Lo studio per un braccio al British

Il disegno che vedete a seguire è uno studio per la posizione di un braccio destro eseguito a carboncino. La mano è aperta e con il palmo rivolto verso l’alto e si nota un ripensamento nella posizione dell’avambraccio: prima lo pensai un po’ più piegato verso l’interno e alla fine optai per una maggiore apertura.

In questo disegno mi concentrai in maniera particolare sulle articolazioni e sul posizionamento naturale dei muscoli in quello specifico movimento dell’arto. Il fatto che abbia usato un modello maschile per studiare dal vero il braccio non significa che poi fosse davvero destinato a raffigurare un uomo. Ho sempre adoperato modelli maschili e poi apportavo le modifiche necessarie per renderli più femminili. Certo che avevo una visione tutta mia dell’universo femminile e ve ne ho lasciato esempi assai variegati.

Il disegno in questione, per altro ritagliato da un foglio molto più grande forse da me o da altri, è stato datato in un primo momento fra l 1534 e il 1541 e collegato direttamente al Giudizio Universale. Il Wilde però notò che non solo questo disegno non è stato tradotto in affresco nel Giudizio, ma che ricorda molto più da vicino gli ultimi miei studi ed è stato ridatato attorno al 1560.

Questo disegno appartiene alle collezioni del British Museum. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e i suoi disegni.

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A testa in su sì, sdraiato no

Fra le tante cose che si dicono di me, c’è anche quella che dipinsi parte della volta sistina sdraiato sui ponteggi. Mica vera questa cosa qua. Con la testa rivolta verso l’alto sì, affrescai grandi porzioni così ma sdraiato no.

Lavorare al centro della volta non fu facile ma a dirla tutta, durante quel lungo lavoro di semplice non ci fu proprio nulla: dai problemi iniziali relativi alle muffe fino alle liti col papa che ogni tanto si dimenticava di pagarmi, le tensioni con Bramante, Raffaello che copiava ogni nuova posa…insomma, ebbi parecchio da fare. Cascai anche giù dai ponteggi tanto per non farmi mancar nulla.

Alla fine venne un bel lavoro e il mio fisico ne pagò lo sotto. Scrisse in Condivi in merito alla questione: “Alla fine del lavoro, Michelangelo, che era stato tanto tempo in posizione malcomoda, con gli occhi alzati verso la volta. non riusciva più a vedere guardando all’ingiù, e per leggere uno scritto un po’ minuto doveva tenerlo sollevato con le braccia sopra il capo”:

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e con lo studio della mano di Aman.

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Studio per la Sibilla Eritrea

Il disegno che vedete a seguire è uno studio eseguito per il panneggio che copre le gambe della Sibilla Eritrea che è stato datato fra il 1508 e il 1512. La Eritrea manterrà poi negli affreschi della sistina quello stesso manto giallo ripiegato sulla gonna della veste verde.

Perché decisi di affrescare delle veggenti pagane in un luogo così sacro per la Chiesa? Tutte le sibille avevano profetizzato eventi strettamente collegati alla dottrina cattolica: c’era quella che aveva predetto la fine dei tempi alla stregua di Giovanni nell’Apocalisse, chi la nascita di Nostro Signore e chi, come l’Eritrea, profetizzò la Redenzione.

Non fui l’unico che inserì proprio questa sibilla fra i suoi lavori destinati a decorare gli ambienti ecclesiastici. Lo stesso personaggio venne riprodotto anche nel pavimento a intarsi di marmo nel duomo di Siena dedicata a Santa Maria Assunta e nei dipinti medioevali presenti nella superba cattedrale di Salisbury.

Il disegno che vi ho proposto oggi è uno dei pochi che realizzai e non bruciai, conservato preso il British Museum.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi disegni e i suoi discorsi

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La testa del vecchio profeta

Cercando fra i miei disegni, stamani ho trovato questo che vedete a seguire. Pochi tratti mi bastarono per tracciare a carboncino questo volto meditabondo che pare stia ragionando sulle sorti del mondo. Si tratta di uno studio dal naturale caratterizzato da un tratteggio essenziale ma potente che riesce comunque a raccontare tutto ciò che volevo raccontare attraverso quegli occhi, quella bocca, quella faccia segnata dal tempo e dalle fatiche vissute.

Riuscite a riconoscere questo signore? Ebbene, adoperai lo schizzo per caratterizzare il profeta Zaccaria, nella volta della Cappella Sistina e con molta probabilità lo realizzai attorno al 1508. Sono tipici di quel periodo i miei disegni poco elaborati ma particolarmente espressivi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta…ah, a proposito, lo studio di Zaccaria fa parte del tesoro degli Uffizi, Firenze.

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Mostra in arrivo: Michelangelo e l’assedio di Firenze

Era il 12 agosto del 1530 quando Firenze s’arrese alle truppe imperiali dopo dieci mesi d’assedio. In quei giorni difficili, la città resistette anche grazie ai bastioni e alle protezioni che avevo organizzato nella zona di San Miniato: un punto strategico fondamentale per difendere la città dall’invasore.

La mostra a Casa Buonarroti

Questa premessa ve l’ho voluta fare per annunciarvi in pompa magna una mostra di prossima apertura a Firenze ovvero Michelangelo e l’assedio di Firenze (1529-1530). La mostra aprirà al pubblico il 21 giugno e chiuderà i battenti il 10 ottobre 2017, presso Casa Buonarroti a Firenze.

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La storia

Dopo essere già stato consultato in veste di architetto militare fra l’estate e l’autunno del 1528, con l’obbiettivo di rendere le fortificazioni di Firenze più resistenti, l’anno successivo venni nominato ufficialmente generale governatore et procuratore. Che abbia sempre parteggiato per la repubblica non è un mistero e con quell’incarico ebbi l’occasione di fare qualcosa di utile per la città.

Il percorso espositivo

Durante questi mesi di esposizione, potrete ammirare i venti disegni della collezione di Casa Buonarroti con i progetti per le fortificazioni. Quei progetti non vennero concretizzati sia per il poco tempo a disposizione che per gli elevatissimi costi. Nella mostra saranno presenti anche altri disegni, libri, dipinti e molto altro ancora per testimoniare il periodo dell’assedio e quello della seconda repubblica fiorentina.

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Durante l’assedio vennero realizzate parecchie opere pittoriche come la Sacra Famiglia di Andrea del Sarto e la Madonna col Bambino e San Giovannino, probabilmente dipinta dal Pontormo. Anche queste opere saranno presenti nella mostra Michelangelo e l’assedio di Firenze (1529-1530).

Informazioni varie 

Michelangelo e l’assedio di Firenze  (1529-1530)
a cura di Alessandro Cecchi
Firenze, Casa Buonarroti, 21 giugno-10 ottobre 2017

Biglietto d’ingresso
€ 6.50 intero; € 4.50 gruppi e scuole secondarie di secondo grado
€ 3.00 scuole primarie e secondarie di primo grado

Orario di apertura:
dalle 10.00 alle 17.00. Chiuso il martedì

Info: Casa Buonarroti, via Ghibellina, 70, Firenze, tel +39 055 241 752; fax + 39 055241698
fond@casabuonarroti.it
http://www.casabuonarroti.it/it/2017/05/15/michelangelo-e-lassedio-di-firenze/

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‘L desir d’ogni speme

Penso e ben so c’alcuna colpa preme,
occulta a me, lo spirto in gran martire;
privo dal senso e dal suo propio ardire
il cor di pace, e ‘l desir d’ogni speme.
    Ma chi è teco, Amor, che cosa teme
che grazia allenti inanzi al suo partire?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che stamani inizia la giornata con qualche suo verso antico.

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Adamo prima della vita

Fra gli studi più noti e amati arrivati fino a voi, c’è sicuramente quello di Adamo che sta per sfiorare la mano del Creatore. Appartiene alle collezioni del British Museum ed è stato datato attorno al 1511.

Studiai attentamente la posa di Adamo, definendo muscoli contratti e distesi seguendo le leggi della natura. Mi bastava avere fra le mani un pezzetto di sanguigna o di carboncino per meravigliare il mondo. Come sapete conoscevo a menadito le anatomie umane e le riproducevo in maniera impeccabile, senza sbagli grossolani.

Lo stupore che destò la volta svelata agli alti prelati fu enorme. Scrisse il Vasari “…e questo bastò per far rimanere le persone trasecolate e mutole”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con tutti i suoi disegni ammucchiati sul tavolo

 

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Allora il Signore plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente – Genesi 2,7

La Resurrezione prima del Giudizio

La figura del Cristo che risorge che vi propongo oggi è un disegno molto noto. Probabilmente è meno nota la sua destinazione già che avrebbe dovuto essere poi concretizzato in affresco al posto del soggetto che tutti conoscono ovvero il Giudizio Universale.

Il Cristo pare rispondere improvvisamente alla chiamata del Cielo che lo attende. Si eleva verso l’alto mentre il sudario crea una sorta di arco al di sopra della sua testa. Proprio l’atteggiamento ma anche i tratti che delineano la testa ricordano da vicino Giona, ovvero il profeta che si sarebbe trovato immediatamente sopra questa figura, una volta dipinto sulla parete dell’altare della Sistina.

Il disegno in questione si trova pressi la Royal Library del castello di Windsor, a Londra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi disegni

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Il vecchio pazzo che scrive sonetti: io

Dopotutto scrivere versi mi piaceva. E’ un po’ come riordinare i pensieri sulla carta, fermarli per sempre e tentare di capirli meglio. Molto più di un esercizio letterario ma una necessità per l’animo mio. Ne scrissi assai e forse chissà, qualcuno s’è perso nel tempo che tutto divora e dimentica.

“Voi direte ben ch’io sie vecchio e pazzo a voler far sonetti: ma perché molti dicono ch’io son rimbambito, ò voluto far l’uficio mio” scrissi al Vasari in una breve lettera i 19 settembre del 1544.

Ho scritto versi dedicati a chi non c’era più, a Dio, a Dante, agli amici più cari ma ho composto anche sonetti semplicemente per fissare sulla carta i sentimenti che mi passavano per la testa in quel dato momento. Se non li conoscete, iniziate a leggerli: potreste rimanere piacevolmente sorpresi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Sulle ali degli angeli e il cartonetto dell’Annunciazione

Tempo fa un lettore mi scrisse, dopo aver letto il post Angeli Senza Ali, che in realtà qualche angelo con alucce lo disegnai. A riprova di quanto sostenuto mi inviò qualche foto estrapolata da testi che presumo parlassero dei miei tanti lavori. Ebbene, mettendo da parte il fatto che nel post nemmeno menzionai i disegni, di quelli con le ali attribuiti a me non ce ne sono.

Già vi sento bofonchiare. Certo, ce n’è qualcuno ma la loro attribuzione è stata messa fortemente in discussione non da un qualsiasi biroldo ma da Charles del Tolnay. Dovete sapere che del Tolnay ha dedicato quasi tutta la vita a studiare l’opera mia e in maniera particolare i disegni. Quello che ha scritto e detto lui suoi disegni miei è divenuta una sorta di Bibbia che non può non essere considerata attendibile. Probabilmente anche nelle sue attribuzioni ci potrebbero essere delle imprecisioni, errori o datazioni non perfette ma non so se al mondo attualmente ci sia qualcuno che ha conoscenze maggiori di del Tolnay per poter togliermi o darmi l’attribuzione di un disegno.

Fatta questa lunga premessa vi propongo uno dei disegni con tanto di angelo alato attribuito a me dal Wilde ma fortemente messo in discussione da Charles del Tolnay. Si tratta del cartonetto dell’Annunciazione appartenente alle collezioni degli  Uffizi.

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Il foglio è formato da tre pezzi di carta ingiallita incollati fra di loro mentre il disegno è tracciato a carboncino nero.  Viene citato anche dal Vasari che lo riporta come un cartonetto eseguito per Marcello Venusti il quale lo adoperò per dipingere la tavola dell’Annunciazione per San Giovanni in Laterano.

Per realizzare il soggetto con molta probabilità l’ispirazione fu tratta da un sonetto della mia amica Vittoria Colonna: “che in quel virgineo cor sì ben s’impresse”.

La Madonna è in piedi dinnanzi al leggio e con le braccia aperte accoglie la Concezione. La scollatura dell’abito ricorda quella della Vergine nel Tondo Doni mentre la complicata acconciatura in qualche modo ricorda quelle che caratterizzano alcune Teste Divine.

L’angelo non arriva dall’alto ma entra correndo da una porta che si trova sul retro appena accennata. Con la mano sinistra sorregge un lembo di abito che forse già fa da culla al Bambino in arrivo.

La composizione generale, alcune caratteristiche che riportano direttamente al mio modo di realizzare le figure come l’idea di base, le posizioni di entrambe le mani dell’angelo annunciante e altri particolari non possono che far pensare a un lavoro mio. Tuttavia osservando a distanza ravvicinata il disegno si nota che i vari passaggi fra il chiaro e lo scuro sono molto secchi, che la forma del piede sinistro dell’angelo e che le mani di entrambi i soggetti non sono così ben condotte come ero solito fare io.

Dunque di chi è questo disegno? Probabilmente si tratta di una copia tratta da un mio disegno.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue discussioni sui disegni

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