Il giorno dopo

Dinnanzi a disastri come questo c’è poco da dire. Nonostante in televisione oramai da più di ventiquattro ore vadano in onda non stop servizi su servizi con persone che parlano, sparlano, dicono e raccontano anche cose che potrebbero a mio avviso  evitare perché poco centrano col diritto di cronaca, io di parole non ne ho nessuna.

La constatazione dei fatti poco lascia all’immaginazione e adesso non ci rimane che leccare le ferite una a una. Inevitabilmente rimarranno aperte e sanguinanti vita natural durante ma questo non vuol dire lavarsene le mani.

Rimbocchiamoci le mani e aiutiamo a seconda delle proprie possibilità e competenze. Una carissima amica che da sola ha cresciuto cinque figli in una situazione economica a dir poco disastrosa ha sempre insegnato a ciascuno di loro a spendersi per chi è in difficoltà. ” Se qualcuno bussa alla porta di casa perché ha fame dategli la metà di quanto c’è in dispensa. Metà serve a noi e l’altra parte sarà preziosa per chi ve l’ha chiesta”.

C’è bisogno di tutto. Già saranno insostenibili i lutti subiti, rendiamo perlomeno la quotidianità delle persone che si son viste in poco più di un minuto crollarsi letteralmente il mondo addosso, meno pesante da sopportare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, addolorato e sanguinante

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