Il Crepuscolo e il topo

Il Crepuscolo è una delle quattro ore del giorno. È adagiato sopra il sarcofago di Lorenzo de’ Medici assieme all’Aurora ed è rivolto verso lo spettatore. Con la mano destra sembra voglia tirare verso di sé un panno che sta scivolando sul retro.

Portai a buon punto la modellatura del corpo mentre sia le spalle che il volto presentano ancora i segni delle gradine di differente grandezza che adoperai.

Il progetto iniziale della Sagrestia Nuova prevedeva la realizzazione di molte altre sculture come le Virtù, le Dolenti, i Fiumi e altre personificazioni che avrebbero dovuto mettere ancora più in luce lo sconforto dell’intero mondo dovuto alla prematura scomparsa dei due duchi Medici.

Alcune di queste opere le ideai solo su carta, l’Adolescente che oggi si trova all’Hermitage quasi lo terminai, di pochissime opere feci il modello e di una assai piccina è rimasta una traccia solo negli scritti del Vasari: “..per la significazione del Tempo voleva fare un topo, venendo lasciato in sull’opera un poco di marmo (il qual poi non fece, impedito), perciocché tale animaluccio di continuo rode e consuma, non altrimenti che ‘l tempo ogni cosa divora…”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Dusk & its mouse

Dusk is one of the 4 times of day. He lies above the sarcophagus of Lorenzo de ‘Medici.  The statue of Dawn next to Dusk is facing the observer. It seems as though, with her right hand, she’s pulling a cloth that seems to be falling. I got much further with the body however  the shoulders and face are still not yet smooth as one can see the rough tecture.

The initial project of the New Sacristy was supposed to have many other sculptures such as the Virtues, the Mourners, the Rivers and other images futher pointing out the despair of the entire world due to the untimely death of the two Medici dukes.

I drew a few of these future plans on paper. I almost even finisghed the Teenager that today is at the Hermitage.  I made few models of these ideas but I did make a very small one that lives on thanks to the writings of Vasari: “…as for the statue of Time, I wanted to make a mouse; because this little animal constantly gnaws and eats away at things, and if he doesn’t do it time will”.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti

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Maledetti

Maledetti, trafitti dalla passione, l’Amore ci sopravvive e l’Arte ci rende immortali” scriveva qualche anno fa Goethe. Come dargli torto?

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Il Prigione che si Ridesta

Stamani, mentre stavo cercando di fare un po’ d’ordine fra gli appunti per poter cominciare a lavorare a un nuovo progetto editoriale, mi son reso conto che fino a questo momento non vi ho parlato in maniera esaustiva del Prigione che si Ridesta. È uno dei quattro prigioni che da diversi decenni si trova nella Galleria dell’Accademia a Firenze, dopo aver trascorso secoli all’interno della Grotta del Buontalenti, nel Giardino di Boboli.

La figura è tutta in tensione e sembra volersi liberare dal blocco di marmo che la trattiene. Iniziai a scalfire il blocco partendo da uno spigolo poichè l’opera finita avrebbe dovuto occupare una posizione angolare della grandiosa tomba di papa Giulio II.

Mi piace assai ciò che Bonsanti scrisse in merito all’atteggiamento del Prigione che si Ridesta: “lotta violentemente contro il sonno per raggiungere la consapevolezza“. Il sonno alla fine dei conti può avere differenti letture: il Prigione sarà durante una fase di non conoscenza oppure semplicemente tenterà di cedere alle braccia di Morfeo per sottrarsi a un incombete tragedia? Entrambe le interpretazioni sono plausibili. ù

I Prigioni bisogna osservarli tenendo presente l’ottica con la quale li avevo ideati: la raffigurazione della rovina dei saperi del mondo con la morte del pontefice.

Il Prigione che si Ridesta si trovava nel mio studio fiorentino di via Mozza quando lasciai la città definitivamente alla volta di Roma, nel 1534. Dopo la morte, il mi nipote Lionardo cedette quest’opera, assieme agli altri tre prigioni di Firenze e alla Vittoria, al duca Cosimo de’ Medici.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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The awakening prisoner.

This morning, while I was trying to edit a few of my letters so that I could start working on a new publishing project, I realized that I’ve ner taken the time to discuss my Awakening Prisoner. It is one of the four prisoners that is located in the Galleria dell’Accademia in Florence.  For centuries it was located in the Grotta del Buontalenti in the Boboli Gardens.

The image of the prisoner is quite tense and seems to want to brake away from the marble that holds it in. I began to work on the block of marble starting on its edges because the finished piece of art was supposed to be placed in a corner of the immense tomb for Pope Julius II.

I truly like what Bonsanti wrote about the attitude of my Awakening Prisoner: “he’s violently struggling not to fall asleep in order to achieve awareness.” One can interpret this “falling asleep” in different ways: maybe the Prisoner is in a non conscious phase of sleep or could he be simply trying to give himself up to Morpheus to escape an unfaithful tragedy? Both interpretations are valid.

These Prisoners must be observed keeping in mind how I had intended to have them be seen: the representation of the end of the world’s knowledge due to the eventual death of the pontiff.

The Awakening Prisoner was in my Florentine studio in Via Mozza when I permanently the city toward Rome, in 1534. After the Pope’s death, my nephew Lionardo gave this Prisoner as well as the other 3 that are in Florence as well as the statue of Victory, to Duke Cosimo de ‘Medici.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti and my stories

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San Petronio

Fra le opere mie meno note c’è sicuramente il San Petronio che si trova a Bologna. Era l’autunno del 1494 quando decisi di allontanarmi da Firenze. La città era tutta in subbuglio e di lì a poco Piero de’ Medici sarebbe stato cacciato: al suo posto si instaurerà poi un governo repubblicano.

Raccolsi poche cose e me ne andai a Bologna, passando prima però dalla città di Venezia. Grazie all’aiuto del nobiluomo Giovan Francesco Aldovrandini, i frati di San Domenico mi commissionarono di realizzare tre sculture per l’Arca di San Domenico. L’Arca di San Domenico è un’opera tanto preziosa quanto elaborata ed era destinata a contenere le spoglie del Santo che fondò l’ordine.

All’opera, iniziata nel 1260, già avevano messo mano prima di me importanti scultori quali Nicola Pisano e Niccolò dell’Arca. Mancato quest’ultimo, proprio nel 1494, c’era bisogno di uno scultore che portasse a termine il complesso monumentale e scelsero me. Mi misi subito al lavoro realizzando in poco tempo tre sculture aventi dimensioni contenute: un Angelo reggicandelabro, San Procolo e San Petronio.

Per quanto riguarda San Petronio, ebbi a che fare con un blocco che già era stato sbozzato per sommi capi da Niccolò dell’Arca. Misi in mano al vescovo nonché patrono, l’intera città di Bologna. Guardate bene dentro la cerchia muraria della riproduzione: potreste riconoscere facilmente la torre degli Asinelli e quella della Garisenda. San Petronio, con un’abbondante veste, accenna un passo in avanti mentre mantiene uno sguardo severo che mira davanti a sé.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti quasi quotidiani

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San Petronio

Among my works lesser known is San Petronio located in Bologna. In fall of 1494 I decided to get away from Florence. The whole city was in turmoil due to the overthrouging of Piero de ‘Medici and when place the  republican government begun.

I picked up my few things and went to Bologna, passing by Venice first. With the help of the nobleman Giovan Francesco Aldovrandini, the friars of San Domenico commissioned me to create three sculptures for the Ark of San Domenico. The Ark of San Domenico is a work so precious that it was to hold the remains of the saint who founded the order.

Work begun in 1260 and many important sculptors such as Nicola Pisano and Nicholas dell’Arca had already been involved with it.  In 1494, Niccolo dell’Arca passed away and there was a need for a sculptor to complete the monument, at which point I was choosen. I went straight to work and in no time I made three small sculptures: an Angel holding a candelabra, Saint Proculus and Saint Petronio.

As for the statue of San Petronio, I had no choice but to work on a block of marble that was already worked by Niccolo dell’Arca. The Bishop representing the entire city of Bologna told the citizens to have a good look within their city walls and to be proud of their 2 towers: Torre degli Asinelli and Torre Garisenda as well as  San Petronio, who wears a rich robe and who is always looking into the future as well as keeping a keen eye in front of him protecting their city.

Truly yours, Michelangelo Buonarroti with his daily stories

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Quello che trovo scritto sui libri

Prima o poi forse mi deciderò a scrivere un libro sui libri sbagliati o qualcosa del genere. Come sapete sono alla continua ricerca di libri che parlino di me e delle mie opere. Ne ho letti di meravigliosi, belli, mediocri e osceni. Mi è capitato di leggere libri romanzati, altri bizzarri e fantasiosi molto poco attinenti alla realtà ma anche volumi capaci di appassionare il lettore raccontando al contempo la mia storia in maniera ineccepibile.

In questo pomeriggio soleggiato che inizia ad avere tutti i colori e i profumi della primavera, mi son seduto sul soglio dell’entrata di Santa Croce per mettermi a leggere in santa pace un volume assai prestigioso. Cosa ci trovo dentro? Ebbene, l’autore per dare validità a una sua tesi è partito da una considerazione del tutto sbagliata. Secondo questo tale di cui non dirò il nome, io sarei stato un sostenitore dei Medici. Ma quando mai? Se è vero che vissi alla corte di Lorenzo dei Medici è altrettanto vero che dopo la sua morte dovetti lasciare la sua dimora. I suoi figli non avevano certo la prontezza mentale del padre ed erano dei sanguinari despoti con i quali ben poco avevo da spartire.

Son sempre stato repubblicano ed era la Repubblica che volevo, non la dittatura. E quando mi dovetti nascondere dai parteggianti per i Medici che mi volevano uccidere proprio perché difendevo a spada tratta la Repubblica? Quando progettai le fortificazioni per la città di Firenze e per il campanile di San Miniato? Bah…certe affermazioni del tutto arbitrarie che mi capita di trovare nei libri mi lasciano assai perplesso. Capirei avessi trovato un discorso del genere in un libretto di poco conto, ma su questo che ho fra le mani adesso proprio no. E’ una nota stonata in un libro che propone anche cose interessanti. Un vero peccato.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi racconta il peccato ma che non vuole svelarvi il peccatore. Il volume presenta considerazioni a volte valide, altre parecchio azzardate ma se potessi tornare in dietro dubito lo comprerei di nuovo.

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Il David vestito a festa per l’8 marzo

Ecco come omaggiava le donne il mio David l’8 marzo del 2004.La sua testa fu cinta da una corona fatta con rami di mimosa fioriti dalla restauratrice Cinzia Parnigoni. Il David accolse così i giornalisti in occasione della presentazione dei risultati delle indagini scientifiche.

“Dato che siamo soprattutto donne ad occuparci di questo importante intervento abbiamo deciso di farci un piccolo regalo e al tempo stesso di rendere omaggio a un mito della bellezza cingendone la testa con la mimosa.” disse in quell’occasione l’allora direttrice della Galleria dell’Accademia Franca Falletti.

Approfitto dell’occasione per fare gli auguri a tutte le donne, nessuna esclusa. Il vostro Michelangelo Buonarroti.

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Michelangelo Buonarroti is back: da oggi post anche in inglese

A partire da oggi, i post che pubblico abitualmente sul mio privatissimo blog, avranno qualcosa in più ovvero una fedele traduzione in inglese. È da parecchio tempo che un nucleo di irriducibili seguaci mi invia costantemente mail, messaggi privati e talvolta pure pubblici richiedendomi la traduzione di ciò che scrivo in inglese, arabo, cinese, spagnolo, giapponese, tedesco e via discorrendo. Accontentare tutte queste richieste non posso per tante ragioni diverse e un po’ mi dispiace pure.

Nel frattempo però ho trovato un valido collaboratore che s’è proposto per la traduzione di tutto ciò che scrivo in inglese. È già qualcosa no?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che da oggi diventa un po’ più internazionale di quello che già era.

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Michelangelo Buonarroti is back:  from today onwards all my posts will be in English as well

From today onwards all my blog posts will also have a perfect English translation.  Its been a long time that my faithful followers have constantly emailed me, messaged me privately as well as in public asking for translations of what I write into English, Arabic, Cinese, Spanish, Japanese, German and many other languages.  I’m sorry to say that I cannot make everyone happy but I have found a person willing to translate what I write into English.  That’s a good start, right?

Yours truly, Michelangelo Buonarroti that from today on is a bit more international that what I’ve been in the past.

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Il restauro della Pietà Rondanini

La Pietà Rondanini è l’ultima opera alla quale misi mano. Iniziai a lavorarci nel 1552 ma un paio d’anni più tardi, come già avevo fatto anni prima per il Mosè, decisi di stravolgere il complesso scultoreo in corso d’opera. Dal corpo della Madre ricavai quello del Figlio creando qualcosa di unico e fino allora mai visto. L’opera non è conclusa: la morte mi raggiunse prima di poter finire il lavoro come volevo io.

Continuai a lavorare con martello e scalpello fino alla fine dei miei giorni con un vigore e una passione che spesso vedo mancare nei giovanotti d’oggi.

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Nel 1999 si decise di avviare un progetto di manutenzione straordinaria per eliminare gli accumuli di sporcizia che con il tempo avevano oscurato la superficie del marmo, annullando di fatto i giochi di luce e ombra che io avevo creato.

Le indagini diagnostiche preliminari iniziarono nel 1999 e il restauro vene portato a termine nel 2005. Le indagini e il restauro sono stati condotti dall’Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei Beni Culturali, da numerosi ricercatori e dall’Istituto Centrale del Restauro.

Dopo aver effettuato un scrupolosa osservazione delle superfici da pulire e dopo aver effettuato una serie di studi approfonditi nonché una raccolta di campioni di tutte quelle sostanze che non erano di natura calcarea, venne iniziato l’intervento di restauro.

La pulitura è servita per rimuovere accuratamente quella patina formatasi in secoli di storia che oscurava tutta la superficie della Pietà. Nel corso dei secoli passati la mia Pietà, per fortuna, non era mai stata sottoposta a pesanti e errati interventi di restauro che potessero complicare il lavoro dei restauratori come invece è accaduto per altre opere mie come gli affreschi della Sistina e il David.

In occasione dell’ultimo trasloco della Pietà Rondanini, che è stata spostata dal museo del Castello Sforzesco all’ospedale spagnolo dello stesso, la Pietà è stata sottoposta a una pulitura pi leggera, eseguita secondo il protocollo che era stato stabilito durante il precedente restauro. Se volete vedere un interessante video della Pietà Rondanini durante il restauro, cliccate qui .

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta e se ne va a fare una passeggiata sotto la pioggia nemmeno fossi Fred Astaire.

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Friends of David: inaugurazione per il giorno del mio compleanno

Lunedì 6 Marzo 2017, in concomitanza con il mio 542° compleanno, verrà inaugurato alla Galleria dell’Accademia il progetto Friends of David e la relativa nascita dell’associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze.

L’associazione è stata creata per volere dell’attuale direttrice Cecile Hollberg con lo scopo di coinvolgere ancora di più sia i turisti che i cittadini fiorentini nel sostegno della Galleria. I Friends of David potranno avere numerosi benefici e la possibilità di partecipare ad eventi esclusivi. Fausto Calderai è il presidente della neonata associazione.

Le fidelity card proposte sono tre: la prima è dedicata ai giovani under 28 e ha un costo di 30 euro all’anno, la seconda ha un costo di 50 euro mentre la terza 100 euro.

I Friends of David potranno entrare gratuitamente e mediante gli accessi prioritari alla Galleria dell’Accademia in ogni giorno dell’anno. I possessori della fidelity card inoltre avranno diritto a sconti nel bookshop e l’opportunità di ricevere inviti a interessanti eventi. Chi acquisterà la tessera da 100 euro, il giorno del proprio compleanno, potrà accedere gratuitamente alla Galleria assieme a un altro ospite.

Il primo evento al quale i Friends of David potranno partecipare è proprio l’inaugurazione di questo interessante progetto il 6 Marzo presso la Galleria dell’Accademia.

Chi vuole iscriversi non deve fare altro che inviare una mail a info@friendsofdavid.org per palesare la propria intenzione. Gli iscritti avranno diritto a partecipare a una visita esclusiva lunedì 6 marzo a porte chiuse già che la Galleria dell’Accademia il lunedì solitamente non è accessibile al pubblico. Alla fine della visita verrà offerto un brindisi in onore mio.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che si prepara a festeggiare in grande stile il suo prossimo compleanno.

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Il naso del David

Ormai avevo quasi terminato il David e di lì a poco tutti avrebbero potuto vederlo da ogni angolatura. Pier Soderini, l’allora gonfaloniere della repubblica fiorentina, venne a farmi visita al cantiere per osservare l’opera in anteprima e dire la sua.

La guardò per un po’ senza pronunciar parola poi, con un dito, indicò il naso esclamando una cosa del tipo “quel naso, troppo grande e sproporzionato. Michelangelo, suvvia dagli un’aggiustata che così non può andare”.

Senza dare troppo nell’occhio presi una manciata di polvere di marmo, salii sui ponteggi fino all’altezza del volto e con uno scalpello simulai di aggiustare il naso secondo il suo desiderio. A ogni finta scalpellata lasciavo cadere un po’ di polvere dalla mano: parevo un attore nato.

Tutto sodcddisfatto per aver dato il suo contributo personale alla storia, quel bischero di Soderini si complimentò con me compiaciuto: “Adesso sì che è perfetto”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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