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Crocifisso fra le poesie

Quello che vi propongo oggi è lo studio di un Crocifisso che tracciai in mezzo a frammenti poetici miei. La carta era un bene prezioso e ogni angolo vuoto era buono per scriverci o disegnarci sopra qualcosa.

La prima cosa che tracciai su questo foglio è proprio il Cristo Crocifisso usando il carboncino nero. Guardate l’insolita posa della testa appena accennata rivolta verso la sua destra e l’espressione che ha il volto.

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Le gambe dritte non rilassate e la posa della testa fa capire che anche questo, come altri miei Crocifissi, seppur sofferente è ancora vivo. Successivamente papa Paolo IV Carafa, nell’agosto del 1556, proibì categoricamente la rappresentazione del Cristo vivo in croce pur di darmi contro. M0aveva a schifo e volentieri m’avrebbe strinacchiato sul rogo: di tutta la vicenda ve ne ho parlato con dovizia di particolari QUA.

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I versi li scrissi successivamente e niente hanno a che fare con il disegno. Quelli più vicini al corpo di Cristo li cancellai mentre negli altri ancora visibili si legge Un altra sera che stasera piove/ e mal puo dir chi e spectato altrove.

Nella parte destra del foglio, vicino al bordo, sono scritte altre righe ma non sono di mano mia e si vede bene osservando la calligrafia.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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