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Un’occasione mancata per la Chiesa di Santa Croce

La Pietà Bandini, quella che oggi potete ammirare presso l’appena rinnovato Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, la scolpii in età avanzata. Non fu un’opera su commissione come tante ne avevo fatte fino ad allora, ma avrei voluto utilizzarla per la mia sepoltura.

La mia intenzione iniziale era quella di decorare un’intera cappella in Santa Croce la quale avrebbe accolto le spoglie mie e dei miei familiari. Ai frati francescani che la gestivano proposi di realizzare l’intera architettura di questa cappella e di decorarla con affreschi e sculture che avrebbero sorpreso, deliziato e meravigliato generazioni e generazioni di visitatori.

Il Varchi riporta puntualmente nelle sue carte che avrei dovuto ” farvi di mano sua tante, e tali Pitture, e Statue, e con tali, e tanti ornamenti, che i Forastieri, che passavano per Firenze, vorrebbono andare prima in Santa Croce, per vedere quella cappella, che dietro al palazzo de’ Signori, per vedere i Lioni”.

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I reggitori laici della fabbrica, detti Operai, mi ostacolarono in tutto e per tutto con un sacco di dinieghi e aggiungendo difficoltà al progetto già di suo laborioso. il loro fu un fatto di forza, volevano quasi mostrare quanto potere decisionale avessero su di me e sul mio operato ma avevano sbagliato soggetto. Non mi son mai piegato ai voleri dei committenti, figuriamoci se avrei chinato il capo dinnanzi agli Operai di Santa Croce. Fatto sta che alla fine mi innervosii parecchio e di quel progetto grandioso non se ne fece nulla.

Santa Croce sarebbe divenuta il cuore pulsante di Firenze e tutti coloro che sarebbero giunti in città non se ne sarebbero andati senza prima vedere quella meravigliosa cappella. La Pietà Bandini avrebbe trovato una degna collocazione in quella cappella ricca di dettagli.

Dopo quei dissidi però non misi più piede in Santa Croce se non da morto. Al Vasari infatti espressi il desiderio di essere sepolto in patria vicino al mi babbo che riposa da lungi nel chiostro di quella Chiesa, fonte di gioie e dolori.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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