Più mi giova dove più mi nuoce

 S’i’ vivo più di chi più m’arde e cuoce,
quante più legne o vento il foco accende,
tanto più chi m’uccide mi difende,
e più mi giova dove più mi nuoce.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con il fiasco di Chianti sul tavolino e un paio di ciabatte rotte ai piedi. Stanco ma soddisfatto

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Il pugnale della Sibilla Cumana

La Sibilla Cumana è una delle più anziane che affrescai nella Volta della Sistina. Sfodera una muscolatura potente nonostante la sua età avanzata e un volto tutto concentrato a interpretare le profezie scritte sul grande libro con la copertina verde-azzurrognola.

In secondo piano compare un putto in piedi sopra il trono della veggente, con un libro rilegato in rosso sotto il braccio. Qualcuno come per esempio Pfeiffer, sostiene che i due giovani alle spalle della Cumana siano la personificazione della Memoria e dell’Intelletto che si abbandonano alla forza della volontà rappresentata dalla Sibilla.

Guardate bene nella parte bassa del riquadro e noterete la presenza di una borsa contenente cartigli e un pugnale nel suo fodero. La sibilla Cumana predice eventi sanguinosi e con il pugnale volli sottolineare questa sua peculiarità.

Il sempre vostra Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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Cumaean Sibyl is one of the oldest sibyls that I frescoed on the Sistine Chapel ceiling. She is depicted physically  very strong for her age and extremely concentrated ready to preach the prophecies written in the big book with bluish-green cover.

In the background there’s a child standing by the sybyl’s throne, with a book bound in red under his arm. Pfeiffer as well as other writers argue that the two young figures behind the sibyl are the representations of Memory and Intellect who give up their strength while next to her.

Take a good look at the lower part of fresco & you’ll notice a bag containing papers as well as a dagger in its sheath. The Cumaean Sibyl  is known for having predicted bloody events, so I included this detail in order to point this out.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti and my stories

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Quello che trovo scritto sui libri

Prima o poi forse mi deciderò a scrivere un libro sui libri sbagliati o qualcosa del genere. Come sapete sono alla continua ricerca di libri che parlino di me e delle mie opere. Ne ho letti di meravigliosi, belli, mediocri e osceni. Mi è capitato di leggere libri romanzati, altri bizzarri e fantasiosi molto poco attinenti alla realtà ma anche volumi capaci di appassionare il lettore raccontando al contempo la mia storia in maniera ineccepibile.

In questo pomeriggio soleggiato che inizia ad avere tutti i colori e i profumi della primavera, mi son seduto sul soglio dell’entrata di Santa Croce per mettermi a leggere in santa pace un volume assai prestigioso. Cosa ci trovo dentro? Ebbene, l’autore per dare validità a una sua tesi è partito da una considerazione del tutto sbagliata. Secondo questo tale di cui non dirò il nome, io sarei stato un sostenitore dei Medici. Ma quando mai? Se è vero che vissi alla corte di Lorenzo dei Medici è altrettanto vero che dopo la sua morte dovetti lasciare la sua dimora. I suoi figli non avevano certo la prontezza mentale del padre ed erano dei sanguinari despoti con i quali ben poco avevo da spartire.

Son sempre stato repubblicano ed era la Repubblica che volevo, non la dittatura. E quando mi dovetti nascondere dai parteggianti per i Medici che mi volevano uccidere proprio perché difendevo a spada tratta la Repubblica? Quando progettai le fortificazioni per la città di Firenze e per il campanile di San Miniato? Bah…certe affermazioni del tutto arbitrarie che mi capita di trovare nei libri mi lasciano assai perplesso. Capirei avessi trovato un discorso del genere in un libretto di poco conto, ma su questo che ho fra le mani adesso proprio no. E’ una nota stonata in un libro che propone anche cose interessanti. Un vero peccato.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi racconta il peccato ma che non vuole svelarvi il peccatore. Il volume presenta considerazioni a volte valide, altre parecchio azzardate ma se potessi tornare in dietro dubito lo comprerei di nuovo.

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Un sonetto per Dante Alighieri

Alla mia fonte di ispirazione Dante Alighieri, volli dedicare questi versi che scrissi secoli fa

Dal ciel discese, e col mortal suo, poi
che visto ebbe l’inferno giusto e ‘l pio
ritornò vivo a contemplare Dio,
per dar di tutto il vero lume a noi.
    Lucente stella, che co’ raggi suoi
fe’ chiaro a torto el nido ove nacq’io,
né sare’ ‘l premio tutto ‘l mondo rio;
tu sol, che la creasti, esser quel puoi.
    Di Dante dico, che mal conosciute
fur l’opre suo da quel popolo ingrato
che solo a’ iusti manca di salute.
    Fuss’io pur lui! c’a tal fortuna nato,
per l’aspro esilio suo, co’ la virtute,
dare’ del mondo il più felice stato.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

A poem for Dante Alighieri

For my inspiration Dante Alighieri, I wanted to dedicate this poem I wrote centuries ago.

From heaven his spirit came, and robed in clay

the realms of justice and mercy trod,

then rose a living man to gaze on God,

That he might make the thruth as clear as day.

For that pure star that brightened with his ray

the underserving nest where I was born,

the whole wide word would be a prize to scorn;

none but his Maker can due guerdon pay.

I speak of Dante, whose high work remains

unknown, unhonured by that thankless brood,

who only to just men deny their wage.

Were I but he! Born for like lingering pains,

against his exile coupled with his good

I’d glady change the world’s best heritage!

Your truly, Michelangelo Buonarroti

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Visita la Cappella Sistina online

Se non siete mai entrati dentro quel gioiello che è la Cappella Sistina, se ci siete già stati e volete tornarci subito ma non avete la possibilità di farlo fisicamente perché magari abitate dall’altra parte del globo o per qualsiasi altra ragione, cliccate qui.

Avete infatti la possibilità di guardarvi con tutta calma gli affreschi della Cappella Sistina ma anche il prezioso pavimento cosmatesco.

Certo non è la stessa cosa vedere la cappella dal vivo con i propri occhi che guardarla attraverso un tour virtuale a 360° ma è altrettanto vero che in una sola visita non si possono apprezzare tutti i dettagli un po’ per il tempo a disposizione, un po’ per l’emozione e in parte perché la gran folla che abitualmente la riempie impedisce di apprezzarne a pieno tutto il suo splendore.

Mettetevi comodi e, adoperando il mouse, muovete l’immagine per godervi tutte le bellezze della Cappella Sistina: dalla volta al Giudizio Universale, dagli affreschi quattrocenteschi del Botticelli a quelli del Perugino, dalla serie dei papi a quella dei tendaggi affrescati nel primo registro.

Cliccando sui simboli +/- posizionati in basso a sinistra, potrete ingrandire i particolari per vederli meglio.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Anche a bastonate mi prese il papa

Giulio II non è uno di quei papi passati alla storia per essere un’illuminato e un grande devoto. Assieme facevamo scintille: immaginatevi due testardi che si fronteggiano, entrambi consapevoli delle proprie potenzialità.

Spesso si litigava assai animatamente come quella volta che mi sferrò pure una bastonata sulla schiena. Era un gran mecenate e sapeva bene che potevo trasformare i suoi sogni di megalomania in qualcosa di tangibile, che lo facesse passare per sempre alla storia.

Fu lui che mi affidò gli affreschi della volta della Cappella Magna, più nota come Cappella Sistina. Durante i lavori mi venne in mente di fare una scappata a Firenze per la festa di San Giovanni. San Giovanni è il patrono della città ed essere lontano da casa per un’occasione così importante mi pesava parecchio.

Domandai allora dei denari al papa visto che spesso tardava nel pagare il mio lavoro e lui per tutta risposta mi chiese quando avrei finito la cappella. “Quando potrò” risposi scocciato con la mia mancante diplomazia. Giulio II s’arrabbiò come al solito e m’assestò una bastonata sul groppone.

Mi defilai e, quando sparii dalla sua vista, mi raggiunse di corsa un suo messo, Accursio per la precisione, con cinquecento scudi e le scuse del papa. Secondo me Giulio II per un attimo temette che gli lasciassi a metà la volta della Sistina. Deve aver sudato freddo.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Popolo ingrato che solo a’ iusti manca di salute

Dal ciel discese, e col mortal suo, poi
che visto ebbe l’inferno giusto e ‘l pio
ritornò vivo a contemplare Dio,
per dar di tutto il vero lume a noi.
    Lucente stella, che co’ raggi suoi
fe’ chiaro a torto el nido ove nacq’io,
né sare’ ‘l premio tutto ‘l mondo rio;
tu sol, che la creasti, esser quel puoi.
    Di Dante dico, che mal conosciute
fur l’opre suo da quel popolo ingrato
che solo a’ iusti manca di salute.
    Fuss’io pur lui! c’a tal fortuna nato,
per l’aspro esilio suo, co’ la virtute,
dare’ del mondo il più felice stato.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi comincia la giornata ricordando Dante.

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Adamo addormentato

Nel riquadro della Creazione di Eva affrescai Adamo addormentato in posizione semi-sdraiata. Assorto nel sonno volge la testa dalla parte opposta di Eva e Dio che le da’ la vita. È Eva la protagonista assoluta del riquadro che con l’intervento divino esce da un fianco di Adamo assopito. Proprio lei nel corso dei secoli è stata vista come la prefigurazione di Maria e della Chiesa. A sottolineare questo simbolismo molto diffuso nel periodo rinascimentale ma non solo, affrescai vicino a questo riquadro Ezechiele, il profeta che annunciò la nascita della Vergine.

Il busto di Adamo è sorretto dal tronco di un albero dal quale diparte un ramo che si divide in due ma che poi risulta morto e spezzato. Un semplice accorgimento puramente decorativo per movimentare uno sfondo appena accennato oppure il simbolo delle due vite che con il peccato originale sarebbero state sconvolte poi?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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L’illusione ottica della volta a botte

“Tutte le maniere, tutte le carnagioni, tutti ‘e movimenti, tutte le posature, tutti li stati possibili d’un corpo umano e tutti li affetti dell’animo si veggono ispressi” scrisse Flavio Biondo nella sua opera “Roma trionfante nel 1544. La volta della Cappella Sistina fin da subito ha destato meraviglia e non sono pochi quelli che ne hanno tessuto le lodi.

Pensate un po’: chi si trova lì sotto ha la sensazione di trovarsi dinnanzi una volta molto curva ma in realtà non è così. L’illusione prospettica molto deve alle decorazioni delle cornici delle vele che rendono all’occhio umano la volta molto più concava di quanto  in realtà sia.

Le cornici composte da fasce piane le decorai poi con perle, fusarole, valve di conchiglie pecten alternate a ghiande allusive al cognome del papa committente Giulio II della Rovere.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti infreddolito e pure affamato

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Un nuovo film su di me: Andrei Konchalovsky regista

Quanti film e serie televisive sono state fatte sulla mia vita? Beh, parecchi. Forse quello più conosciuto a livello mondiale resta “Il tormento e l’estasi” con Charlton Heston che fa le mie veci. Un film basato sull’omonimo romanzo scritto da Irving Stone. Già, un romanzo che non pochi credono erroneamente sia una vera e propria biografia. Sapete, m’è capitato diverse volte che qualcuno mi chiedesse che fine avesse fatto Contessina  o altri dettagli inventati riportati in quel libro lì.

Ebbene, vi comunico che proprio in questo momento, il regista russo Andrei Konchalovsky sta girando un nuovo film sulla mia vita. Il regista è atteso a Carrara nelle prossime settimane per girare alcune scene sia in città che sulle cave. “Il peccato”, così si intitolerà il film salvo cambi dell’ultima ora, sarà basato principalmente sulla mia vita nelle cave alla ricerca dei blocchi più adatti per scolpire le mie opere. Questo è quanto si è lasciato sfuggire il regista noto per il suoi Tango e Cash, Odissea e Paradise.

Sono proprio curioso di vedere questo film ma sarà necessario attendere ancora un po’. Nell’attesa vi faccio notare una cosa divertente del film “Il tormento e l’estasi”. Osservate le foto a seguire con me interpretato da Heston alle prese con gli affreschi della Sistina. Curioso il fatto che appena realizzati questi affreschi erano già scuri e fumosi come apparivano cinquecento anni dopo prima dell’ultimo restauro. Difficile immaginarsi che da sotto quella coltre scura un giorno sarebbero ricomparsi colori luminosi e puliti.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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