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Il ritrovamento della Madonna di Bruges e i Monuments Man

Trecentocinquanta persone di tredici differenti nazioni che niente avevano a che fare con la guerra e con le armi, si misero al servizio della Monuments Fine Arts and Archives degli eserciti alleati con lo scopo di recuperare il maggior numero possibile di capolavori trafugati, sepolti dalle macerie di un’Europa in fiamme o finiti chissà dove e chissà come.

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I cosiddetti Monuments Man erano donne e uomini archivisti, storici dell’arte, restauratori e archeologi che si spesero non poco per cercare le opere più preziose scomparse. Le armate tedesche, dopo aver invaso un nuovo paese, rubavano sistematicamente opere scultoree e dipinti. Per evitare questa razzia sistematica e per ritrovare i tesori trafugati, venne fondata la MFAA. Con il bombardamento su Milano dell’agosto del 1943 il Cenacolo di Leonardo aveva corso seri rischi e la costituzione di questo corpo fu quasi un modo per non dico scusarsi ma quasi.

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L’addestramento del gruppo iniziò nella primavera del ’44 in Inghilterra. Sbarcarono in Normandia assieme a tutte le altre truppe e si diressero verso gli edifici storici più importanti come castelli, musei, chiese e quant’altro. Dinnanzi a ogni edificio storico appendevano un cartello nel quale si intimava agli altri militari di rimanere alla larga.

Chiedevano notizie delle opere scomparse ai residenti, ai preti, ai funzionari dei musei e a coloro che fino a quel momento si erano occupati dei capolavori in questione, per cercare di comprendere come fossero scomparsi e dove potessero essere stati nascosti.

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Molte opere venivano nascoste all’interno del superbo castello di Neuschwanstein voluto da Re Ludwig II. Quando i Monuments Man varcarono le soglie di questo edificio si trovarono dinnanzi un quantitativo enorme di sculture, dipinti e preziosi oggetti da collezione. Impiegarono ben sei settimane per svuotarlo completamente.

Un altro luogo simbolo di raccolta delle opere trafugate fu la miniera di sale di Altaussee, a poca distanza da Salisburgo. Lì vennero nascosti 6500 opere fra dipinti, sculture, libri miniati e molti altri oggetti preziosi provenienti da ogni angolo d’Europa.

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Proprio in questa miniera era stata nascosta la mia Madonna di Bruges. Venne ritrovata chiusa in un cassone nel maggio del 1945e a poca distanza da lei c’erano anche il dipinto l’Astronomo di Veermeer letteralmente rubato al Louvre e altri preziosi capolavori.

Durante il ritrovamento, delle opere vennero alla luce anche diversi cassoni con la dicitura: “marmi, maneggiare con cautela”. In realtà al loro interno i Monuments Man trovarono degli ordigni che sarebbero fatti esplodere distruggendo tutte le opere in caso di disfatta: un’operazione folle che avrebbe distrutto per sempre secoli di storia dell’arte.

Le restituzioni delle opere ritrovate venne effettuata con non poche difficoltà all’interno di un’Europa devastata da anni di guerra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti quasi quotidiani

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