Quando andavo a comprare pietra serena in via Tornabuoni
Era il 1524 quando, dopo aver trovato un valido accordo con papa Clemente VII per l’ubicazione definitiva della Biblioteca Medicea Laurenziana, volli andare nella bottega di Gerardo di Michele di Settignano.
Era ubicata in Via Tornabuoni a Firenze e lì dentro si lavorava la pietra serena. Quella via che oggi è un susseguirsi di negozi di lusso, marchi di gioielleria e grandi firme, all’epoca era una via di botteghe artigianali.
Sapevo che Gerardo di Michele possedeva delle cave in cui veniva estraeva dell’ottima pietra serena, a grana molto sottile e senza difetti così andai da lui per discutere di affari.
Mi serviva un quantitativo considerevole di quel materiale per costruire la nuova biblioteca e lui mi propose un ottimo prezzo: venti soldi a carrata.
Era un affare d’oro: un prezzo così non lo avrebbe offerto a nessun altro. Ci conoscevamo da lungi e, in virtù del grande quantitativo che me ne serviva, mi propose pietra serena di qualità a un costo moderato.
Gherardo faceva parte di un’antica e nota famiglia di scalpellini di Settignano. Aveva la bottega a Firenze e le cave di proprietà all’estremità nord-occidentale di Settignano, su quell’altura nota con il nome di Poggio.
Ora dovete sapere che quelle cave confinavano con le più modeste proprietà di due miei stretti collaboratori: Sandro di Poggio e il fratello Topolino che supervisionavano per me i lavori di estrazione nelle cave di Carrara quando non potevo essere presente
Entrambi avevano stretti rapporti con Gherardo Michele da Settignano ma non solo. Due dei figli di quest’ultimo, Maso e Francesco lavoravano per me come scalpellini.
Addirittura avevo assunto Francesco a partire dal 1514 per apportare alcune migliorie al mio possedimento di Via Ghibellina, a Firenze.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti
When I went to buy pietra serena in via Tornabuoni
It was 1524 when, after having found a valid agreement with Pope Clement VII for the definitive location of the Laurentian Library, I wanted to go to the workshop of Gerardo di Michele di Settigano.
It was located in Via Tornabuoni in Florence and pietra serena was worked there. That street which today is a succession of luxury shops, jewelery brands and big names, at the time was a street of artisan shops.
I knew that Gerardo di Michele owned some quarries where excellent pietra serena was extracted, with a very fine grain and without defects and I went to him to discuss business.
I needed a considerable quantity of pietra serena to build the new library and he offered me an excellent price: twenty sous per truckload. It was a golden deal: he wouldn’t have offered a price like that to anyone else. We had known each other for a long time and, given the large quantity I needed, he offered me quality pietra serena at a moderate cost.
Gherardo was part of an ancient and well-known family of stonecutters from Settignano. He had his workshop in Florence and his own quarries at the north-western end of Settignano, on that hill known as Poggio.
Now you must know that those quarries bordered the more modest properties of two of my close collaborators: Sandro di Poggio and his brother Topolino who supervised the extraction work in the Carrara quarries for me when I couldn’t be present.
Both had close relationships with Gherardo Michele da Settignano but not only that. Two of the latter’s sons, Maso and Francesco, worked for me as stonecutters.
I had even hired Francesco starting from 1514 to make some improvements to my estate on Via Ghibellina, in Florence.
For the moment, your always Michelangelo Buonarroti and his stories

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