziosi lavori furono poi rifatte da Matteo da Lecce e Hendrick van der Broeck nel 1535.

Il tetto della Sistina non era un gran che… me ne accorsi anch’io: c’erano delle spaventose infiltrazioni d’acqua. In seguito a un incendio il tetto fu ricostruito in breve tempo e almeno quel problema fu in parte risolto magistralmente.

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Se pensate che i problemi fossero finiti lì, siete in errore. Durante il conclave del 1565 che porterà all’elezione sul soglio di Pietro papa Pio V, si aprirono delle grandi crepe sulla volta. In via eccezionale i cardinali consentirono a tre architetti di avere accesso alla Sistina durante il conclave: erano il Vignola, il Salustio e Nanni di Baccio. Si misero al lavoro per far consolidare il terreno con zeppe di travertino e ben cinque pilastri sotterranei. Poco dopo vennero edificati i contrafforti in mattoni sul lato sud e nord della Cappella. Da allora la Sistina è rimasta al suo posto, senza cedimenti. Grazie a quei contrafforti ancora oggi, 5milioni di visitatori all’anno, hanno la possibilità di ammirare i capolavori quattrocenteschi e quelli miei presenti nella Cappella Sistina.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti quotidiani, o quasi

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