La Madonna con Bambino è uno dei disegni miei più noti. Dato che non avevo a disposizione un foglio assai grande, ne incollai due più piccoli. La carta era un bene preziosissimo e non sempre avevo sottomano tutti i fogli che avrei voluto…e poi dopotutto perché mai sprecarla.
Spesso il disegno viene definito cartonetto o cartone ma non è un disegno preparatorio di qualche opera mia nota e nemmeno destinata a qualche amico. Pare quasi sia un momento mio di riflessione trasposto su carta su rapporto madre e figlio. Osservando da vicino il disegno si nota che in un primo momento avevo tracciato un volto posizionato in modo differente: la Madre infatti in quei primi accenni guardava diretta il Figlio. Poi ci ripensai le le voltai il capo distogliendo lo sguardo dal Pargoletto.
Nelle mie opere è una costante con rarissime eccezioni: la Vergine non guarda il Bambino nemmeno quando lo allatta. Mira lontano, perde lo sguardo nel vuoto quasi sapesse già cosa accadrà negli anni a venire a Cristo.
Già nella prima opera scultorea arrivata fino ai vostri tempi, la Madonna della Scala, la Protagonista guarda oltre senza soffermarsi con lo sguardo sul Bambino. La sua espressione seria e malinconica poi racconta diretta al cuore, senza passare per l’utilizzo talvolta inopportuno della parola.
Molto somiglia questo disegno mio di Casa Buonarroti alla scultura della Madonna Medici ed è per questo che il foglio è stato datato attorno al 1525… lo stesso periodo in cui ero impegnato con i lavori della Sagrestia Nuova.
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Come accennato, il disegno appartiene praticamente da sempre alle collezioni di Casa Buonarroti. Michelangelo il Giovane lo aveva collocato all’interno della Camera degli Angioli, al piano nobiliare. Attualmente è conservato al riparo degli effetti delle prolungate esposizioni ma di tanto in tanto è possibile vederlo in mostre in giro per il mondo oppure durante le rotazioni dei disegni esposti nella stessa Casa Buonarroti.
Guardando questo lavoro mio mi rivengono in mente le parole del Vasari: “…si dispose mandare in terra unno spirito, che universalmente in ciascheduna arte et in ogni professione fusse abile, operando per sè solo a mostrare che cosa sia la perfezione dell’arte del disegno nel lineare, dintornare, ombrare e lumeggiare, per dare rilievo alle cose di pittura, e con retto giudizio operare nella scultura e rendere le abitazioni commode e sicure, sane, allegre, proporzionate e ricche di varii ornamenti nell’architettura…”
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti
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