Nel Nome di Michelangelo: il progetto per il restauro della tomba mia

A novembre verrà iniziato in Santa Croce il restauro sia della tomba mia progettata dal Vasari che della pala d’altare dell’altare di famiglia dipinto sempre dal mio caro amico. L’Opera di Santa Croce s’è impegnata ad assegnare l’incarico del restauro comprensivo della pulizia e del consolidamento della pala d’altare entro il 1 novembre 2017.

L’ultima volta che la tomba è stata pulita a fondo risale a circa venti anni fa. Serviranno circa 100.000 euro in totale che serviranno per le indagini diagnostiche e il restauro. I lavori avranno inizio a novembre e si concluderanno nel marzo del 2018, in occasione dell’anniversario della mia venuta al mondo (6 marzo 1475).

Chi vuole partecipare direttamente al restauro, può contribuire versando quanto crede all’Opera di Santa Croce. Per conoscere nello specifico le differenti modalità adoperabili per le donazioni, potete consultare il sito ufficiale del progetto Nel Nome di Michelangelo cliccando qui.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che presto si troverà con una tomba restaurata.

Annunci

Presentazione del restauro del Dio Fluviale

In questo preciso istante, presso il Cenacolo di Santa Croce si sta svolgendo la presentazione del restauro del modello del Dio Fluviale che realizzai io qualche secolo fa e che venne donato da Bartolomeo Ammannati all’Accademia del Disegno nel 1583.

Faccio copia e incolla dell’invito ufficiale aperto a tutti. Se vi trovate in questo preciso momento a Firenze, non perdete l’occasione di partecipare a questo prezioso incontro

L’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO
INSIEME CON
OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
CASA BUONARROTI
FRIENDS OF FLORENCE
SONO LIETI DI INVITARE LA S.V.
ALLA PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DEL
 
DIO FLUVIALE
di Michelangelo Buonarroti donato da Bartolomeo Ammannati
all’Accademia del Disegno nel 1583
11 luglio 2017 – ore 10.30
Cenacolo di santa Croce
(per gentile concessione del Consiglio dell’Opera)
SALUTI
Dario Nardella
Sindaco di Firenze
Irene Sanesi
Presidente dell’Opera di Santa Croce
Eugenio Giani
Presidente del Consiglio Regionale della Toscana
Cristina Acidini
Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno
Marco Ciatti
Soprintendente Opificio delle Pietre Dure
Simonetta Brandolini d’Adda
Presidente Fondazione Friends of Florence
Andrea Pessina
Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio
per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
Pina Ragionieri
Presidente della Fondazione Casa Buonarroti
INTERVENGONO
Giorgio Bonsanti
Direttore del restauro
Laura Speranza
Direttore del settore di restauro dei materiali ceramici e plastici
Rosanna Moradei
Restauratrice
Segue visita all’opera presso la Casa Buonarroti
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti
images (1).jpg

Il restauro del secolo in un video Rai

Qualche mese fa, il 17 marzo 2017, è stato presentato all’Accademia di San Luca a Roma l’interessante libro “Io e Michelangelo” scritto da Gianluigi Colalucci, capo restauratore durante l’impegnativo restauro degli affreschi sistini.

Il restauro del secolo venne chiamato dai mezzi di comunicazione. Iniziò nel giugno del 1980 e proseguì senza soste fino alll’aprile del 1994. Durante l’incontro che si è svolto presso l’Accademia sono intervenuti non solo l’autore del libro ma anche Paolucci e altre persone che su di me e sui miei lavori la sanno lunga.

Alla fine dell’interessante conferenza di presentazione, è stato proiettato in sala il bellissimo documentario Michelangelo rivelato girato da Nino Criscenti, noto giornalista Rai di qualche annetto fa. Criscenti si arrampicò su per i ponteggi assieme ai restauratori per guardare da vicino il lavoro in corso d’opera: era il 1984 e mancavano ancora dieci lunghi anni prima del termine del restauro.

Vi propongo questo interessante documentario ricordandovi anche che se desiderate acquistare il libro potete farlo cliccando qui.

Ah, a seguire voglio proporvi il breve intervento di Colalucci: molto di più di un professionista eccellente. Chapeau a un gran signore: a lui dobbiamo tanto.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

Il restauro di Elazar e Mathan

Sapete, i restauratori che nel passato misero mano agli affreschi sistini, erano soliti ricorrere all’utilizzo di materiali che niente avevano a che fare con l’antica tecnica del buon fresco.

Con lo scopo di ravvivare i colori resi opachi e scuri dai depositi di polvere, usavano cera d’api, colle animali, resine vegetali e gli albumi delle uova. Con questi prodotti si riuscivano a mascherare in parte ma non a togliere le macchie bianche dei sali che l’acqua piovana portava in superficie.

A volte tutti questi prodotti non erano sufficienti a migliorare l’aspetto complessivo degli affreschi e così i restauratori si armavano di pennello e colori e ritoccavano qua e là le figure oppure, a seconda dei casi, le ridipingevano.

La coppia che vedete a seguire si trova nella lunetta di Elazar e Mathan e la foto è stata scattata dopo l’ultimo restauro condotto da Gianluigi Colalucci. Con l’ultimo restauro si sono ovviamente adoperate tecniche molto diverse da quelle che vi raccontavo poco fa e sono stati rimossi tutti gli strati di colle animali, polvere e altri prodotti che con il passare del tempo avevano reso quasi illeggibili alcuni brani.

In secondo piano potete vedere Mathan ovvero il nonno di Giuseppe e in primo piano sua moglie, la madre di Giacobbe. A lei diedi un piglio autoritario, rimanendo fedele ai testi biblici. I due soggetti costituisce la parte più rovinata dell’intera lunetta: sia le corrosioni degli intonaci che forti salificazioni hanno creato delle alterazioni cromatiche ahimè irrecuperabili.  Il volto di Mathan non ha più i mezzi toni e una brutta riga nera gli attraversa il volto. Si tratta del disegno preparatorio riaffiorato dopo che i colori originali sono stati consumati dal tempo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Elazar e Mathan

Visita virtuale nella Cappella Paolina

La Cappella Paolina è la cappella parva del Pontefice in carica, destinata all’esposizione del Santissimo Sacramento. E’ ubicata nei Palazzi Apostolici, al fianco della più celebre Sistina. Fu il San Gallo a progettarla su richiesta di Papa Paolo III e, sempre per suo volere, fui io poi realizzare i due grandi affreschi della Crocifissione di San Pietro e la Conversione di Saulo nonostante l’età avanzata e tutti gli acciacchi che avevo.

E’ una cappella preziosa e, dato che deve contenere in Corpus Christi esposto, è il punto focale di tutta la Chiesa Cattolica più di quanto non lo sia la vicina Sistina. Nel corso dei secoli, i papi che si sono susseguiti, l’hanno arricchita secondo il loro gusto, apportando talvolta delle modifiche più o meno consistenti.

A vent’anni di distanza dalla realizzazione dei miei affreschi paolini, arrivò al soglio di Pietro il papa Gregorio XIII, noto ai posteri soprattutto per aver riformato il calendario. Non solo fece realizzare la superba Galleria delle Carte Geografiche, oggi inclusa nel percorso aperto al pubblico dei Musei Vaticani, ma commissionò a Federico Zuccari e Lorenzo Sabbatini il completamento della decorazione nella Cappella Paolina. Assieme a loro lavorarono un gran numero di stuccatori, pittori e decoratori che diedero il meglio di sé nell’impresa.

La Cappella Paolina non è accessibile al pubblico. Tuttavia se volete fare una visita virtuale senza muovervi di casa, cliccate qua: spostando il cursore potrete addentrarvi in questo luogo così particolare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

cappella paolina 4 (1).png

Fretta e pennelli spelacchiati

Giulio II voleva terminassi alla svelta gli affreschi della volta. Rimontati i ponteggi per iniziare la seconda parte del lavoro, cominciai a mettere in pratica qualche accorgimento far avanzare più rapidamente l’opera in corso.

Le giornate divennero mano a mano sempre più ampie e meno numerose. Se nella prima metà della volta dipinsi le lunette costantemente in tre giornate, nella seconda parte affrescai quella di Aminadab in due e in una quella di Roboam.

Non ci furono più le trasposizioni dei cartoni con lo spolvero e nemmeno con la tecnica del’incisione: dipingevo direttamente sull’intonaco freschissimo. Solo per le targhe si notano segni di incisione ma li feci direttamente sull’intonaco con corde tese battute: ancora ci sono i fori dei chiodi con i quali le tenevo ferme agli estremi.

Tanto foga mettevo nel dipingere che i miei pennelli si rovinarono assai fino a divenire inservibili. Impastati di colore son rimasti appiccicati agli affreschi un gran numero di peli che raggiungono una quantità incredibile nella lunetta di Roboam.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

michelangelo_lunetta_rehoboam_-_abijah_01.jpg

TTG-Logo-Final white backgroundBook a Michelangelo tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB

 

Una vita inquieta

Se mi conoscete solo sommariamente oppure amate le opere mie e desiderate approfondire ogni aspetto che mi riguarda, non perdete l’occasione di leggere il libro Michelangelo: una vita inquieta scritto da Antonio Forcellino.

È molto di più che una semplice biografia asettica e priva di passione: in ogni singola pagina l’autore propone dettagli importanti e temi talvolta non così noti al grande pubblico. Da quel lontano 6 marzo del 1475, anno 1474 fiorentino, in cui mi affacciai alla vita fino alla dipartita dal mondo terreno, Forcellino ripercorre tutta la mia esistenza raccontando nel dettaglio ogni singolo episodio che mi riguardò da molto vicino. Non manca la narrazione di eventi storici importanti fondamentali per comprendere perché feci alcune scelte invece di altre e per capire meglio le opere.

Fra le pagine della biografia trovano spazio le diatribe con altri personaggi noti del tempo, le descrizioni dettagliate di ogni commissione che mi venne affidata e aspetti della vita privata che vale la pena conoscere per meglio capire tormenti, passioni e smarrimenti.

Il difficile rapporto che avevo con mio padre che non faceva altro che chiedermi danari e quello con i miei fratelli, gli aspetti più spinosi del mio carattere sicuramente non remissivo, l’amicizia con Vittoria Colonna…la testardaggine, la mia propensione a non sottomettermi ai committenti, gli amici, la solitudine e il mio amato Tommaso de’ Cavalieri. Ogni singolo fatto narrato è supportato da documenti menzionati poi uno a uno nelle note in coda al volume. Scoprirete i rocamboleschi ritrovamenti di alcune opere date per perdute, le vicende storiche che mi videro coinvolto in prima persona e potrete approfondire parte dell’immenso carteggio mio.

L’autore ha una capacità narrativa eccellente che rende appassionante e scorrevole la lettura. Riesce a rendere semplici da comprendere anche i concetti più complicati tenendo il lettore incollato fino all’ultima pagina quasi fosse un avvincente romanzo di avventura. In fondo cos’è la vita se non una meravigliosa e al contempo tremenda avventura?

Antonio Forcellino non solo è uno dei maggiori studiosi di arte rinascimentale europea e un grande conoscitore dell’arte mia, ma è anche un restauratore che ha messo mano sulle mie opere, alias la Tomba di Giulio II. A lui è dovuta la scoperta dello stravolgimento al quale sottoposi il Mosè e la paternità del Giulio II della Rovere giacente. Da oltre vent’anni sta studiando i rapporti che avevo con gli spirituali e le influenze che hanno avuto sulle opere d’arte che realizzai soprattutto negli ultimi decenni della vita.

Insomma, per concludere posso affermare che Michelangelo: una vita inquieta è una delle migliori biografie che abbia mai letto fino al momento e ve la consiglio spudoratamente, senza ritegno alcuno.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue recensioni

9788858101698_0_0_3307_80.jpg

Michelangelo: una vita inquieta

TTG-Logo-Final white backgroundBook a Michelangelo tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB

 

La mia grafia sul marmo

Sogliono gli scultori nel fare le statue di marmo, nel principio loro abbozzare le figure con le subbie- che sono una specie di ferri da loro così nominati, i quali sono appuntati e grossi, e andare levando e subbiando grossamente il loro sasso; e poi con altri ferri, detti calcagnuoli, ch’anno una tacca in mezzo e sono corti, andare quella ritondando per fino ch’eglino venghino a un ferro piano più sottile del calcagnuolo, che ha due tacche, et è chiamato gradina“. Così scriveva il Vasari qualche annetto fa.

Se dovessi indicare lo strumento di lavoro che meglio degli altri identifichi tutta la mia opera scultorea, sceglierei la gradina. Sulle mie opere non finite ma anche nelle zone meno visibili di quelle finite, ancora sono ben evidenti i segni lasciati dalle gradine che adoperavo con padronanza e con un controllo assoluto.

Usavo la gradina fino alla pelle delle sculture disdegnando l’uso della raspa per rifinire dettagli come invece facevano e fanno quasi tutti gli altri scultori. Forcellino, nell’ultimo restauro condotto sulla Tomba di Giulio II, è riuscito a decifrare la mia grafia sul marmo ovvero il mio modo di scolpire lasciando tracce visibili sul marmo. Tenendo il martello nella sinistra davo colpi ben ponderati sullo strumento di metallo, trascinandoli poi per una decina di centimetri lasciando segni tanto regolari da sembrare essere fatti a macchina. Riuscivo anche a lavorare nelle zone curve senza mai interrompere la corsa dello scalpello, come per esempio nella parte del gomito del Mosè.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e la sua grafia

mose11-kauC-U11001434327942IhG-1024x576@LaStampa.it.jpg

My unique technique on the marble

Vasari wrote this about sculptors: “Sculptors are given the arduous duty to make marble statues, to start off they sketch the figures on the marble with a subbia – which is a kind of steel device which is sharp and thick, and allows a sculptor to remove big parts of the marble; Then with other chisels called “calcagnuoli” which is short and has a notch in the middle.  Then the last one which rounds off the edges and has two notches and is called a “gradina”. ”

If I had to choose the tool that best identifies all my sculptural work, I would choose the “gradina”. On my unfinished works and also in the less visible sides of the finished ones, there are clear marks left by the “gradina” which I mastered and had absolute control over its use.

I used the “gradina” all the way to the skin of the figure opposed to using a file like all the other sculptors. Mr. Forcellino, in the last restoration of Julius II’s tomb, was able to distinguish the technique I used on my marble works due to the traces that are still visible on the marble. Holding the hammer in the left hand I pounded on the metal tool dragging it about 10 centimeters at a time making marks so perfect and straight that it seems to have been made by machine. I also work on curved areas without ever breaking the chisel stroke as on ecan still see on the elbow of Moses

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my unique technique

TTG-Logo-Final white backgroundBook a Michelangelo tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB

Il Crocifisso di Santo Spirito al centro della Sagrestia

Il Crocifisso di Santo Spirito da qualche giorno ha una nuova collocazione. Se fino a poco tempo fa era possibile avere solamente la vista frontale, adesso c’è tutto lo spazio necessario per girargli attorno e avere una visione completa.

Il Crocifisso è stato sistemato al centro della sagrestia progettata dal Sangallo mediante il supporto economico di Friends of Florence e la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure. Con un finanziamento di 40mila euro, oltre alla nuova collocazione della mia opera giovanile, Friends of Florence ha sponsorizzato il restauro dell’altare e del dipinto di San Fiacre di Alessandro Allori.

A lavori conclusi è prevista l’inaugurazione di un nuovo percorso espositivo mirato a valorizzare il complesso di Santo Spirito. Con la nuova collocazione, il Crocifisso di Santo Spirito sarà visibile anche dalla navata centrale della chiesa, cosa che non accadeva prima.

Se non avete avuto fino al momento l’occasione di vedere il Crocifisso di Santo Spirito in qualche mostra a tutto tondo, varcate le soglie di questa chiesa d’Oltrarno per ammirarlo davanti e dietro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

cd28e7de42daec61e1a7b5cd2b05356d_L.jpg

The Santo Spirit Crucifix in the center of the Sacristy

The Crucifix in the Church of Santo Spirito has been given a new place in the past few weeks. Up until a few weeks ago you could only admire it from the front but now there’s plenty of room to get around it and have a 360 degree view.

The crucifix has been placed in the center of the sacristy designed by Sangallo through the funds of Friends of Florence and the change was overlooked by Opificio delle Pietre Dure. The 40,000 Euro budget is also paying for the restoration of the altar and painting of Saint Fiacre from Alessandro Allori.

A grand inauguration is expected to take place once all the restoration work is done aimed at enhancing the beauty of the Church of Santo Spirito. With the new location, my Crucifix will be visible from the center nave which is something new.

If you still haven’t had until the opportunity to see my Santo Spirito Crucifix in its 360 degree beauty, I encourage you cross visit the Oltrarno side of Florence to the Church  of Santo Spirito.

Yours truly,  Michelangelo Buonarroti

TTG-Logo-Final white backgroundBook a Michelangelo Tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB

 

Il David vestito a festa per l’8 marzo

Ecco come omaggiava le donne il mio David l’8 marzo del 2004.La sua testa fu cinta da una corona fatta con rami di mimosa fioriti dalla restauratrice Cinzia Parnigoni. Il David accolse così i giornalisti in occasione della presentazione dei risultati delle indagini scientifiche.

“Dato che siamo soprattutto donne ad occuparci di questo importante intervento abbiamo deciso di farci un piccolo regalo e al tempo stesso di rendere omaggio a un mito della bellezza cingendone la testa con la mimosa.” disse in quell’occasione l’allora direttrice della Galleria dell’Accademia Franca Falletti.

Approfitto dell’occasione per fare gli auguri a tutte le donne, nessuna esclusa. Il vostro Michelangelo Buonarroti.

DAVID

ap_4669984_19170

ttg-logo-final-white-backgroundBook a Michelangelo Tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB