Trista sorte

  Quanto sare’ men doglia il morir presto
che provar mille morte ad ora ad ora,
da ch’in cambio d’amarla, vuol ch’io mora!
    Ahi, che doglia ‘nfinita
sente ‘l mio cor, quando li torna a mente
che quella ch’io tant’amo amor non sente!
    Come resterò ‘n vita?
    Anzi mi dice, per più doglia darmi,
che se stessa non ama: e vero parmi.
    Come posso sperar di me le dolga,
se se stessa non ama? Ahi trista sorte!
    Che fia pur ver, ch’io ne trarrò la morte?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi augura un buon inizio di giornata

175817900

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4 thoughts on “Trista sorte

  1. è tommaso de cavalieri?,quando volevi ammonire gli uomini dicendo che il male incombe sempre l’hai voluto mostrre col giudizio universale o con altri affreschi della capella sistina?

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  2. Avver vissuto nel 1500 l’eta che ha raggiunto il grande scultore Michelangelo è una gran cosa,doveva essere un uomo molto forte e seguire diete alimentari particolari,forse non mangiava carne come Leonardo da vinci

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    • Non ero in perfetta salute, soffrivo di calcoli e ai miei tempi cure come quelle di oggi non c’eran davvero. E’ vero, carne non ne mangiavo quasi, dopo tutti quei corpi sezionati mi faceva un po’ senso. Non credo comunque che la mia dieta abbia influito più di tanto sulla mia lunga vita. Questione di genetica, anche mi padre visse parecchio

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