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Natale: le natività più belle

Fra non molte ore sarà Natale: ne mancano davvero una manciata per celebrare la Natività di Nostro Signore. Per l’occasione voglio parlarvi di alcuni dipinti più o meno celebri che rappresentano quel 25 dicembre di tanti anni fa.

La prima che vi propongo è l’Adorazione dei pastori del Mantegna. È un dipinto di piccole dimensioni che fu commissionato all’artista da Borso Este fra il 1450 e il 1451. La Madonna al centro in ginocchio è in adorazione del Bambino mentre San Giuseppe appare stanco e dormiente, quasi come se il Figliolo l’avesse partorito lui. Due umili pastori si inginocchiano omaggiando così il Bambinello. Vi siete mai domandati perché i pastori non mancano mai nelle scene della Natività? A parte il fatto che ovviamente saranno effettivamente andate a rendere omaggio a una nascita così importante, i pastori in qualche modo simboleggiano la missione di Cristo sulla terra ovvero l’essere pastore delle genti.

“Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto all’albergo”. Così riporta il Vangelo di Luca e così dipinge Sandro Botticelli.

La Natività Mistica è un dipinto a olio su tela, oggi conservato presso la National Gallery di Londra. Botticelli ha raffigurato Maria e Giuseppe in adorazione del Bambino, assieme ai pastori e ai Magi. Un coro di Angeli osserva la scena dall’alto . In basso non è difficile notare la presenza di demoni che scappano dalla vista del salvatore appena nato.

La Natività di Lorenzo Lotto è del 1523. Il pittore adoperò una piccola tavola per realizzarla e oggi si trova a Washington. Un dipinto molto intimo, realizzato per devozione privata. Osservando l’opera si ha l’impressione di trovarsi direttamente all’interno della scena, quasi come se fossimo pastori in adorazione.

Fra le Natività che preferisco c’è sicuramente quella del Correggio nota con il nome de La notte. Antonio Allegri da Correggio può essere datata attorno agli anni Trenta del Cinquecento e potete ammirarla con i vostri occhi alla Gemäldegalerie di Dresda. Un’opera che ha sempre affascinato, sin dal momento in cui venne consegnata al committente. La fonte di luce che illumina l’opera arriva dal Bambino appena nato. Un dipinto straordinario che lascia stupiti per il suo realismo. Pure il Vasari ebbe per questa Natività una grande ammirazione tanto da scrivere “èvvi un coro di Angeli sopra la capanna che cantano, che son tanto ben fatti che par che siano più tosto piovuti dal cielo che fatti dalla mano d’un pittore”.

Un’altra superba Natività che ha molte affinità con quella che vi ho appena proposto, è quella di Gherardo delle Notti, al secolo Gerrit van Honthorst. È un dipinto a olio su tela particolarmente suggestivo e anche in questo caso la luce che c’è è quella che irradia il Bambino illuminando i volti di Maria in adorazione di San Giuseppe e degli Angeli. L’opera appartiene alla Galleria degli Uffizi. La Madonna sembra voler avvolgere nel panno il Salvatore appena nato o forse si ripara solo in parte dalla luce così forte che irradia. Bellissimo, vero?

Per il momento non mi rimane altro che augurarvi un Buon Natale con la speranza vi porti un po’ di serenità…la serenità sembra roba da poco ma invece è quel che ci vorrebbe a tutti. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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