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Volta della Sistina: ecco quanto in realtà rimasero gli aiuti

Era il 10 maggio del 1508 quando cominciai a lavorare alle decorazioni della volta della Cappella Sistina, commissionatami da papa Giulio II.

Nell’ottobre del 1508, dopo aver completato tutte quelle indispensabili operazioni preparatorie, volli chiamare a Roma alcuni aiuti. Me l’ero fatti cercare a Firenze dal Granacci, amico di lunga data che avevo conosciuto da bimbetto, a bottega del Ghirlandaio.

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Chi erano questi aiuti? Provenivano non a caso proprio da quella bottega ed erano oltre al Granacci stesso, Giuliano Bugiardini altro mio amico, Agnolo di Donnino e Iacopo di Sandro che poi sostituii in un secondo momento con Jacopo di Lazzaro di Pietro Torni, detto Indaco Vecchio.

Stando a quello che riportò il Vasari nelle Vite, i miei collaboratori rimasero molto poco ad aiutarmi. “Veduto le fatiche loro molto lontane dal desiderio suo e non soddisfacendogli, una mattina si risolse di gettare in terra ogni cosa che aveva fatto”.

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Le cose non andarono precisamente in quel modo. Mi avvalsi della loro collaborazione per circa un anno e la loro mano è riconoscibile nei putti dei rilievi dei troni dei Veggenti nei medaglioni bronzei e in altri decori della prima parte degli affreschi.

Quello che è sicuro è che su di loro ebbi un controllo assai rigoroso per avere una qualità elevatissima delle loro pitture.

Sembra che nel settembre del 1509 sostituii alcuni aiuti. Allontanai il Bugiardini e il Granacci accogliendo al loro posto Bernardino Zanchetti e Giovanni Trignoli. In quel momento ero arrivato a metter mano al riquadro del Peccato Originale e, osservando la volta, si nota un cambio significativo di stile.

Questo cambio non è dovuto alla non presenza degli aiuti ma al fatto che dovessi terminare in fretta: il papa mi stava col fiato sul collo e voleva concludessi presto la volta. Le giornate di affresco iniziarono a essere più grandi e meno ricche di particolari minuti.

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Gli aiuti non furono licenziati dall’oggi al domani come scrisse il Vasari ma fu una più semplice riduzione dell’organico probabilmente obbligata da motivi di carattere economico o chissà, dovuta all’insoddisfazione che avevo maturato nei confronti del loro operato.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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