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L’antica Farmacia di Santa Maria Novella

Immaginate di essere a Firenze e di poter fare un salto indietro nel tempo di ottocento anni, fino al 1221. Chissà com’erano i vicoli allora, quanti palazzo ancora dovevano essere edificati e quanti di quelli presenti poi verranno fagocitati dal corso della storia.

A pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Novella, al numero 16 di Via della Scala, c’è una delle più antiche farmacie esistenti e che continua a lavorare incessantemente: è l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella. E’ visitabile gratuitamente e chi lo desidera può acquistare i profumi o i preparati farmaceutici che produce.

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La lunga storia dell’antica Farmacia di Santa Maria Novella ebbe inizio l’11 novembre del 1221, quando i frati domenicani arrivati in città da Bologna, ottennero in concessione una piccola chiesetta fuori dalle mura di Firenze, la Santa Maria inter vienas.

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La Cappella di San Niccolò

Fra il 1332 e il 1334 il potente mercante Dardano Acciaioli si ammalò in modo piuttosto serio. Grazie alle attente cure dei frati domenicani di Santa Maria Novella che per lui prepararono estratti di uva ursina riuscì a guarire. Per ringraziare i frati l’Acciaioli volle finanziare la realizzazione della Cappella di San Niccolò che oggi è diventata la sala principale della farmacia museo di Via della Scala.

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Fu Damiano Beni a restaurare nel 1847, durante il Risorgimento, la cappella oramai sconsacrata trasformandolo nel salone che tutt’oggi è possibile ammirare. Il soffitto in stile gotico fu affrescato da Paolino sarti con le allegorie dei quattro continenti mentre gli arredi furono realizzato mantenendo fede alle linee trecentesche.

Sempre dell’epoca risorgimentale sono i due porta lampade in bronzo e le sculture in legno che alludono alla vita salubre con un diretto riferimento ai prodotti realizzati dalla Farmaceutica Santa Maria Novella.

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La sagrestia affrescata da Mariotto di Nardo di Cione

Uno degli ambienti di maggior pregio dell’Officina Farmaceutica è la Sagrestia dell’ex Cappella di San Niccolò, nota anche con il nome di Stanza delle Acque. Fin dal 1612 era il luogo all’interno del quale venivano conservate le acque distillate, conservate in ampolle di vetro oppure in recipienti di rame per la vendita sfusa.

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Questo ambiente deve il suo pregio al ciclo pittorico quattrocentesco attribuito a Mariotto di Nardo di Cione, appartenente alla scuola Giottesca. Il ciclo raffigura la Passione di Cristo ed è stato da poco restaurato dalla restauratrice Daniela Dini e dal suo team. Pensate che le pitture della volta erano state coperte completamente durante un intervento ottocentesco. Una vera follia.

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La produzione delle acque profumate

La prima testimonianza storica della produzione delle acque profumate risale al 1381 quando la peste nera aveva reso la vita particolarmente difficile non solo a Firenze ma in tutta Europa. I frati domenicani cominciarono a produrre acqua di rose che veniva usata per sanificare gli ambienti ma anche per tentare di curare le persone, facendola bere ai pazienti mescolata al vino.

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L’acqua della regina

Nel 1533 Caterina dei Medici si trasferisce in Francia per convolare a nozze con il futuro re Francesco I. Caterina decide di portare con se oltre a uno stuolo di dame, servitori e paggi, un profumiere. Era Renato del Bianco che a Parigi presto iniziò a essere chiamato René le Florentin esportando l’arte della profumeria fiorentina.

Proprio in occasione del matrimonio, Caterina commissionò la realizzazione di una essenza particolare: l’acqua della regina che tutt’oggi viene prodotta.

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Non perdete l’occasione di visitare l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella e di lascarvi coinvolgere dai suoi profumi, dai suoi allestimenti floreali e dalla sua lunghissima storia. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The old Pharmacy of Santa Maria Novella


Imagine being in Florence and being able to step back in time eight hundred years, up to 1221. Who knows what the alleys were like then, how many buildings still had to be built and how many of those present will then be swallowed up by the course of history.

A few steps from the Basilica of Santa Maria Novella, at number 16 in Via della Scala, there is one of the oldest existing pharmacies which continues to work incessantly: it is the Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella. It can be visited for free and those who wish can purchase the perfumes or pharmaceutical preparations it produces.

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The long history of the ancient Pharmacy of Santa Maria Novella began on 11 November 1221, when the Dominican friars who arrived in the city from Bologna obtained a concession for a small church outside the walls of Florence, the Santa Maria inter vienas.

The Chapel of San Niccolò

Between 1332 and 1334 the powerful merchant Dardano Acciaioli fell seriously ill. Thanks to the attentive care of the Dominican friars of Santa Maria Novella who prepared bearberry extracts for him, he was able to recover. To thank the friars, Acciaioli wanted to finance the construction of the Chapel of San Niccolò which today has become the main hall of the pharmacy museum in Via della Scala.

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It was Damiano Beni who restored the deconsecrated chapel in 1847 during the Risorgimento, transforming it into the hall that can still be admired today. The Gothic-style ceiling was frescoed by Paolino sarti with allegories of the four continents while the furnishings were made keeping faith with the fourteenth-century lines.

Also from the Risorgimento period are the two bronze lamp holders and the wooden sculptures that allude to healthy life with a direct reference to the products made by Farmaceutica Santa Maria Novella.

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The sacristy frescoed by Mariotto di Nardo di Cione

One of the most prestigious rooms of the Pharmaceutical Workshop is the Sacristy of the former Chapel of San Niccolò, also known as the Room of the Waters. Since 1612 it was the place where distilled waters were stored, stored in glass ampoules or in copper containers for sale in bulk.

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This environment owes its value to the fifteenth-century pictorial cycle attributed to Mariotto di Nardo di Cione, belonging to the Giottesca school. The cycle depicts the Passion of Christ and has recently been restored by the restorer Daniela Dini and her team. Just think that the paintings on the vault were completely covered during a nineteenth-century intervention. A real madness.

The production of scented waters

The first historical evidence of the production of perfumed waters dates back to 1381 when the black plague had made life particularly difficult not only in Florence but throughout Europe. The Dominican friars began to produce rose water which was used to sanitize the rooms but also to try to cure people, making patients drink it mixed with wine.

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The queen’s water

In 1533 Caterina dei Medici moved to France to get married with the future king Francesco I. Caterina decided to bring with her a perfumer, as well as a crowd of ladies, servants and pages. It was Renato del Bianco who in Paris soon began to be called René le Florentin exporting the art of Florentine perfumery.

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On the occasion of the wedding, Catherine commissioned the creation of a particular essence: the queen’s water which is still produced today.
Do not miss the opportunity to visit the Officina Profumo Farmaceutica of Santa Maria Novella and to let yourself be involved by its perfumes, its floral arrangements and its long history. For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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