La Pietà Bandini presto verrà sottoposta a un accurato restauro a porte aperte nel Grande Museo del Duomo.
Il gruppo scolpito in un unico blocco di marmo di Carrara, fra l’altro di scarsa qualità, già dall’edizione Giuntina delle Vite del Vasari veniva definito come Pietà. Osservando bene però il gruppo delle figure quali il Cristo, la Madonna, Maddalena e Nicodemo, sembra più raffigurare una Deposizione dalla Croce.
Quanto mi fece ammattire quest’opera… un marmo duro come pochi: ogni volta che gli davo una scalpellata, si liberava nell’aria un nugolo di scintille. Pareva ferro quello, non marmo. A un certo punto, probabilmente a causa di una venatura di silicio, la gamba sinistra del Cristo si staccò di netto. Preso da un moto d’ira cominciai a colpire la scultura con un martello per distruggerla e la ridussi veramente male.
Fu Tiberio Calcagni a ripararla alla meno peggio con perni metallici e stuccature. Si occupò anche di integrare l’opera scolpendo cinque parti che erano andate perdute e proseguì l’esecuzione di alcune zone lasciate incompiute con risultati assai improbabili: guardate la povera Maddalena come me l’ha conciata.
La Pietà Bandini, dopo essere stata riassemblata alla meno peggio, fu messa in una vigna a Montecavallo. Potrà sembrarvi incredibile eppure il Vasari racconta che l’opera era stata messa proprio lì, nella proprietà di Pierantonio di Francesco Bandini, sul colle del Quirinale.
La Pietà Bandini che tante traversie ha passato, che ha subito non pochi spostamenti durante la sua esistenza e che i posteri hanno cercato di rendere più bella applicando cere e resine sulle rotture per attenuare la visibilità delle rotture, fra non molto sarà oggetto di un restauro al quale i visitatori potranno assistere durante la visita al Grande Museo del Duomo di Firenze.
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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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