Opere grandiose a gravar sulle spalle delle umili genti

Vi sento spesso lamentare dei politici che vi governano o perlomeno che dovrebbero farlo: tanto chiacchierano, poco attuano e molto intascano. Come darvi torto: avrei parecchie rimostranze da fare anch’io ma poi mi ricordo che son morto, che di voce in capitolo non ne ho più e mi rinfilo le mie idee nelle tasche.

Purtroppo a far fare la vita da nababbi a pochi signori è la povera gente, fin dalla notte dei tempi. Una pratica ben consolidata, più difficile da sradicare che la peggiore delle erbe infestanti senza l’uso dei diserbanti.

Perché questo preambolo? Guardate tutte le opere d’arte che ci sono in giro…qualcuno le ha pagate, siatene certi. A sponsorizzare le grandi opere erano pontefici amanti delle arti, facoltosi cardinali, signoroni, nobili, ma quei soldi lì arrivavano sempre dalle tasche della povera gente. Per esempio gli affreschi sistini della volta me li pagò sì papa Giulio II ma adoperando in parte gli incassi delle tasse imposte a persone e merci che attraversavano il fiume Po all’altezza di Piacenza, mentre la restante parte arrivava dagli introiti della Dataria Apostolica, una sorta di Agenzia delle Entrate ante litteram.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Lo studio per un braccio al British

Il disegno che vedete a seguire è uno studio per la posizione di un braccio destro eseguito a carboncino. La mano è aperta e con il palmo rivolto verso l’alto e si nota un ripensamento nella posizione dell’avambraccio: prima lo pensai un po’ più piegato verso l’interno e alla fine optai per una maggiore apertura.

In questo disegno mi concentrai in maniera particolare sulle articolazioni e sul posizionamento naturale dei muscoli in quello specifico movimento dell’arto. Il fatto che abbia usato un modello maschile per studiare dal vero il braccio non significa che poi fosse davvero destinato a raffigurare un uomo. Ho sempre adoperato modelli maschili e poi apportavo le modifiche necessarie per renderli più femminili. Certo che avevo una visione tutta mia dell’universo femminile e ve ne ho lasciato esempi assai variegati.

Il disegno in questione, per altro ritagliato da un foglio molto più grande forse da me o da altri, è stato datato in un primo momento fra l 1534 e il 1541 e collegato direttamente al Giudizio Universale. Il Wilde però notò che non solo questo disegno non è stato tradotto in affresco nel Giudizio, ma che ricorda molto più da vicino gli ultimi miei studi ed è stato ridatato attorno al 1560.

Questo disegno appartiene alle collezioni del British Museum. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e i suoi disegni.

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Angeli con gli strumenti della passione

Nelle due lunette ubicate nella parte alta del Giudizio ci sono una serie di angeli impegnati a sostenere tutti gli strumenti che hanno caratterizzato la passione di Cristo: dalla Croce ai dadi con i quali i soldati si giocarono le vesti del Salvatore. Alcuni angeli mostrano occhi smarriti, turbati per ciò che sta accadendo appena sotto di loro.

Il particolare che vedete a seguire appartiene alla lunetta destra. Cinque angeli apteri sostengono la colonna della flagellazione: guardate con quanto sforzo ne sopportano il peso mettendo in tensione tutto il corpo. Gli angeli hanno dimensioni notevoli: quello con un panneggio sistemato in zona strategica da Daniele da Volterra ha un’altezza che oltrepassa i due metri.

Sullo sfondo un altro angelo regge la scala mentre all’estrema destra un angelo messo in evidenza da un panneggio arancione, tiene nella mano sinistra l’asta con la spugna intrisa d’aceto per far bere Cristo.

Dopo aver affrescato questa lunetta mi presi un po’ di tempo per così dire libero: avevo bisogno di  un attimo di tregua per poter pensare alla fascia centrale del lavoro, quella che fa perno su Cristo e la Vergine.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Studi per il Giorno e la Notte a Oxford

Dietro ogni scultura o dipinto c’è sempre un gran lavorone da fare. Da dove si comincia? Beh, dal disegno. Difficile tirar fuori qualcosa di buono se si ha poca dimestichezza con carboncini, sanguigne e penne. E’ sulla carta che inizia a prender forma un’opera, a diventare sempre più concreta, a modellarsi secondo quello che la mente comanda.

Cercando qua e la e facendo un po’ di pulizie estive, ammuchiati sotto un bello strato di polverone, ho scovato vecchie carte. Fra questi fogli ce n’è uno che da troppo tempo avevo dimenticato. Presenta studi molto interessanti e particolareggiati relativi alle opere che avrei scolpito poi per le tombe dei duchi Medici.

Sul recto c’è uno studio per l’allegoria del Giorno mentre sul verso sono presenti quattro studi per il braccio destro della Notte che, alla fine dei conti, ha molta affinità con il braccio sinistro del David, scolpito anni prima.

Lo studio del corpo del Giorno lo realizzati adoperando il carboncino nero mentre gli altri studi sono a sanguigna anche se qua e là qualche tocco di carboncino nero c’è.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, parecchio accaldato e piazzato davanti al ventilatore.

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Questo foglio appartiene all’Ashmolean Museum di Oxford

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Cose imparate

Stare una settimana su Facebook in modalità diversa da quella a cui ero abituato mi ha fatto capire qualche cosuccia. La prima è che per stare sui social ci sono delle regole ma che queste regole non valgono per tutti allo stesso modo: c’è chi può postare ciò che crede e chi invece deve fare attenzione a ogni più minimo dettaglio pena l’esclusione.

Ho compreso che molti si limitano a guardare e commentare le immagini senza leggere le didascalie…beh, in realtà di questo mi ero reso conto da tempo però sentirsi dire “che cosa interessante, non l’avevo mai letto da nessuna parte” da una persona che già aveva mostrato apprezzamento per lo stesso post non molto tempo fa, fa un po’ strano.

Diffidate dalle imitazioni perché ce ne sono eccome…trovata una anche qualche ora fa. Va be, tanto mica mi conoscono come mi conosco io.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Terminato il periodo di fermo…fino al prossimo

Finalmente posso dirvi che per il momento posso tornare a pubblicare senza troppi limiti sulla pagina Facebook. Fino a quando? Non è dato sapere giacché per quest’ultimo stop lorsignori non m’han dato una motivazione valida.

Anche questa è passata…grazie a tutti quelli che hanno mi hanno supportato. Il vostro Michelangelo Buonarroti che prima di salutarvi, vuole ricordare i versi che in questo momento sente più suoi. Tiè, per chi rema contro

Come fiamma più cresce più contesa
dal vento, ogni virtù che ‘l cielo esalta
tanto più splende quant’è più offesa. 

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Presentazione del restauro del Dio Fluviale

In questo preciso istante, presso il Cenacolo di Santa Croce si sta svolgendo la presentazione del restauro del modello del Dio Fluviale che realizzai io qualche secolo fa e che venne donato da Bartolomeo Ammannati all’Accademia del Disegno nel 1583.

Faccio copia e incolla dell’invito ufficiale aperto a tutti. Se vi trovate in questo preciso momento a Firenze, non perdete l’occasione di partecipare a questo prezioso incontro

L’ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO
INSIEME CON
OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
CASA BUONARROTI
FRIENDS OF FLORENCE
SONO LIETI DI INVITARE LA S.V.
ALLA PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DEL
 
DIO FLUVIALE
di Michelangelo Buonarroti donato da Bartolomeo Ammannati
all’Accademia del Disegno nel 1583
11 luglio 2017 – ore 10.30
Cenacolo di santa Croce
(per gentile concessione del Consiglio dell’Opera)
SALUTI
Dario Nardella
Sindaco di Firenze
Irene Sanesi
Presidente dell’Opera di Santa Croce
Eugenio Giani
Presidente del Consiglio Regionale della Toscana
Cristina Acidini
Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno
Marco Ciatti
Soprintendente Opificio delle Pietre Dure
Simonetta Brandolini d’Adda
Presidente Fondazione Friends of Florence
Andrea Pessina
Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio
per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
Pina Ragionieri
Presidente della Fondazione Casa Buonarroti
INTERVENGONO
Giorgio Bonsanti
Direttore del restauro
Laura Speranza
Direttore del settore di restauro dei materiali ceramici e plastici
Rosanna Moradei
Restauratrice
Segue visita all’opera presso la Casa Buonarroti
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti
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Le angeliche buone maniere

Il Giudizio Universale è un insieme di corpi affrescati in ogni atteggiamento possibile e immaginabile. Osservare i dettagli è un diletto sia per lo spirito che per la vista. Prendete una foto che riproduca per intero il Giudizio e iniziate a guardare uno a uno i personaggi che lo animano. Troverete particolari interessantissimi che forse non avevate mai notato prima. Momenti drammatici per alcuni, gloriosi per altri ma anche qualche brano ironico, capace di strappare un sorriso.

Guardate con quanta dolcezza gli angeli dissuadono i dannati ad ascendere verso il Paradiso. Con la sinistra fermano la loro corsa verso la salvezza mentre alzano la destra per sferrargli un cazzotto: un gentilissimo angelo mira al volto del dannato mentre l’altro ha come obbiettivo laddove non batte mai il sole. Insomma, con le buone maniere si ottiene sempre tutto, o quasi. Sembra che anche gli angeli in momenti così concitati perdano la loro proverbiale dolcezza adoperando maniere meno consone al loro status.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Come un pesce muto

Mi sembra di essere diventato un pesce muto. Postare foto su Facebook senza poter mettere i link ai testi che quotidianamente scrivo mi fa sentire come all’interno di una bolla di sapone, sospeso nell’etere.
Sarà forse perché mal tollero le imposizioni ma questa cosa mi sta stretta. Sapete, il primo blocco di una settimana che ho avuto risale a diversi anni fa.
Era il 2013 quando venni messo alle strette da blogger.com. La ritenni un’ingiustizia troppo grande per rimanere a braccia conserte così chiusi baracca e burattini, cancellando ogni singolo post e migrando sulla piattaforma WordPress sulla quale ancora pubblico i miei deliri quotidiani. Adesso la posta in gioco è molto più alta di allora e dover cambiare un’altra volta mi comporterebbe numerosi problemi che nemmeno saprei risolvere.
Anche WordPress mi ha già un paio di volte avvisato che se continuo a mettere foto oscene dovrà cancellare il blog ma per adesso ancora mi permette di raccontare. Ma con tutte le porcate che circolano, le fake news che ogni giorno vengono proposte, i profili finti e via discorrendo perché proprio io arreco tanto disturbo?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che desidera nel frattempo tutti quelli che l’hanno contattato sia in pubblico che in privato per sostenerlo almeno dal punto di vista morale. Se ci tolgono pure le arti siamo spacciati tutti quanti. Pensare è pericoloso.

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Non ha l’ottimo artista alcun concetto

Oggi vi propongo uno dei miei sonetti più conosciuti che scrissi per la mia carissima amica Vittoria Colonna. È il tentativo peraltro ben riuscito di spiegare in versi cosa siano gli artisti e l’arte. Mentre l’artista riesce a tradurre in cose concrete il suo pensiero e le sue passioni,, la sua abilità viene meno quando tenta di avvicinarsi al cuore della persona amata che rimane impassibile e restio ad accettare le passioni altrui.

Nei versi si fa riferimento alla donna amata ma non è farina del mio sacco. Prima di essere dati alle stampe da il mo pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, vennero censurati e leggermente ritoccati per evitare che i posteri potessero intuire la mia passione per gli uomini.

 

Non ha l’ottimo artista alcun concetto
c’un marmo solo in sé non circonscriva
col suo superchio, e solo a quello arriva
la man che ubbidisce all’intelletto.
    Il mal ch’io fuggo, e ‘l ben ch’io mi prometto,
in te, donna leggiadra, altera e diva,
tal si nasconde; e perch’io più non viva,
contraria ho l’arte al disïato effetto.
    Amor dunque non ha, né tua beltate
o durezza o fortuna o gran disdegno,
del mio mal colpa, o mio destino o sorte;
    se dentro del tuo cor morte e pietate

porti in un tempo, e che ‘l mio basso ingegno
non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che prima delle sette del mattino già s’è scolato il terzo caffè.

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