La teoria del quinto incisivo

Sulle mie opere le ricerche non si son mai fermate. Da secoli continuano ad essere oggetto dell’attenzione di esperti alla ricerca di nuovi dettagli, segreti e cose celate. C’è sempre chi ne studia di nuove e vuol vedere cose che mai immaginai e chi, con ardore, si impegna attraverso approfonditi studi a trovare nuove chiavi di lettura di particolari inusuali.

La sapete la storia del dente di troppo? Oramai sono diversi anni che se ne discute e sicuramente qualcosa vi dev’essere arrivato alle orecchie.

Ebbene, un certo Marco Bussagli, un esperto di anatomia e noto storico dell’arte, ha osservato che in diverse figure che dipinsi, disegnai e scolpii c’è in realtà un incisivo in più. Pare una sorta di patologia dentaria che coinvolge diversi personaggi: dalla Sibilla Delfica a Giona, dal tale che alza la croce di San Paolo fino alle figure dei demoni che affrescai nella parte bassa del Giudizio Universale.

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Perché avrei inserito questo dente in più nell’arcata superiore? Per una semplice questione estetica o per motivi ben diversi? Busagli è convinto che l’estetica non c’abbia nulla a che fare con questa questione. Avrei inserito un dente in più per sottolineare la predestinazione al male di chi li sfoggia.

Certo è che nelle mie opere niente è casuale. E come si spiega che anche Giona e la Sibilla Delfica abbiano un incisivo in più? Mica erano figure malvagie! A quanto pare a tutto c’è una spiegazione: sono venuti prima di Cristo e quindi non erano nati nella sua grazia. Questo modo di pensare mi par però una forzatura nemmeno troppo velata. Il dente in più ce l’ha anche il Cristo della Pietà Vaticana. Un dettaglio molto difficile da notare se non guardando l’opera dall’alto. Anche Lui era malvagio? Eh, Cristo avrebbe quel dente perché, come predisse Isaia, su di Lui Dio farà ricadere tutta l’iniquità del mondo.

«La chiave di lettura offerta dal quinto incisivo ci aiuta a comprendere ancor meglio il significato profondo della volta della Sistina. Tutto ciò eleva la figura del Buonarroti al livello dei grandi teologi non solo del suo tempo» sostiene Busagli. Ma proprio sicuri che il significato del quinto dente sia quello di identificare le figure destinate al male? In questa teoria qualche stortura mi pare ci sia. Comunque come sempre in casi del genere non mi esprimo perché mi garba proprio vedervi arroventare il cervello per scoprire cose nuove che riguardano le mie opere. E se fosse solo una semplice questione estetica? Conoscete voi altre bocche aperte realizzate da me che abbiano  un numero regolare di denti? Io no, non ne ricordo alcuna. Osservate il Bacco a distanza ravvicinata con le labbra semi dischiuse: anche lui ha i denti e gli incisivi sono rigorosamente cinque.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Dettaglio del quinto incisivo del Cristo della Pietà Vaticana

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