Il Bruto

Fu Donato Giannotti a commissionarmi il busto di Bruto con l’intenzione di regalarlo poi al  cardinale Niccolò Ridolfi. Lo scolpii nel momento in cui ero tutto preso a lavorare al Giudizio Universale ma non avevo osato dire di no. Era infatti l’occasione per celebrare in qualche modo l’uccisione di Alessandro de’ Medici da parte di Lorenzino de’ Medici: un omicidio da sempre visto come una sorta di feroce protesta degli esuli fiorentini contro la tirannia medicea che intossicava l’anima di Firenze tutta. Non è un caso la scelta del Bruto come soggetto: proprio Lorenzino veniva appellato dai suoi contemporanei come Bruto Nuovo.

Il volto del Bruto appare concentrato, in tensione e tutto il busto è molto più possente di quelli classici. Sembra che per la testa gli passino moti d’ira controllati e ha uno sguardo che sembra disprezzare ciò che vede.

La bella fibula sulla spalla pare riporti il ritratto del Giannotti stesso, il tale che commissionò l’opera. Anche questa opera non è stata graziata dal passaggio del tempo e nel Settecento fu ricostruita la parte inferiore destra andata perduta chissà come e chissà quando.

Il panneggio forse lo lasciai scolpire dal mio allievo Tiberio Calcagni: il Giudizio Universale non poteva attendere oltre e mi rimisi a lavorare a pieno ritmo a quel progetto grandioso che pare non finisca mai di stupire.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e il suo Bruto

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