Il pugnale della Sibilla Cumana

La Sibilla Cumana è una delle più anziane che affrescai nella Volta della Sistina. Sfodera una muscolatura potente nonostante la sua età avanzata e un volto tutto concentrato a interpretare le profezie scritte sul grande libro con la copertina verde-azzurrognola.

In secondo piano compare un putto in piedi sopra il trono della veggente, con un libro rilegato in rosso sotto il braccio. Qualcuno come per esempio Pfeiffer, sostiene che i due giovani alle spalle della Cumana siano la personificazione della Memoria e dell’Intelletto che si abbandonano alla forza della volontà rappresentata dalla Sibilla.

Guardate bene nella parte bassa del riquadro e noterete la presenza di una borsa contenente cartigli e un pugnale nel suo fodero. La sibilla Cumana predice eventi sanguinosi e con il pugnale volli sottolineare questa sua peculiarità.

Il sempre vostra Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

IMG_20170312_142924.jpg

Cumaean Sibyl is one of the oldest sibyls that I frescoed on the Sistine Chapel ceiling. She is depicted physically  very strong for her age and extremely concentrated ready to preach the prophecies written in the big book with bluish-green cover.

In the background there’s a child standing by the sybyl’s throne, with a book bound in red under his arm. Pfeiffer as well as other writers argue that the two young figures behind the sibyl are the representations of Memory and Intellect who give up their strength while next to her.

Take a good look at the lower part of fresco & you’ll notice a bag containing papers as well as a dagger in its sheath. The Cumaean Sibyl  is known for having predicted bloody events, so I included this detail in order to point this out.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti and my stories

ttg-logo-final-white-background Book a Michelangelo tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB

 

Annunci

Anche a bastonate mi prese il papa

Giulio II non è uno di quei papi passati alla storia per essere un’illuminato e un grande devoto. Assieme facevamo scintille: immaginatevi due testardi che si fronteggiano, entrambi consapevoli delle proprie potenzialità.

Spesso si litigava assai animatamente come quella volta che mi sferrò pure una bastonata sulla schiena. Era un gran mecenate e sapeva bene che potevo trasformare i suoi sogni di megalomania in qualcosa di tangibile, che lo facesse passare per sempre alla storia.

Fu lui che mi affidò gli affreschi della volta della Cappella Magna, più nota come Cappella Sistina. Durante i lavori mi venne in mente di fare una scappata a Firenze per la festa di San Giovanni. San Giovanni è il patrono della città ed essere lontano da casa per un’occasione così importante mi pesava parecchio.

Domandai allora dei denari al papa visto che spesso tardava nel pagare il mio lavoro e lui per tutta risposta mi chiese quando avrei finito la cappella. “Quando potrò” risposi scocciato con la mia mancante diplomazia. Giulio II s’arrabbiò come al solito e m’assestò una bastonata sul groppone.

Mi defilai e, quando sparii dalla sua vista, mi raggiunse di corsa un suo messo, Accursio per la precisione, con cinquecento scudi e le scuse del papa. Secondo me Giulio II per un attimo temette che gli lasciassi a metà la volta della Sistina. Deve aver sudato freddo.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

musei-vaticani-particolare-della-cappella-sistina1.jpg

Il profeta Isaia e gli altri sei

Isaia è uno dei profeti maggiori che affrescai nella volta della Cappella Sistina. Lui profetizzò la venuta del Salvatore nonché la venuta dell’era messianica e la nascita della Vergine Maria.

Dipingendo i sette profeti attribuii a ciascuno di loro uno dei Sette doni dello Spirito Santo menzionati proprio da Isaia per primo. Sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, conoscenza e timore di Dio. Nei loro volti e nei loro atteggiamenti noterete il trasparire di queste caratteristiche.

Isaia volge il capo in segno di ascolto verso il genio che gli sta parlando all’orecchio suggerendogli forse proprio la venuta di Cristo.

Volli dargli un atteggiamento mansueto, forte e pieno di autocontrollo proprio come è possibile intuire dalle Sacre Scritture.

E gli altri profeti? Ebbene, dipinsi Ezechiele a simbolo della fortezza mentre Giona guarda verso Dio in atto di separare la luce dalle tenebre con timore. Geremia ha un’espressione e una posa compassionevole ma Daniele è quello che raffigura la conoscenza mentre affidai il dono dell’intelligenza a Gioele.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che preferirebbe avere intorno più profeti e meno predicatori.

isaia

Isaia 10, 3-4

[3] Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;

[4] ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.

Giuditta e Oloferne

Forse il mio racconto figurato di Giuditta e Oloferne non è così celebre come quello che dipinse Caravaggio ma è pur sempre degno di nota. L’ho inserito fra le storie delle salvazioni di Israele nella Cappella Sistina e lo realizzai attorno al 1508. Fu una delle prime scene collaterali a cui diedi vita e si trova rappresentata all’interno del primo pennacchio a sinistra della porta d’entrata.

Se osservate bene, potrete notare come la scena principale possa essere suddivisa in tre parti. Lo studio che eseguii per questa impostazione si salvò dai miei roghi furibondi della vecchiaia e tutt’oggi è conservato ad Haarlem, in Olanda, presso il Museo Teylers.

Al centro del pennacchio e in piena luce c’è l’eroina biblica Giuditta accompagnata dalla sua ancella che al disopra del capo porta il vassoio con la testa di Oloferne. Giuditta è in atto di coprire il macabro trofeo con un panno. In secondo piano c’è proprio Oloferne che giace nudo sul letto morente ma ancora in preda agli spasmi. Giuditta si volta in dietro per guardare il gigante morente.

Dall’altra parte, verso sinistra, c’è una guardia assopita che non si è accorta dell’accaduto.

Dipinsi le due donne in rimo piano con estrema cura riportando sull’intonaco fresco il disegno dal cartone preparatorio con la tecnica dello spolvero. Oloferne invece lo affrescai in una sola giornata e lo trasferii con una più rapida incisione mentre l’altro soldato lo realizzai di getto senza alcuna preparazione.

Se vi capiterà di entrare nella Cappella Sistina, cercate con lo sguardo questo pennacchio: vi stupirà per il suo forte impatto scenico.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che ha saputo creare stupore e meraviglia con le sue opere senza tempo.

350px-Judith_and_Holofernes_(Michelangelo)

Michelangelo,_Judith_and_Holofernes_02

Il profeta Ezechiele

Oggi vi faccio di nuovo inerpicare su per i ponteggi immaginari per portarvi alla scoperta di un altro dettaglio della volta della Cappella Sistina.

Fra tutti i profeti e le sibille che ideai per questo affresco, Ezechiele è quello che ha la maggiore dinamicità. Il vento scompiglia i capelli che spuntano sotto il capello e le vesti svolazzano mentre lui non riesce a star fermo sul trono. È ancora seduto ma il busto è rivolto verso destra cos’ come la testa e con la medesima mano sembra voler mostrare una qualche perplessità.

Ezechiele si trova al di sotto della Creazione di Eva, proprio dalla parte opposta della sibilla eritrea: entrambi predissero il giorno del giudizio di Cristo.

Il profeta si mostra con una barba poco curata e ha un impatto scenico dominante. Con la sua immagine rimanda col pensiero a quella di Dio raffigurato nei riquadri centrali.

Se vi capiterà di trovarvi al di sotto della volta per ammirarla nella sua completezza, prestate attenzione a questo personaggio e nel guardarlo non tralasciate alcun dettaglio.

Sempre vostro Michelangelo Buonarroti, lieto di accompagnarvi per mano alla scoperta di un’opera senza tempo.

download

download (1)

Lucerna dell’arte nostra

Il Vasari ebbe parole di grande ammirazione per la gli affreschi della Volta Sistina tanto da definirla “Lucerna dell’arte nostra”.

C’ho messo anima e corpo per realizzare una cosa mirabile, bella sotto ogni punto di vista e a quanto pare ci sono riuscito e a distanza di qualche secolo arrivano in Vaticano migliaia di persone disposte a sorbirsi lunghe code per ammirare ciò che realizzai in vita.

Sia chiaro, non è che i turisti e gli appassionati d’arte di tutto quello che c’è nei Musei Vaticani vogliano vedere unicamente i miei affreschi perché ci sono anche altre opere assai mirabili in quella sede come ad esempio le stanza di Raffaello o la Deposizione di Cristo dipinta da quel Geniaccio del Caravaggio…

Penso che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero varcare le sorte di quel paradisiaco complesso di opere meravigliose. L’animo in certi ambienti non può che elevarsi in uno stato di grazia.

 

“terribilità di cose variamente dipinte: perché tutta quella perfezione, che si può dare a cosa che in tal magisterio si faccia a questa ha dato” –Vasari-

 

Il vostro Michelangelo Buonarroti, che oggi vorrebbe far tanto una capatina dentro la Cappella Sistina e fare ciò che non si può: sdraiarsi sul pavimento per guardar meglio la volta.

 

406780_517043804975070_1154092855_n

 

 

 

volta-cappella-sistina

 

Cappella Sistina:la trionfale inaugurazione della volta

Per affrescare la volta della Cappella Sistina mi ci vollero quattro anni interi. Ci rimisi di salute a star arrampicato su quei ponteggi respirando pigmenti a tutto spiano e assumendo posizioni che nemmeno un contorsionista bravo potrebbe mantenere per un così lungo tempo.

Appena terminata l’opera, mi feci aiutare a smontare i ponteggi rimasti in piedi per permettere al Papa di portare avanti la macchina organizzativa dell’inaugurazione tanto attesa.

Fatto sta che per il 31 ottobre del 1512, la vigilia di Ognissanti, venne messa in piedi una festa che nemmeno i più abili creatori di contemporanei potrebbero immaginare.

Giulio II ospitò alla sua mensa numerosi prelati e altre autorità del tempo. Durante il banchetto luculliano fece recitare due commedie in onore dell’oratore di Parma. Poco dopo, a pancia piena, il Papa si avviò verso la Cappella con un seguito di 17 cardinali vestiti di tutto punto.

Lo splendore a cui i si trovarono ad assistere i primi visitatori, suscitò tanto clamore che nelle strade attigue era tutto un chiacchierare degli affreschi. I cronisti del tempo non si lasciarono sfuggire l’occasione per raccontare, a loro modo, quanto avevano visto dipinto sulla volta della Cappella Sistina.

Tutto quel successo non poteva che farmi piacere data l’enorme fatica che avevo speso in quattro interminabili anni di lavoro continuativo. In particolare ho avuto a cuore le parole che Antonio Billi volle dedicare a me e alla colossale impresa:

“ha volsuto a tutto il mondo mostrare che tutti li altri gli sono inferiori, et tutti quegli che vogliono di tale arte essere chiamati maestri, a pari di quella di Michelagniolo conosciesi essere tutte le altre cose impiastrate”.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che dedica queste ultime parole a tutti coloro che pretendono d’esser chiamati maestri ma san solo imbrattar la carta.

michelangelo-buonarroti-the-sistine-chapel-ceiling-frescos-after-restoration michelangelo-buonarroti-the-sistine-chapel-ceiling-frescos-after-restoration-original-sin

michelangelo-buonarroti-the-sistine-chapel-ceiling-frescos-after-restoration-the-prophet-isaiah