Con breve e vil modello dà vita a’ sassi

  Se ben concetto ha la divina parte
il volto e gli atti d’alcun, po’ di quello
doppio valor con breve e vil modello
dà vita a’ sassi, e non è forza d’arte.
    Né altrimenti in più rustiche carte,
anz’una pronta man prenda ‘l pennello,
fra ‘ dotti ingegni il più accorto e bello
pruova e rivede, e suo storie comparte.
    Simil di me model di poca istima
mie parto fu, per cosa alta e perfetta
da voi rinascer po’, donna alta e degna.
    Se ‘l poco accresce, e ‘l mie superchio lima
vostra mercé, qual penitenzia aspetta
mie fiero ardor, se mi gastiga e ‘nsegna?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Troppa folla: il Codacons contro i Musei Vaticani

Nei Musei Vaticani entrano troppe persone e potrebbe esserci un serio problema relativo alla sicurezza. Il Codacons, nell’interesse di tutti gli utenti, ha presentato un esposto presso il Tribunale della Città del Vaticano con la richiesta di aprire un fascicolo per ottenere delucidazioni in merito alle misure di adeguamento dei flussi turistici.

Il Codacons, ovvero i coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti degli utenti, ha deciso di compiere questo passo dopo aver ricevuto numerose segnalazioni comprensive di fotografie da parte di turisti che hanno visitato i Musei Vaticani. Secondo quanto riportato dal documento consegnato al Tribunale, allo stesso è stata avanzata la richiesta di “verificare la rispondenza alla  realtà di quanto riportato dai media e dalla documentazione fotografica allegata e aprire una istruttoria volta a verificare  i fatti e le eventuali responsabilità onde impedire che possano  verificarsi eventi in grado di incidere sul fronte  della sicurezza, dell’incolumità della utenza e dei visitatori, nonché sul fronte della tutela dell’ordine pubblico”.

È innegabile che i Musei Vaticani siano arrivati alla saturazione completa di  ingressi. Quotidianamente entrano migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo che per altro tendono a concentrarsi nei luoghi più conosciuti come la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello. Gestire un flusso enorme di persone non è certo cosa semplice soprattutto nel caso in cui ci dovesse essere un’emergenza di qualsiasi tipo. Ammirare soprattutto i capolavori miei è diventata un’impresa ardua: ha fortuna chi è fra i primi a entrare nella Sistina al mattino poco dopo l’apertura. Ai successivi visitatori spetta una visione ridotta e caotica proprio per la folla rumorosa che si accalca nel luogo dell’elezione papale.

La normativa italiana (da notare, italiana e non vaticana) stabilisce che la densità massima di persone nei luoghi chiusi non può oltrepassare 1,2 persone al metro quadrato. Nel caso di alcuni luoghi all’interno dei Musei Vaticani questa normativa non è rispettata affatto. Non sono a conoscenza se esista o meno nello Stato Vaticano una normativa accomunabile ma fatto sta che oltrepassando questa soglia diviene difficile pure muoversi e facilissimo avere problemi seri in caso di evacuazione (a causa di un incendio, il pericolo di un crollo, un falso allarme, un attacco terroristico o qualsiasi altra evenienza).

Staremo a vedere se i flussi turistici verranno meglio regolati dopo la richiesta fatta dal Codacons al Tribunale Vaticano. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti.

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La mano di Adamo e non solo

In questo foglio che vedete a seguire, appartenente al Detroit Institute of Arts, realizzai diversi studi per gli affreschi della volta sistina. Come vi ho raccontato in altre occasioni, la carta era un bene prezioso e sciuparla non si poteva proprio. Per questo occupavo tutto lo spazio a disposizione nei fogli magari studiando soggetti anche molti differenti fra di loro come in questo caso.

Il braccio che vedete sicuramente riuscite a riconoscerlo: è quello di Adamo. Certo, nell’affresco la affinai un po’ rendendola più delicata e poetica. Non so’ se ci avete fatto caso ma adoperai la stessa posa anche per raffigurare la figura che si trova a destra nella lunetta di Manasses e Amon.

Il torso è di tutt’altro personaggio: appartiene al giovine che siede a cavalcioni del caprone sacrificato nel riquadro dedicato al Sacrificio di Noè.

Per quanto riguarda gli schizzi architettonici, si tratta di uno studio preliminare delle decorazioni della finta architettura che poi realizzai in modo un po’ diverso.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni.

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Bloccata la mostra ad Arezzo dalla Soprintendenza Archivistica

Poco tempo fa vi avevo annunciato che presto sarebbe stata organizzata una nuova mostra a Arezzo nella quale dovevano essere esposte lettere mie e del caro amico Giorgio Vasari appartenenti al grande archivio Vasari. Ebbene, la Soprintendenza Archivistica ha bloccato l’esposizione che avrebbe avuto  inizio l’8 marzo del 2018 all’interno della Fraternita dei Laici.

I fratelli Festari, proprietari dell’archivio però non ci stanno e pensano di organizzare per protesta la mostra con le teche vuote. Inoltre, dalla prossima settimana hanno intenzione di mettere online tutte le carte dell’archivio digitalizzate, inclusa la corrispondenza che riguarda me e Giorgio Vasari a beneficio di tutti.

La questione della proprietà dell’Archivio Vasari è una faccenda spinosa che va avanti da anni. La famiglia Festari ha portato avanti una lunga battaglia legale per il riconoscimento della sua proprietà mentre il Ministero per i Beni Culturali vuole l’esproprio. Non entro nel merito della faccenda perché anche se ho letto un po’ di carte sulla questione, non sono in grado di prendere posizione. Beh, certo un’opinione mia me la son fatta, non c’è dubbio.

Insomma, traendo le conclusioni la mostra non verrà fatta ma in compenso l’archivio già digitalizzato da tempo verrà messo online.

 

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Dio abbraccia Eva?

Sulle opere mie è stato raccontato di tutto e di più. Alcune interpretazioni non avrei saputo darle nemmeno io e altre oltrepassano i confini della fantascienza. Ci sono anche letture plausibili che forse un po’ rispecchiano quello che avevo in mente o che comunque sarebbero piaciute anche a me, nonostante avessi avuto un’altro racconto in mente.

Fra le tante figure molto discusse presenti nella Cappella Sistina c’è la donna, per alcuni un androgino, che Dio abbraccia nella Creazione di Adamo. Circondato da un nugolo di putti e angeli rigorosamente privi di alucce, compare lei che pare fissare intensamente Dio o forse Adamo.

Chissà, forse la tiene sotto braccio quasi preannunciandole che sarà a sua volta creatrice di vita una volta cacciata dal Paradiso Terrestre. Osservate bene: il braccio di Dio passa sulle spalle di Eva fino a toccare con le dita la spalla di un putto, un bambino.

C’è chi ha voluto vedere in lei Eva e chi la madre Chiesa. Come vedete le interpretazioni sono varie…ciascuno scelga quella che preferisce e che ritiene più adeguata.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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Restaurato Lo Sguardo di Michelangelo di Antonioni

A distanza di dieci anni dalla morte del regista omonimo mio Michelangelo Antonioni, è stato avviato un importante progetto di restauro che coinvolge tutte le sue pellicole. L’Istituto Luce Cinecittà con la collaborazione del Gioco del Lotto hanno da qualche giorno presentato il restauro e la digitalizzazione de “Lo Sguardo di Michelangelo” ovvero il documentario girato dal grande regista nel 2004 che ha per protagonista soprattutto il Mosè e in parte le altre sculture e i fregi che decorano la Tomba di Giulio II in San Pietro in Vincoli.

Da venerdì 6 ottobre fino a ieri (10 ottobre) il cortometraggio appena restaurato è stato proiettato gratuitamente a ciclo continuo sia la mattina che il pomeriggio proprio all’interno della Basilica. Sapete, questo lavoro di Antonioni fu presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 2004 e venne definito dalla maggioranza dei critici presenti come l’opera più bella di tutto il festival.

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La conversione in digitale è stata realizzata adoperando i negativi originali di scena e di suono. Le immagini sono state sottoposte a una scansione a elevata risoluzione e, dopo essere state stabilizzate sono state pulite in maniera digitale eliminando tutti quei segni del tempo che si erano creati come spuntinature, righe e visibili segni di giunte. Mediante la pulizia digitale del suono sono stati notevolmente ridotti i rumori di fondo provocati dall’usura.

Vi propongo a seguire “Lo sguardo di Michelangelo”…il documentario che già dal titolo gioca con l’omonimia mia e del regista. Buona visione…ah, il video non è quello dopo restauro ma è semplicemente quello che sono riuscito a scovare in rete. Buona visione. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi augura un buon inizio di giornata.

La Madonna di Bruges al porto di Viareggio

Il tempo modifica, cambia, stravolge persone, cose e luoghi. Il porto di Viareggio oggi è diverso da ieri. Non solo accoglie un gran numero di yacht lussuosi provenienti da ogni angolo del mondo, ma la sua cantieristica è fra le più apprezzate proprio per la realizzazione di imbarcazioni a cinque stelle destinate a danarosi personaggi.

Un tempo però mica era così, come v’ho accennato, pare che tutto sia destinato a cambiare in qualche modo e non è detto che i cambiamenti siano sempre in positivo. Il porto di Viareggio era un porto di carico e scarico merci. Anche di là son partiti parecchi marmi, caricati sui bastimenti e arrivati chissà dove.

Sapete, anche la mia Madonna di Bruges venne imbarcata al porto di Viareggio alla volta delle Fiandre. Giovanni Balducci mi scrisse una lettera datata 14 agosto del 1506 nella quale in pratica mi chiedeva il nulla osta ( ma anche i danari) per far arrivare la Madonna da Firenze a Viareggio e da lì poi imbarcarla alla volta della sua destinazione finale. Ad occuparsi dei vari spostamenti sul campo sarebbe stato un uomo dabbene, come si diceva al tempo ovvero un uomo fidato: Francesco del Pugliese. Come vi ho detto in più occasioni la paura mia non era esclusivamente quella che l’opera in qualche modo potesse rovinarsi durante il trasporto, ma bensì che rimanesse segreta. Insomma, nessuno doveva vederla per poterla copiare.

Roma, 14 agosto del 1506

Michelagnolo carissimo, resto avisato chome Francesco del Pugl[i]ese arebbe chomodità al mandarla a Vioreggio, e da Vioreggio in Fiandra.

La qual chosa mi sarebbe piacere grande, che la chosa pasassi per mano di huomo da bene quale è lui. Per tanto vi dicho che, volendo Francesco del Pugl[i]ese pigl[i]are la chura di mandarla a Vioreggio, e da Vioregio in Fiandra, lien’aloghiate. El pregio farete d’achordo, ché lui è homo da bene e non vorrà se non l’onesto; e tutto che farete afermerò per ben fatto, che son cierto farete megl[i]o non vi saperò dire.

E quando chon lui siate d’achordo, la adirizate in Fiandra, cioè a Bruggia, a’ rede di Giovanni e Alexandro Moscheroni e compagni, chome chosa loro. E quando Francesco non potessi mandarla in Fiandra, la mandate a Vioregio a Giuliano d’Adamo, per seghuirne l’ordine de’ Bonvisi di Lucha; e tutto che spendete vi fate paghare a Bonifazio Fazzi e compagni, con darne avixo.

E di tanta brigha pigl[i]ate per me abiate pazienza, ché non si può fare non si serva li amici e piglisi sichurtà di chi si vuol bene a ristorarvi. Richordovi son senpre vostro. Che Christo vi guardi. Vostro Giovanni Balducci in Roma.Domino Michelagnolo Bonaroti in Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti che prima di salutarvi vi regala una foto del brigantino goletta Ester di Viareggio costruito nel 1899 da Gino Benetti. Un omaggio a Viareggio, ai suoi marinai e ai suoi maestri d’ascia e calafati.

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Felice vivo d’infelice sorte

  Vivo della mie morte e, se ben guardo,
felice vivo d’infelice sorte;
e chi viver non sa d’angoscia e morte,
nel foco venga, ov’io mi struggo e ardo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi versi

Foto di Dorthe Simonsen

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Il Sacrificio di Noè e il ritocco del Carnevali

Noè appena mise di nuovo i pedi sulla terraferma dopo il Diluvio Universale, celebrò un sacrificio su ordine di dato da Dio. Rappresentai questa scena della Genesi in uno dei cinque riquadri più piccoli della volta della Sistina. E’ una composizione assai classica con gli animali sacrificati in primo piano mentre cinque uomini si affaccendano intorno.

Osservate bene gli animali presenti perché nella mia opera non sono così frequenti: noterete due montoni, due cavalli, un toro e pure un elefante posizionato sullo sfondo nella zona in alto a sinistra. Noè è dietro l’altare proprio dinnanzi al fuoco in mezzo a due donne.

Sapete, i due uomini più a sinistra non sono più originali miei. Fu Domenico Carnevali ad affrescarle nel 1568 dopo che, a causa di un importante distacco di intonaco, erano andate completamente perdute. Guardatele con attenzione e sicuramente non vi sfuggirà la tonalità diversa di colore rispetto alle figure mie e alla loro qualità complessiva sicuramente buona ma non tanto quanto il modellato mio dei corpi. Il tono assai più scuro delle figure del Carnevali non è casuale: probabilmente quando le dipinse il mio lavoro già si era scurito assai a causa dei depositi di polvere e del nerofumo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che è da stamani che cerca di capire dove ha riposto il cappotto per l’inverno. Siamo ancora lontani dalla stagione fredda ma meglio averlo a portata di mano fin da subito: mica voglio farmi trovare impreparato al gelo.

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Nel Nome di Michelangelo: il progetto per il restauro della tomba mia

A novembre verrà iniziato in Santa Croce il restauro sia della tomba mia progettata dal Vasari che della pala d’altare dell’altare di famiglia dipinto sempre dal mio caro amico. L’Opera di Santa Croce s’è impegnata ad assegnare l’incarico del restauro comprensivo della pulizia e del consolidamento della pala d’altare entro il 1 novembre 2017.

L’ultima volta che la tomba è stata pulita a fondo risale a circa venti anni fa. Serviranno circa 100.000 euro in totale che serviranno per le indagini diagnostiche e il restauro. I lavori avranno inizio a novembre e si concluderanno nel marzo del 2018, in occasione dell’anniversario della mia venuta al mondo (6 marzo 1475).

Chi vuole partecipare direttamente al restauro, può contribuire versando quanto crede all’Opera di Santa Croce. Per conoscere nello specifico le differenti modalità adoperabili per le donazioni, potete consultare il sito ufficiale del progetto Nel Nome di Michelangelo cliccando qui.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che presto si troverà con una tomba restaurata.