‘L desir d’ogni speme

Penso e ben so c’alcuna colpa preme,
occulta a me, lo spirto in gran martire;
privo dal senso e dal suo propio ardire
il cor di pace, e ‘l desir d’ogni speme.
    Ma chi è teco, Amor, che cosa teme
che grazia allenti inanzi al suo partire?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che stamani inizia la giornata con qualche suo verso antico.

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Realizzare l’impossibile

“Prima o poi, però, giunge il giorno in cui bisogna realizzarlo, l’impossibile… E dipingere il Giudizio Universale nella Cappella Sistina, per esempio… Una cosa impossibile per miliardi di uomini, proprio come redimere il mondo… Eppure ogni tanto spunta fuori qualcuno che lo realizza, l’impossibile…” Sàndor Màrai, Il sangue di San Gennaro

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che fra una lettura e l’altra prova a mettere insieme due righe che abbiano un senso compiuto…è il foglio bianco che mi frega

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Siamo terra al sole di vita priva

Chiunche nasce a morte arriva
nel fuggir del tempo; e ‘l sole
niuna cosa lascia viva.
Manca il dolce e quel che dole
e gl’ingegni e le parole;
e le nostre antiche prole
al sole ombre, al vento un fummo.
    Come voi uomini fummo,
lieti e tristi, come siete;
e or siàn, come vedete,
terra al sol, di vita priva.
    Ogni cosa a morte arriva.
    Già fur gli occhi nostri interi
con la luce in ogni speco;
or son voti, orrendi e neri,
e ciò porta il tempo seco.

Il vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi versi

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Fretta e pennelli spelacchiati

Giulio II voleva terminassi alla svelta gli affreschi della volta. Rimontati i ponteggi per iniziare la seconda parte del lavoro, cominciai a mettere in pratica qualche accorgimento far avanzare più rapidamente l’opera in corso.

Le giornate divennero mano a mano sempre più ampie e meno numerose. Se nella prima metà della volta dipinsi le lunette costantemente in tre giornate, nella seconda parte affrescai quella di Aminadab in due e in una quella di Roboam.

Non ci furono più le trasposizioni dei cartoni con lo spolvero e nemmeno con la tecnica del’incisione: dipingevo direttamente sull’intonaco freschissimo. Solo per le targhe si notano segni di incisione ma li feci direttamente sull’intonaco con corde tese battute: ancora ci sono i fori dei chiodi con i quali le tenevo ferme agli estremi.

Tanto foga mettevo nel dipingere che i miei pennelli si rovinarono assai fino a divenire inservibili. Impastati di colore son rimasti appiccicati agli affreschi un gran numero di peli che raggiungono una quantità incredibile nella lunetta di Roboam.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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Omaggio a un signore

La sua pazienza non l’ho mai avuta e sicuramente mi amavo assai meno di quanto mi abbia amato e mi ami lui.

Con stima profonda e con riconoscenza, un omaggio a un gran signore: Gianluigi Colalucci.

Perché questo omaggio? Perché non posso regalargli altro se non un pensiero prima di andare a dormire. Se oggi riuscite a leggere molto bene tutti i brani di pittura dei miei affreschi sistini, lo dovete soprattutto a lui.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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La Resurrezione prima del Giudizio

La figura del Cristo che risorge che vi propongo oggi è un disegno molto noto. Probabilmente è meno nota la sua destinazione già che avrebbe dovuto essere poi concretizzato in affresco al posto del soggetto che tutti conoscono ovvero il Giudizio Universale.

Il Cristo pare rispondere improvvisamente alla chiamata del Cielo che lo attende. Si eleva verso l’alto mentre il sudario crea una sorta di arco al di sopra della sua testa. Proprio l’atteggiamento ma anche i tratti che delineano la testa ricordano da vicino Giona, ovvero il profeta che si sarebbe trovato immediatamente sopra questa figura, una volta dipinto sulla parete dell’altare della Sistina.

Il disegno in questione si trova pressi la Royal Library del castello di Windsor, a Londra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni

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Un blocco per la Sagrestia Nuova

Il foglio che vedete a seguire appartiene alle collezioni del British Museum. Si tratta della raffigurazione di una misura di marmo che diedi a cavare nelle cave di Carrara. Il blocco mi sarebbe servito poi per scolpire uno dei protagonisti della Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo, a Firenze.

Sul disegno del blocco riportai le misure che avrebbe dovuto avere e, sul lato più corto, tracciai i simboli con i quali identificavo ogni misura di marmo da me acquistata.

“Largo tre quarti, lungo braccia dua e mezo. Larga un braccio e un sesto”

La scritta che vedete sul lato destro invece non è di mano mia: la fece il mio pronipote Cosimo Buonarroti nel 1852 per certificare l’autenticità del foglio con tanto di sigillo apposto. “Si certifica da me infrascritto che questa misura di marmi è di mano del Gran Michelangiolo mio antenato. Li I Luglio 1852 C. Buonarroti”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le misure di marmo contenenti le sue sculture.

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A block for the New Sacristy

The drawing here above belongs to the collections of the British Museum. It  represents the measurements for a block of marble that I managed to get in the Carrara quarries. The block would then serve to carve one of the protagonists of the New Sacristy of the Basilica of San Lorenzo in Florence.

I wrote the measurements directly on a drawing of the block and on the shorter side, traced the symbols with which I always identified the blocks that I bought.

“Three-quarters deep, 2 and a half arms long & an arm and a siuxth deep”

The writing you see on the right side I did not write: my great-grandson Cosimo Buonarroti added it in 1852 to certify the authenticity of the sheet with a seal. “I certify myself that these marble measurements are from the hands of my ancestor the Grand Michelangiolo. July 1, 1852 C. Buonarroti”

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my marble measurments

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Alla National Gallery con Sebastiano del Piombo

Fra le mostre più interessanti e appassionanti del momento che mi riguardano da vicino vale la pena menzionare quella che si sta svolgendo alla National Gallery di Londra

“Michelangelo e Sebastiano: un incontro di idee”

Ve ne avevo già parlato prima che aprisse i battenti un po’ di tempo fa ma voglio riproporvela visto che avete tempo fino al 25 Giugno 2017 per andarla a vedere. Dal giorno dell’inaugurazione a oggi, l’esposizione ha collezionato un gran numero di visitatori provenienti da ogni angolo del pianeta.

La mostra è stata allestita con l’intenzione di proporre al grande pubblico il rapporto artistico ma anche di amicizia che legava me e Sebastiano Luciani, più noto alle cronache come Sebastiano del Piombo.

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Oltre 25 anni di relazione presentata attraverso disegni, lettere, dipinti e sculture. Ebbi la sorte di conoscere Sebastiano nel 1511, quando ero tutto intento a affrescare la volta della Cappella Sistina.

Nel percorso espositivo vi ritroverete ad osservare a distanza ravvicinata opere come la prima versione del mio Cristo Portacroce che abbandonai per quella brutta venatura nera sul viso ma anche la Pietà di Viterbo che diede proprio l’avvio alla nostra collaborazione artistica. Molto bella la ricostruzione che è stata fatta della Cappella Borgherini di San Pietro in Montorio a Roma che venne affrescata da Sebastiano su schizzi che gli fornii io.

La mostra “Michelangelo e Sebastiano: un incontro di idee” è accessibile quotidianamente dalle ore 10.00 alle 18.00 e il venerdì fino alle ore 21.00. Il biglietto intero ha un costo di 16.50 sterline. Se vi trovate a Londra non perdete l’occasione di vederla e se abitate lontano fateci un pensierino: questa esposizione val bene un viaggetto fino alla capitale della Gran Bretagna.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Testa di giovane

Stamani mi son svegliato di buon’ora per andare a far due passi ma dato il diluvio universale che c’è fuori dalla porta, ho pensato fosse meglio rimanermene qua al calduccio. Eh, si: ho riacceso anche la stufetta…che ci volete fare: son vecchio e ho freddo.

Dopo aver posato la tazza sporca di caffè sul tavolino, ho iniziato a tirar fuori da un cassetto dimenticato qualche foglio che avevo messo lì dentro chissà quando. Mi son ritrovato questa testa disegnata col carboncino che quasi m’ero dimenticato d’aver realizzato.

Difficile capire se sia un uomo o una donna ma poco importa. Ha un’espressione malinconica resa ancora più intensa da uno sguardo suggestivo che subito cattura chi lo osserva. Pare che questa figura abbia qualcosa da comunicare, da dire e che ci riesca senza proferir parola.

Il naso è proprio quello tipico di tutte le mie figure, disegnate o scolpite che siano. In basso a sinistra ho ripreso in dettaglio la bocca e le narici approfondendo il loro studio.

Questo disegno si trova a Rotterdam, presso il Museo Boymans van Beuningen.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta sperando smetta di piovere almeno per qualche ora.

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The head of a young man

This morning I woke up early ready for a stroll but given the downpouring rain that is outside my doorstep, I thought it would be better to stay here at home where it’s nice and warm. Oh yeah: I also turned on the wood stove … what do you want? I’m old and I’m cold.

After having put the dirty coffee cup on the table, I started taking out of some papers that have been sitting in a few drawers for who knows how long. I found this head drawn with charcoal that I almost forgot to have made.

It’s hard to figure out whether it’s a man or a woman but it does not matter. It has a melancholic expression made even more intense by a striking look that immediately catches those who observe it. It seems to us that this figure has something to communicate or say and does so without saying a word.

The nose is exactly the same as in all my figures, drawn or carved. On the bottom left I redrew the mouth and nostrils with greater detail.

This drawing is located in Rotterdam at the Boymans van Beuningen Museum.

For the time I wish you well  and hope that it stops raining for at least an hour

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I’ conosco e’ mie danni

La ragion meco si lamenta e dole,
parte ch’i’ spero amando esser felice;
con forti esempli e con vere parole
la mie vergogna mi rammenta e dice:
    – Che ne riportera’ dal vivo sole
altro che morte? e non come fenice. –
Ma poco giova, ché chi cader vuole,
non basta l’altru’ man pront’ e vittrice.
    I’ conosco e’ mie danni, e ‘l vero intendo;
dall’altra banda albergo un altro core,
che più m’uccide dove più m’arrendo.
    In mezzo di duo mort’ è ‘l mie signore:
questa non voglio e questa non comprendo:
così sospeso, el corpo e l’alma muore.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

I know my doom

Reason laments and grieves full sore with me,
The while I hope by loving to be blest;
With precepts sound and true philosophy
My shame she quickens thus within my breast:
‘What else but death will that sun deal to thee-
Nor like the phoenix in her flaming nest?’
Yet nought avails this wise morality;
No hand can save a suicide confessed.
I know my doom; the truth I apprehend:
But on the other side my traitorous heart
Slays me whene’er to wisdom’s words I bend.
Between two deaths my lady stands apart:
This death I dread; that none can comprehend.
In this suspense body and soul must part.

Yours Michelangelo Buonarroti

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