Studi per il Giorno e la Notte a Oxford

Dietro ogni scultura o dipinto c’è sempre un gran lavorone da fare. Da dove si comincia? Beh, dal disegno. Difficile tirar fuori qualcosa di buono se si ha poca dimestichezza con carboncini, sanguigne e penne. E’ sulla carta che inizia a prender forma un’opera, a diventare sempre più concreta, a modellarsi secondo quello che la mente comanda.

Cercando qua e la e facendo un po’ di pulizie estive, ammuchiati sotto un bello strato di polverone, ho scovato vecchie carte. Fra questi fogli ce n’è uno che da troppo tempo avevo dimenticato. Presenta studi molto interessanti e particolareggiati relativi alle opere che avrei scolpito poi per le tombe dei duchi Medici.

Sul recto c’è uno studio per l’allegoria del Giorno mentre sul verso sono presenti quattro studi per il braccio destro della Notte che, alla fine dei conti, ha molta affinità con il braccio sinistro del David, scolpito anni prima.

Lo studio del corpo del Giorno lo realizzati adoperando il carboncino nero mentre gli altri studi sono a sanguigna anche se qua e là qualche tocco di carboncino nero c’è.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, parecchio accaldato e piazzato davanti al ventilatore.

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Questo foglio appartiene all’Ashmolean Museum di Oxford

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Un blocco per la Sagrestia Nuova

Il foglio che vedete a seguire appartiene alle collezioni del British Museum. Si tratta della raffigurazione di una misura di marmo che diedi a cavare nelle cave di Carrara. Il blocco mi sarebbe servito poi per scolpire uno dei protagonisti della Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo, a Firenze.

Sul disegno del blocco riportai le misure che avrebbe dovuto avere e, sul lato più corto, tracciai i simboli con i quali identificavo ogni misura di marmo da me acquistata.

“Largo tre quarti, lungo braccia dua e mezo. Larga un braccio e un sesto”

La scritta che vedete sul lato destro invece non è di mano mia: la fece il mio pronipote Cosimo Buonarroti nel 1852 per certificare l’autenticità del foglio con tanto di sigillo apposto. “Si certifica da me infrascritto che questa misura di marmi è di mano del Gran Michelangiolo mio antenato. Li I Luglio 1852 C. Buonarroti”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le misure di marmo contenenti le sue sculture.

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A block for the New Sacristy

The drawing here above belongs to the collections of the British Museum. It  represents the measurements for a block of marble that I managed to get in the Carrara quarries. The block would then serve to carve one of the protagonists of the New Sacristy of the Basilica of San Lorenzo in Florence.

I wrote the measurements directly on a drawing of the block and on the shorter side, traced the symbols with which I always identified the blocks that I bought.

“Three-quarters deep, 2 and a half arms long & an arm and a siuxth deep”

The writing you see on the right side I did not write: my great-grandson Cosimo Buonarroti added it in 1852 to certify the authenticity of the sheet with a seal. “I certify myself that these marble measurements are from the hands of my ancestor the Grand Michelangiolo. July 1, 1852 C. Buonarroti”

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my marble measurments

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E-book: guida alle mie opere a Firenze

Vi annuncio che a partire da adesso potete acquistare anche la versione e-book del libro Michelangelo Buonarroti: guida alle mie opere fiorentine.

A fronte di una spesa di pochi euro, potrete avere sempre a portata di mani una guida esaustiva, dettagliata e completa relativa a tutte le mie opere presenti nella città di Firenze. Acquistate qui la versione e-book o, se preferite, quella cartacea: a voi la scelta.

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta lasciandovi l’introduzione della guida:

Di guide in giro su Firenze ce ne sono tante, per tutti i gusti e scritte in tutte le lingue del mondo. Avete però mai desiderato di passeggiare per le strade e per i musei più importanti di Firenze in compagnia di Michelangelo Buonarroti? In questa guida Michelangelo vi racconterà i suoi capolavori presenti in città raccontandovi la loro storia, le loro peculiarità e qualche aneddoto che forse ancora non conoscevate. Dal celeberrimo David all’Apollo, dal Tondo Doni al Tondo Pitti, dal Genio della Vittoria al Duca di Nemours e molto altro ancora. Avventuratevi fra queste pagine alla scoperta delle opere fiorentine del genio rinascimentale che fece della malinconia la sua allegrezza”

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La Madonna Medici in video

La Madonna Medici è situata sopra il sarcofago che contiene le spoglie di Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de’ Medici, assassinato durante la sanguinosa congiura dei Pazzi. Al suo fianco ci sono i due santi gemelli medici: San Cosma e San Damiano.

Anche questa mia Madonna, come quasi tutte le altre, distoglie lo sguardo dal Figlio. Il futuro segnato del Bambino turba costantemente la Madre.

Vi propongo oggi un video girato nelle Cappelle Medicee da Christian Maidana. Buona visione dal vostro Michelangelo Buonarroti.

 

 

O notte, o dolce tempo benché nero

 O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
    Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
    O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
    tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio.

Christian Maidana

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O night, O sweet though sombre span of time!

O night, O sweet though sombre span of time!-
All things find rest upon their journey’s end-
Whoso hath praised thee, well doth apprehend;
And whoso honours thee, hath wisdom’s prime.
Our cares thou canst to quietude sublime;
For dews and darkness are of peace the friend:
Often by thee in dreams upborne, I wend
From earth to heaven, where yet I hope to climb.
Thou shade of Death, through whom the soul at length
Shuns pain and sadness hostile to the heart,
Whom mourners find their last and sure relief!
Thou dost restore our suffering flesh to strength,
Driest our tears, assuagest every smart,
Purging the spirits of the pure from grief.

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A pianger mi conduce

Non so se s’è la desïata luce
del suo primo fattor, che l’alma sente,
o se dalla memoria della gente
alcun’altra beltà nel cor traluce;
    o se fama o se sogno alcun produce
agli occhi manifesto, al cor presente,
di sé lasciando un non so che cocente
ch’è forse or quel c’a pianger mi conduce.
    Quel ch’i’ sento e ch’i’ cerco e chi mi guidi
meco non è; né so ben veder dove
trovar mel possa, e par c’altri mel mostri.
    Questo, signor, m’avvien, po’ ch’i’ vi vidi,
c’un dolce amaro, un sì e no mi muove:
certo saranno stati gli occhi vostri.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi saluta per questa sera con un una bellissima foto della Notte, su gentile concessione del fotografo Christian Maidana

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Il bianco e il grigio

Chi per la prima volta entra dentro la Sagrestia Nuova del San Lorenzo viene prima rapito dalle sculture e poi, in un secondo momento, dai contrasti cromatici.

L’accostamento del bianco del marmo e degli intonaci, abbinato al grigio scuro della pietra serena adoperata per le membrature architettoniche, crea un effetto molto particolare e suggestivo. Questo contrasto di colore già era stato introdotto dal Brunelleschi anni prima e mi parve opportuno ripeterlo con qualche modifica nella Sagrestia Nuova.

La pietra serena non è tutta uguale: a seconda di dove viene cavata ha tonalità differenti di colore e grana più o meno sottile. Per questo lavoro scelsi la migliore ovvero quella che si estraeva nella cava Fossato, ubicata nella vallata della Mensola, nei pressi di Settignano. Quella pietra serena ha una coloritura tendente all’azzurro e una grana molto fine che la rende più facile da lavorare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Il Crepuscolo e il topo

Il Crepuscolo è una delle quattro ore del giorno. È adagiato sopra il sarcofago di Lorenzo de’ Medici assieme all’Aurora ed è rivolto verso lo spettatore. Con la mano destra sembra voglia tirare verso di sé un panno che sta scivolando sul retro.

Portai a buon punto la modellatura del corpo mentre sia le spalle che il volto presentano ancora i segni delle gradine di differente grandezza che adoperai.

Il progetto iniziale della Sagrestia Nuova prevedeva la realizzazione di molte altre sculture come le Virtù, le Dolenti, i Fiumi e altre personificazioni che avrebbero dovuto mettere ancora più in luce lo sconforto dell’intero mondo dovuto alla prematura scomparsa dei due duchi Medici.

Alcune di queste opere le ideai solo su carta, l’Adolescente che oggi si trova all’Hermitage quasi lo terminai, di pochissime opere feci il modello e di una assai piccina è rimasta una traccia solo negli scritti del Vasari: “..per la significazione del Tempo voleva fare un topo, venendo lasciato in sull’opera un poco di marmo (il qual poi non fece, impedito), perciocché tale animaluccio di continuo rode e consuma, non altrimenti che ‘l tempo ogni cosa divora…”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Dusk & its mouse

Dusk is one of the 4 times of day. He lies above the sarcophagus of Lorenzo de ‘Medici.  The statue of Dawn next to Dusk is facing the observer. It seems as though, with her right hand, she’s pulling a cloth that seems to be falling. I got much further with the body however  the shoulders and face are still not yet smooth as one can see the rough tecture.

The initial project of the New Sacristy was supposed to have many other sculptures such as the Virtues, the Mourners, the Rivers and other images futher pointing out the despair of the entire world due to the untimely death of the two Medici dukes.

I drew a few of these future plans on paper. I almost even finisghed the Teenager that today is at the Hermitage.  I made few models of these ideas but I did make a very small one that lives on thanks to the writings of Vasari: “…as for the statue of Time, I wanted to make a mouse; because this little animal constantly gnaws and eats away at things, and if he doesn’t do it time will”.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti

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Il Giorno

Il Giorno è una delle allegorie che raffigurano i quattro momenti della giornata ed è adagiata sopra il sarcofago del duca di Nemours, alias Giuliano de’ Medici.Iniziai a metter mano a quest’opera nel 1526 ma poi smisi di lavorarci a causa dell’assedio di Firenze. Ripresi i lavori qualche anno più tardi, quando le acque tornarono a tranquillizzarsi, per abbandonarli di nuovo nel 1534 partendo per Roma in via definitiva.

Il Giorno è l’unica scultura che volge le spalle a chi vi si trova dinnanzi per ammirarlo. Ideai per lui una posa opposta a quella che ha la Notte che si appoggia sullo stesso sarcofago quasi a voler mettere in luce il contrasto netto che esiste proprio fra i due diversi momenti della giornata.

Il possente busto si appoggia sul gomito sinistro mentre il braccio destro è piegato sul ventre. Il volto barbuto ha un aspetto indefinito dovuto alla sua incompiutezza. Nel corso dei secoli gli esperti si sono sbizzarriti sull’interpretazione di questa figura: c’è chi ha saputo leggerci la personificazione del dolore, chi dell’ira e chi addirittura il simbolo della luce cristiana.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue opere eterne.

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Day

The statue of Day is one of allegories representing the four times of the day and sits above the sarcophagus of the Duke of Nemours, otherwise known as Giuliano de ‘Medici.  I began work on this statue in 1526 but stopped working on it because of a siege in Florence.  I re-began working on it a few years later, when the political situation calmed down.  Unfortunately I had to abandon work again in 1534 due to my departure to Rome.

Day is the only sculpture that turns his back on the observer.  I came up with an opposite pose than the statue of Night who leans on the sarcophagus wanting to highlight the huge contrast that exists precisely between the two different times of day.

Night leans on his left elbow while his right arm is bent on his leg. The bearded face has a strange appearance because I never finished it. Over many centuries, experts have indulged the interpretation of this figure:  many see the feelings of pain, others of anger and others even the symbol of the Christianity.

Always yours, Michelangelo Buonarroti & my eternal works of art. Book a Michelangelo tour and receive 5% off with Promo Code MB05AB ttg-logo-final-white-background

Io lo campai dalla morte

Nel settembre del 1975, durante la realizzazione di alcuni lavori nelle Cappelle Medicee, vennero scoperte delle tracce di disegni sulle pareti di una stanza lunga e stretta, ubicata proprio al di sotto della Sagrestia Nuova. L’allora direttore Paolo dal Poggetto, avviò un’indagine per scoprire cosa si nascondesse sotto lo spesso strato di intonaco e i risultati furono entusiasmanti. Le pareti erano state disegnate a carboncino da me secoli prima con vari soggetti. L’ambiente non è accessibile al pubblico e probabilmente non lo sarà mai per diverse questioni sia relative alla logistica che alla conservazione dei disegni.

Per spiegarvi il perché di quei disegni devo necessariamente andare a ritroso nel tempo. Ebbene, nel 1530 a Firenze la situazione non era certo delle migliori. Le truppe inviate dal Papa padroneggiavano e ne combinavano di tutti i colori pur di abbattere la repubblica e riconsegnare la città dritta dritta nelle mani della ricca e potente famiglia Medici. I parteggianti per i Medici volevano uccidermi perché oramai era chiaro a tutti che stessi a spada tratta dalla parte dei repubblicani.

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Giovanni Battista Figiovanni, il priore di San Lorenzo da sempre sostenitore della famiglia Medici, all’oscuro dei suoi protettori mi offerse aiuto nascondendomi nella chiesa di famiglia dei tiranni. Chi avrebbe mai sospettato che fossi proprio lì a due passi da casa Medici, nel cuore di Firenze? “Io lo campai dalla morte et salva’li la roba” scrisse il priore nelle sue Ricordanze.

La luce lì dentro era poca ma con le candele di sego riuscivo a rischiarare l’aria e a vederci meglio. Con le mani in mano non sono mai stato capace di starci e, anche in quella drammatica circostanza, non smisi di disegnare e studiare. Sulle pareti tracciai a carboncino diverse figure fra le quali anche il volto del Laooconte che conoscevo molto bene, alcuni studi relativi alle sculture che oggi si trovano al piano superiore e tanti altre figure fra le quali il capo di un cavallo. Ogni tanto veniva a farmi visita Antonio Mini, uno dei pochi amici che sapesse dov’ero, per portarmi qualcosa da mangiare.

 

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Le cose ritornarono alla normalità quando Papa Clemente VII Medici si rese conto di avere ancora bisogno della mia arte. Così riporta il Vasari quell’episodio nelle sue Vite: “Papa Clemente fe’ fare diligenza di trovarlo, con ordine che non se li dicesse niente, anzi, che se gli tornassi le solite provisioni, purchè egli attendessi all’opera di San Lorenzo”. Prima di uscire dal nascondiglio mi occupai di far stendere sopra i disegni uno strato di biacca per evitare che il priore di San Lorenzo finisse nei guai per avermi offerto un posto sicuro dove stare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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 I made him survive death

In September of 1975, during some restoration work in the Medici Chapels, the workers discovered traces of drawings on the walls of a long, narrow room, which is located directly below the New Sacristy. At the time director Paolo dal Poggetto, started an investigation to find out what was hidden under the thick layer of plaster, and the results were exciting.  I drew various figures on the walls with charcoal centuries before this discovery. This room is not accessible to the public and probably never will be for various issues due to the preservation of the drawings.

In order to explain those drawings, I need to go back in time. Well, the political situation in Florence was not the best in 1530 in Florence. The military troops sent by the Pope took complete control of the city and tried in every way to bring down the Republic and re-establish all political control to the rich and powerful Medici family. The Medici army wanted me dead because it was prettyu clear by now that I supported the Republic.

Giovanni Battista Figiovanni, the prior of San Lorenzo always supported the Medici family. But having seen me in need, he helped me by giving me access to hide in the Medici Church.  Who would have guessed that that I was right there around the corner from the house of Medici, in the heart of Florence hidding from them?  The Prior wrote in his diary that “I saved him from death”.

There was very little light down there but I made due with tallow candles. I have never been the type of person to stay still and even in this case I could not stop drawing and study. I drew farious figures on the walls with charcoal including the face of the Laocoön which I knew very well. I also drew schetches that relate relating to the sculptures that today are located above the room, as well as other figures including the head of a horse.  Every so often Antonio Mini, one of my very good friends who knew I was there to bring me something to eat.

Things returned to normal for me when Pope Clement VII, a Medici, realized he still needed my art. This is what Vasari wrote in his book The Lives of the Artists: “Pope Clement made sure to find him, with strict orders to make him return to work in their chapel in San Lorenzo to complete the statues and keep the same pay as previously agreed”.  Before I came out of hiding made sure to cover all my charcoal drawings with layer of white paint not to have the prior of San Lorenzo end up in trouble for giving me a safe place to hide.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti & my stories

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