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Io, Raffaello e quel disegno alla Farnesina

Che fra me e Raffaello non scorresse buon sangue è vero. Amava per così dire prendere spunto dalle mie opere e la cosa certo non m’andava a genio. Se ne raccontano tante di cose che successero fra me e lui ma mica son tutte son vere.

La sapete quella della testa di fauno che gli disegnai fra gli affreschi della Villa Farnesina? E’ una storiella divertente e ve la voglio far conoscere anche se non ha alcun fondamento storico attendibile. Una sorta di leggenda metropolitana, alla stregua di quella che narra della martellata sul ginocchio che affibbiai al Mosè.

Ebbene, quando dal conclave uscì vittorioso Leone X, Raffaello già dal 1508 per conto di papa Giulio II, era impegnato a ultimare gli affreschi delle Stanze. Come è noto Giulio II odiava il predecessore Alessandro VI Borgia e non voleva certo dimorare negli appartamenti suoi, seppur erano stati riccamente decorati da Pinturicchio.

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Leone X invece volle commissionare a Raffaello, fra il 1514 e il 1515, i dieci cartoni per gli arazzi da sistemare nel primo registro della Cappella Sistina durante le cerimonie più solenni. Insomma, Raffaello era un artista molto ambito ma la sua spocchia e il suo modo di affrontare le cose non era certo di mio gradimento. Vivevamo in due mondi differenti che nemmeno sembravano potessero esistere in uno stesso universo. Lui sempre circondato dal lusso era un grande amante della bella vita mentre io preferivo starmene da solo e il mio stile di vita era sempre più simile a quello di un asceta, dedito a Cristo e al lavoro.

Nel 1518 Raffaello venne chiamato ad affrescare la Villa Farnesina del ricco banchiere Agostino Chigi. Si narra che tanto ero curioso di vedere questi suoi lavori che mi introdussi nella villa di nascosto. Pare non fossi resistito alla tentazione di rendergli noto che fossi stto lì e tracciai sulla parete ancora bianca la testa di un fauno usando il carboncino. Addirittura c’è chi dice che quel fauno fosse un mio autoritratto. Di questo episodio però non c’è traccia ma rimbalza solo da secoli di bocca in bocca. Insomma, una delle tante leggende. Prendetela per quella che è.

Il sempre vostro Michelangeo Buonarroti e i suoi racconti quotidiani.

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I, Raffaello and that drawing at the Farnesina

That good blood did not flow between me and Raphael is true. He loved, so to speak, take a cue from my works and I certainly did not like it. They tell a lot of things that happened between me and him but they are not all true.

Do you know that of the head of a faun that I drew between the frescoes of the Villa Farnesina? It’s a funny story and I want to let you know even if it has no reliable historical foundation. A sort of urban legend, like the one about the hammering on the knee that I gave to Moses.

Well, when the victorious Leo X came out of the conclave, Raphael as early as 1508 on behalf of Pope Julius II, was busy completing the frescoes in the rooms. As is well known, Giulio II hated his predecessor Alessandro VI Borgia and certainly did not want to stay in his apartments, even though they had been richly decorated by Pinturicchio.

Leo X instead commissioned to Raffaello, between 1514 and 1515, the ten cartoons for the tapestries to be placed in the first register of the Sistine Chapel during the most solemn ceremonies. In short, Raphael was a very sought-after artist, but his arrogance and his way of dealing with things was certainly not to my liking. We lived in two different worlds that did not even seem to exist in the same universe. He always surrounded by luxury was a great lover of good life while I preferred to stay alone and my lifestyle was more like an ascetic, dedicated to Christ and work.

In 1518 Raphael was called to fresco the Villa Farnesina of the rich banker Agostino Chigi. It is said that I was so curious to see these works that I entered the villa in secret. It seemed I had not resisted the temptation to make it known that I was there and I traced the head of a faun on the still white wall using charcoal. Even there are those who say that the faun was my self-portrait. But there is no trace of this episode, but it has bounced from centuries of mouth to mouth. In short, one of the many legends. Take it for what it is.

Your always Michelangeo Buonarroti and his daily stories.

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