Pietà Bandini: qualche dettaglio in più

A partire dal 1557, scalpellata dopo scalpellata, scolpii in un unico blocco alto 2,26 metri la Pietà che poi verrà chiamata successivamente Bandini o dell’Opera del Duomo.

Avevo raggiunto la ragguardevole età di ottant’anni ma sebbene mi mancassero parecchie cose, la forza per scalfire la dura pietra ancora non m’aveva abbandonato. Creare era il mio motore: già avevo guadagnato una ragguardevole fortuna ma non avevo mai cambiato il mio stile di vita parco.

Con la Pietà Bandini, in un primo momento pensata per la mia tomba, il Cristo è stato appena deposto dalla Croce e il suo corpo mobile ancora non è stato irrigidito dalla morte. Il peso lo fa scivolare verso il basso nonostante tutte le altre figure siano lì a sostenerlo.L’impressione che lo spettatore ha a prima vista è quella della vita che abbandona il corpo nonostante tutti gli sforzi compiuti da coloro che attorniano il Cristo. Sul suo torace c’è un laccio, una costante in molte opere mie.

Nel volto di Giuseppe di Arimatea è stato ravvisato un mio autoritratto. Se così fosse (è molto probabilmente è) me ne starei indifeso guardando rassegnato la morte che poco a poco mi sta portando via l’ultimo soffio vitale senza poter far niente.

Giuseppe di Arimatea, secondo i quattro Vangeli, è l’uomo che ottenne il permesso di avere il Corpo di Cristo e seppellirlo nel suo sepolcro, ovvero quello che già aveva acquistato per sé. Nell’opera è proprio questa figura emblematica a fare da sostegno all’intero complesso.

Sulla sinistra invece c’è la Maddalena che lasciai incompiuta e che Tiberio Calcagni, diversi anni dopo, decise di terminare ottenendo un risultato assai improbabile. La Maddalena appare assai diversa dalle altre figure sia per dimensioni che per stile.

Un viaggiatore francese che ebbe modo di vedermi lavorare: “Aveva superato il settantesimo anno e, benché non fosse molto forte, riusciva in un quarto d’ora a staccare dal blocco di marmo anche più frammenti di quanto non avrebbero saputo fare tre giovani scalpellini in un’ora intera.Chi non l’avesse visto con i propri occhi non ci avrebbe potuto credere. E si lanciava sul lavoro con talee impeto e fervore da far pensare che la scultura sarebbe andata presto in frantumi. Con un sol colpo buttava giù pezzi spessi tre o quattro dita, riuscendo a raggiungere esattamente il punto previsto, oltrepassando il quale si sarebbe rischiato di rovinare tutto”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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2 thoughts on “Pietà Bandini: qualche dettaglio in più

  1. E’ uno splendido buongiorno questo,lontano dalle brutture del nostro tempo, la mente ben si predispone alla giornata di fronte a questa straordinaria e ommovente rappresentazione e a leggere i pochi passi riguardanti tale creazione così pregna di entusiasmo si comprende ancor meglio la grandezza e la maestria del genio vostro…per nostra postera comune ricchezza,grazie

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