Da novembre al Metropolitan di New York

Fra meno di un mese, il 13 novembre 2017, aprirà al pubblico quella che si preannuncia essere la più importante mostra che il Metropolitan di New York abbia mai dedicato a me

Michelangelo: divine Draftsman & Designer

Per l’occasione verranno esposti 150 disegni, tre sculture e diverse opere grafiche provenienti da ben 54 collezioni differenti sia europee che statunitensi. Il soggetto della mostra curata da Carmen C. Bambach, attuale direttrice del dipartimento di grafica del Metropolitan, è il disegno. Proprio dal disegno infatti hanno origine tutte le opere mie sia di pittura che di architettura e scultura. Un’importante occasione per vedere un gran numero di disegni miei che, per ragioni conservative, sono poco visibili abitualmente al grande pubblico se non appunto in opportunità come questa.

Dimenticavo, nel percorso dell’esposizione verrà inserita anche la nota tavola con le Tentazioni di Sant’Antonio, probabilmente il primo lavoro pittorico su supporto mobile arrivato fino a voi. Ha una storia particolare la realizzazione di questo dipinto che ha a che fare con lo studio dei pesci. Ve ne parlai qualche tempo fa qui.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta lasciandovi il video dell’anteprima nel quale a parlare è la curatrice della nuova mostra.

 

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Studi di una gamba e di un torso sullo stesso foglio

I disegni che vedete a seguire li tracciai sul recto e sul verso del medesimo foglio. Li realizzai nel periodo in cui ero tutto impegnato alla progettazione delle sculture che avrebbero poi decorato la Sagrestia Nuova. Entrambi sembrano studi dal vero e ricordano da vicino, soprattutto il disegno con la gamba destra piegata, il modello per il Dio Fluviale di Casa Buonarroti. Sotto la gamba c’è una scritta di mano mia “in fuora“. Proprio tenendo in considerazione del tipo di grafia di questa breve dicitura, il Wilde ha datato il disegno  fra il 1524 e il 1525…stesso periodo della realizzazione del modello del Dio Fluviale.

Il foglio appartiene al British Museum e fu uno di quelli venduti, mannaggia a loro, dai miei eredi. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni sopravvissuti al tempo e ai miei roghi.

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S’ogni nostro affetto al ciel dispiace, a che fin fatto arebbe il mondo Iddio?

  Ben può talor col mie ‘rdente desio
salir la speme e non esser fallace,
ché s’ogni nostro affetto al ciel dispiace,
a che fin fatto arebbe il mondo Iddio?
    Qual più giusta cagion dell’amart’io
è, che dar gloria a quella eterna pace
onde pende il divin che di te piace,
e c’ogni cor gentil fa casto e pio?
    Fallace speme ha sol l’amor che muore
con la beltà, c’ogni momento scema,
ond’è suggetta al variar d’un bel viso.
    Dolce è ben quella in un pudico core,
che per cangiar di scorza o d’ora strema
non manca, e qui caparra il paradiso.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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La piccola libreria dei volumi preziosi

Il progetto che avevo in mente per la realizzazione della Biblioteca Medicea Laurenziana non venne eseguito proprio esattamente così come l’avevo pensato io. Sapete che manca una parte? Per conservare i volumi più preziosi e rari avevo infatti ideato un luogo apposito, studiandolo nei minimi dettagli.

Avrebbe dovuto essere una sorta di “libreria secreta per tener certi libri più pretiosi degli altri” come scrissi in una lettera. Questo ambiente avrebbe dovuto essere posizionato all’estremità della Sala di Lettura, proprio in contrapposizione alla porta d’ingresso principale. La progettazione di questo locale riservato mi venne chiesta da papa Clemente VII il 12 aprile del 1525. Per la Biblioteca Medicea Laurenziana in precedenza avevo ideato una Cappella ma il papa preferì che al posto di quella mettessi una saletta nella quale conservare solo i volumi più preziosi.

Lo spazio disponibile per sviluppare la mia idea era molto contenuto anche perché verso sud non c’era possibilità d’espansione: c’era il muro della casa di Ilarione Martelli: mica potevo entrare nel salotto di casa sua sfondando la parete per far spazio ai tomi.

Questo progetto purtroppo venne accantonato e la piccola libreria segreta all’interno della Laurenziana mai vide la luce.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vi lascia con in progetto della stanza quasi segreta conservato presso Casa Buonarroti, a Firenze

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Pochi disegni preparatori rimasti

Sono pochi i disegni preparatori della volta della Sistina arrivati fino ai vostri giorni: secondo il calcolo di Hirst fatto nel 1992, sarebbero sessantasette sparpagliati in differenti musei del mondo. Eppure di lavoro ne feci molto prima di mettere mano ai colori: non mi riferisco esclusivamente alla preparazione dei cartoni ma anche a quegli studi degli atteggiamenti delle varie figure, alla composizione delle varie scene.

In molti credono, probabilmente a ragione, che non abbia mai sviluppato il progetto dell’intera volta ma che abbia proceduto campata dopo campata. Dei cartoni adoperati per lo spolvero o per le incisioni sull’intonaco fresco non ne è rimasto nessuno. Sono andati persi nel corso del tempo oppure li diedi in pasto alle fiamme con chissà quanti altri progetti e disegni? Chissà.

Gli studi rimasti con le storie della genesi o con gruppi di persone sono rarissimi. Fra gli studi preparatori più belli relativi alla volta che ancora potete ammirare c’è senza dubbio quello della Crocifissione di Aman conservato ad Haarlem, presso il Teylers Museum. Molto suggestivo anche l’Adamo del British Museum che poi mantenne quella posa originale anche nella porzione realizzata a buon fresco.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Enea che abbandona Didone

Oggi voglio proporvi questo disegno qua che non è certo uno dei più noti che realizzai. Si tratta di uno studio che adoperò poi Daniele da Volterra per realizzare un dipinto conservato presso una collezione privata svedese. L’opera sua pittorica raffigura il passo dell’Eneide nel quale Mercurio spinge Enea a lasciare il letto di Didone per guidare i troiani verso una nuova patria. Su questo gruppo che ideai per lui, Daniele apportò qualche modifica ma rimane comunque ben riconoscibile l’idea di fondo.

Lo studio è stato datato dal Berenson attorno al 1550.

Il disegno in questione proviene dalla collezione di Cristina di Svezia. Successivamente passò nelle mani del cardinale Azzolino, poi in quelle del principe di Odescalchi. Successivamente si trovata nella collezione appartenente al duca di Bracciano. Attualmente questo foglio è conservato presso il Teyler Museum di Harlem.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Le due Madonne del Louvre

Il foglio che vedete a seguire appartiene alle collezioni del Louvre. Ha una lunga storia alle spalle costituita da numerosi passaggi di proprietà. Apparteneva al Buontalenti che lo passò di nuovo ai miei successori. Gli eredi lo vendettero a Wicar che poi di nuovo lo cedette. Insomma, alla fine giunse al Louvre mediante la donazione fatta da Léon Bonnat nel 1912.

Nel foglio  sono raffigurate due Madonne tracciate prima a carboncino nero e successivamente ripassate con lo stilo con due inchiostri differenti. È possibile ipotizzare che qualcuno, anni addietro, abbia ben pensato di tagliare una porzione del foglio incidendo i contorni. La Madonna in alto che vedete capovolta è quella che probabilmente disegnai per prima. Ha anche l’Aureola: una particolarità che presenta solo la Madonna della Scala.

È stata datata fra il 1503 e il 1504 rapportando le due figure al Tondo Doni e al Tondo Pitti. La composizione di entrambi i gruppi fa pensare allo studio per un rilievo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Lo studio per un braccio al British

Il disegno che vedete a seguire è uno studio per la posizione di un braccio destro eseguito a carboncino. La mano è aperta e con il palmo rivolto verso l’alto e si nota un ripensamento nella posizione dell’avambraccio: prima lo pensai un po’ più piegato verso l’interno e alla fine optai per una maggiore apertura.

In questo disegno mi concentrai in maniera particolare sulle articolazioni e sul posizionamento naturale dei muscoli in quello specifico movimento dell’arto. Il fatto che abbia usato un modello maschile per studiare dal vero il braccio non significa che poi fosse davvero destinato a raffigurare un uomo. Ho sempre adoperato modelli maschili e poi apportavo le modifiche necessarie per renderli più femminili. Certo che avevo una visione tutta mia dell’universo femminile e ve ne ho lasciato esempi assai variegati.

Il disegno in questione, per altro ritagliato da un foglio molto più grande forse da me o da altri, è stato datato in un primo momento fra l 1534 e il 1541 e collegato direttamente al Giudizio Universale. Il Wilde però notò che non solo questo disegno non è stato tradotto in affresco nel Giudizio, ma che ricorda molto più da vicino gli ultimi miei studi ed è stato ridatato attorno al 1560.

Questo disegno appartiene alle collezioni del British Museum. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e i suoi disegni.

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A testa in su sì, sdraiato no

Fra le tante cose che si dicono di me, c’è anche quella che dipinsi parte della volta sistina sdraiato sui ponteggi. Mica vera questa cosa qua. Con la testa rivolta verso l’alto sì, affrescai grandi porzioni così ma sdraiato no.

Lavorare al centro della volta non fu facile ma a dirla tutta, durante quel lungo lavoro di semplice non ci fu proprio nulla: dai problemi iniziali relativi alle muffe fino alle liti col papa che ogni tanto si dimenticava di pagarmi, le tensioni con Bramante, Raffaello che copiava ogni nuova posa…insomma, ebbi parecchio da fare. Cascai anche giù dai ponteggi tanto per non farmi mancar nulla.

Alla fine venne un bel lavoro e il mio fisico ne pagò lo sotto. Scrisse in Condivi in merito alla questione: “Alla fine del lavoro, Michelangelo, che era stato tanto tempo in posizione malcomoda, con gli occhi alzati verso la volta. non riusciva più a vedere guardando all’ingiù, e per leggere uno scritto un po’ minuto doveva tenerlo sollevato con le braccia sopra il capo”:

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e con lo studio della mano di Aman.

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Studio per la Sibilla Eritrea

Il disegno che vedete a seguire è uno studio eseguito per il panneggio che copre le gambe della Sibilla Eritrea che è stato datato fra il 1508 e il 1512. La Eritrea manterrà poi negli affreschi della sistina quello stesso manto giallo ripiegato sulla gonna della veste verde.

Perché decisi di affrescare delle veggenti pagane in un luogo così sacro per la Chiesa? Tutte le sibille avevano profetizzato eventi strettamente collegati alla dottrina cattolica: c’era quella che aveva predetto la fine dei tempi alla stregua di Giovanni nell’Apocalisse, chi la nascita di Nostro Signore e chi, come l’Eritrea, profetizzò la Redenzione.

Non fui l’unico che inserì proprio questa sibilla fra i suoi lavori destinati a decorare gli ambienti ecclesiastici. Lo stesso personaggio venne riprodotto anche nel pavimento a intarsi di marmo nel duomo di Siena dedicata a Santa Maria Assunta e nei dipinti medioevali presenti nella superba cattedrale di Salisbury.

Il disegno che vi ho proposto oggi è uno dei pochi che realizzai e non bruciai, conservato preso il British Museum.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi disegni e i suoi discorsi

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