‘L desir d’ogni speme

Penso e ben so c’alcuna colpa preme,
occulta a me, lo spirto in gran martire;
privo dal senso e dal suo propio ardire
il cor di pace, e ‘l desir d’ogni speme.
    Ma chi è teco, Amor, che cosa teme
che grazia allenti inanzi al suo partire?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che stamani inizia la giornata con qualche suo verso antico.

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Realizzare l’impossibile

“Prima o poi, però, giunge il giorno in cui bisogna realizzarlo, l’impossibile… E dipingere il Giudizio Universale nella Cappella Sistina, per esempio… Una cosa impossibile per miliardi di uomini, proprio come redimere il mondo… Eppure ogni tanto spunta fuori qualcuno che lo realizza, l’impossibile…” Sàndor Màrai, Il sangue di San Gennaro

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che fra una lettura e l’altra prova a mettere insieme due righe che abbiano un senso compiuto…è il foglio bianco che mi frega

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Siamo terra al sole di vita priva

Chiunche nasce a morte arriva
nel fuggir del tempo; e ‘l sole
niuna cosa lascia viva.
Manca il dolce e quel che dole
e gl’ingegni e le parole;
e le nostre antiche prole
al sole ombre, al vento un fummo.
    Come voi uomini fummo,
lieti e tristi, come siete;
e or siàn, come vedete,
terra al sol, di vita priva.
    Ogni cosa a morte arriva.
    Già fur gli occhi nostri interi
con la luce in ogni speco;
or son voti, orrendi e neri,
e ciò porta il tempo seco.

Il vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi versi

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Il don de’ doni

   Non è più bassa o vil cosa terrena
che quel che, senza te, mi sento e sono,
onde a l’alto desir chiede perdono
la debile mie propia e stanca lena.
    Deh, porgi, Signor mio, quella catena
che seco annoda ogni celeste dono:
la fede, dico, a che mi stringo e sprono;
né, mie colpa, n’ho grazia intiera e piena.
    Tanto mi fie maggior, quante più raro
il don de’ doni, e maggior fia se, senza,
pace e contento il mondo in sé non have.
    Po’ che non fusti del tuo sangue avaro,
che sarà di tal don la tuo clemenza,
se ‘l ciel non s’apre a noi con altra chiave?

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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That gift of gifts

There’s not on earth a thing more vile and base
Than, lacking Thee, I feel myself to be:
For pardon prays my own debility,
Yearning in vain to lift me to Thy face.

Stretch to me, Lord, that chain whose links enlace
All heavenly gifts and all felicity-
Faith, whereunto I strive perpetually,
Yet cannot find (my fault) her perfect grace.

That gift of gifts, the rarer ‘tis, the more
I count it great; more great, because to earth
Without it neither peace nor joy is given.

If Thou Thy blood so lovingly didst pour,
Let not that bounty fail or suffer dearth,
Withholding Faith that opes the doors of heaven.

Yours Michelangelo Buonarroti

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A novembre in mostra al Metropolitan

“Michelangelo: Divine Draftman and Designer” così si chiamerà la prossima mostra dedicata a me al Metropolitan Museum che aprirà i battenti il 13 novembre 2017. Si preannuncia come la più grande mostra che il Met mi abbia mai dedicato e staremo a vedere se davvero sarà così. Fatto sta che le premesse ci sono e speriamo le aspettative non vengano deluse.

La mostra curata da Carmen Bambach presenterà circa 150 disegni miei, tre sculture che per il momento il Metropolitan non dice quali saranno e le Tentazioni di Sant’Antonio. I prestiti internazionali che arriveranno a New York saranno molti, compresa la serie completa di disegni che realizzai per Tommaso de’ Cavalieri. Questi disegni raramente vengono esposti al pubblico per ragioni conservative e sarà un’ottima occasione per vederli per il pubblico.

Nel percorso espositivo verranno mostrate anche opere di altri artisti a me affini per diverse ragioni.

La mostra “Michelangelo: Divine Draftman and Designer” verrà inaugurata il 13 novembre 2017 e proseguirà fino al 12 febbraio 2018. Il Metropolitan non ha fornito per il momento ulteriori dettagli relativi all’esposizione se non che i visitatori potranno condividere la loro esperienza durante il percorso espositivo adoperando l’hashtag #MetMichelangelo.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta. Sicuramente fra i 150 disegni esposti ci sarà quello degli arcieri dato che è già stato scelto per metterlo nella copertina del catalogo.

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Alla National Gallery con Sebastiano del Piombo

Fra le mostre più interessanti e appassionanti del momento che mi riguardano da vicino vale la pena menzionare quella che si sta svolgendo alla National Gallery di Londra

“Michelangelo e Sebastiano: un incontro di idee”

Ve ne avevo già parlato prima che aprisse i battenti un po’ di tempo fa ma voglio riproporvela visto che avete tempo fino al 25 Giugno 2017 per andarla a vedere. Dal giorno dell’inaugurazione a oggi, l’esposizione ha collezionato un gran numero di visitatori provenienti da ogni angolo del pianeta.

La mostra è stata allestita con l’intenzione di proporre al grande pubblico il rapporto artistico ma anche di amicizia che legava me e Sebastiano Luciani, più noto alle cronache come Sebastiano del Piombo.

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Oltre 25 anni di relazione presentata attraverso disegni, lettere, dipinti e sculture. Ebbi la sorte di conoscere Sebastiano nel 1511, quando ero tutto intento a affrescare la volta della Cappella Sistina.

Nel percorso espositivo vi ritroverete ad osservare a distanza ravvicinata opere come la prima versione del mio Cristo Portacroce che abbandonai per quella brutta venatura nera sul viso ma anche la Pietà di Viterbo che diede proprio l’avvio alla nostra collaborazione artistica. Molto bella la ricostruzione che è stata fatta della Cappella Borgherini di San Pietro in Montorio a Roma che venne affrescata da Sebastiano su schizzi che gli fornii io.

La mostra “Michelangelo e Sebastiano: un incontro di idee” è accessibile quotidianamente dalle ore 10.00 alle 18.00 e il venerdì fino alle ore 21.00. Il biglietto intero ha un costo di 16.50 sterline. Se vi trovate a Londra non perdete l’occasione di vederla e se abitate lontano fateci un pensierino: questa esposizione val bene un viaggetto fino alla capitale della Gran Bretagna.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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I’ conosco e’ mie danni

La ragion meco si lamenta e dole,
parte ch’i’ spero amando esser felice;
con forti esempli e con vere parole
la mie vergogna mi rammenta e dice:
    – Che ne riportera’ dal vivo sole
altro che morte? e non come fenice. –
Ma poco giova, ché chi cader vuole,
non basta l’altru’ man pront’ e vittrice.
    I’ conosco e’ mie danni, e ‘l vero intendo;
dall’altra banda albergo un altro core,
che più m’uccide dove più m’arrendo.
    In mezzo di duo mort’ è ‘l mie signore:
questa non voglio e questa non comprendo:
così sospeso, el corpo e l’alma muore.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di Christian Maidana

I know my doom

Reason laments and grieves full sore with me,
The while I hope by loving to be blest;
With precepts sound and true philosophy
My shame she quickens thus within my breast:
‘What else but death will that sun deal to thee-
Nor like the phoenix in her flaming nest?’
Yet nought avails this wise morality;
No hand can save a suicide confessed.
I know my doom; the truth I apprehend:
But on the other side my traitorous heart
Slays me whene’er to wisdom’s words I bend.
Between two deaths my lady stands apart:
This death I dread; that none can comprehend.
In this suspense body and soul must part.

Yours Michelangelo Buonarroti

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Tu sei legno e fuoco

Di te me veggo e di lontan mi chiamo
per appressarm’al ciel dond’io derivo,
e per le spezie all’esca a te arrivo,
come pesce per fil tirato all’amo.
    E perc’un cor fra dua fa picciol segno
di vita, a te s’è dato ambo le parti;
ond’io resto, tu ‘l sai, quant’io son, poco.
    E perc’un’alma infra duo va ‘l più degno,
m’è forza, s’i’ voglio esser, sempre amarti;
ch’i’ son sol legno, e tu se’ legno e foco.

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You’re wood, but gloriously aflame

Seeing I’m yours, I rouse me from afar

to come near the heaven I owe my being to.

With your alure the bait, I’m drawn to you,

tugged, as with hook and line poor fishes are.

And, as a heart torn two ways fails to show

much sign of life, to you both halves are given,

which leaves me poor – that’s saying: much the same.

Souls, offered a chioce, pick out the worthiest, so

not loving you’s not life; that’s how I’m riven.

I’m wood. You’re wood, but gloriously aflame.

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Ritorno alle cave di Fantiscritti

Stamani c’era un bel soletto e, siccome non avevo voglia di rimanere tutto il giorno chiuso dentro Santa Croce a rimuginare sulle mie carte, sono tornato alle cave di Fantiscritti in quel di Carrara.

Pensate un po’, arrivai per la prima volta a Fantiscritti poco più che ventenne, alla ricerca di un buon blocco per la Pietà Vaticana commissionatami dal cardinale Jean de Bilhères, ambasciatore del re di Francia Carlo VIII presso papa Alessandro VI. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata davvero molta: l’aspetto delle cave è assai cambiato, son cambiati i metodi di estrazione e pure quelli di trasporto.

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Se volete avere idea di come fosse la vita di cava e dei cavatori fino agli anni Sessanta, vi consiglio di visitare l’interessante Cava Museo Fantiscritti. Questo museo a cielo aperto è stato creato da Walter Danesi che per anni si è dedicato a raccogliere materiale di epoche più o meno remote attinente al mondo delle cave e dei cavatori. Walter adesso è anziano e a proseguire la sua importante opera di memoria e divulgazione proseguono i posteri con impegno, gentilezza e professionalità.

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Ogni singolo oggetto ha una storia incredibile alle spalle, una storia fatta di eroi del quotidiano, forza, tenacia e di quel coraggio che ha solo chi non alternative fra il morir di stenti e il cercare di non morir di fatica.

Si fa fatica a non emozionarsi davanti a certi oggetti che raccontano senza parlare la vita di chi per anni li ha adoperati. Mazzuoli usurati, canapi, blocchi tagliati dalla montagna senza alcuno strumento tecnologico, la buccina che suonava prima delle mine, la sirena che annunciava la morte di un cavatore durante il lavoro…

All’interno della Cava Museo Fantiscritti è stata ricreata una casa che poteva essere benissimo quella di qualsiasi cavatore. Al suo interno ci sono gli arredi del tempo e tutti quegli oggetti indispensabili per lavorare, cucinare e dormire.

Custoditi in una teca di vetro i gioielli più preziosi: un paio di scarponi chiodati. Consumati fino all’inverosimile, aggiustati alla meno peggio con del filo di ferro e bucati in ogni dove. Walter, omonimo del nonno che ha creato pezzo dopo pezzo il museo, m’ha raccontato che per comprare un paio di scarponi nuovi serviva la paga di quindici giorni di lavoro, né più né meno. Il povero cavatore, povero di soldi ma ricco di spirito, preferì andare a lavorare fino all’ultimo con quegli scarponi rattoppati: i soldi gli servivano per far studiare i figli, non c’era nemmeno una lira in più da spendere. Ecco, oggi entrambi i figlioli son laureati e non è cosa da poco.

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Se avete occasione di venire in Toscana non perdete l’occasione di visitare questo importante museo: vi emozionerete. Cliccate qua per collegarvi direttamente al sito Cave Museo Fantiscritti di Carrara.

Per chi desidera prenotare un soggiorno nella città per poi avventurarsi alla scoperta delle cave, lo può fare prenotando qui il pernottamento.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che stamani era in trasferta. Ah, un’ultima cosa: su Youtube trovate un bel video girato presso la Cava Museo Fantiscritti: cliccate qui

 

 

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Crudele, acerbo e dispietato core

 Crudele, acerbo e dispietato core,
vestito di dolcezza e d’amar pieno,
tuo fede al tempo nasce, e dura meno
c’al dolce verno non fa ciascun fiore.
    Muovesi ‘l tempo, e compartisce l’ore
al viver nostr’un pessimo veneno;
lu’ come falce e no’ siàn come fieno,
. . . . . . . . . . . . . .
    La fede è corta e la beltà non dura,
ma di par seco par che si consumi,
come ‘l peccato tuo vuol de’ mie danni.
. . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . .
sempre fra noi fare’ con tutti gli anni.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Rancorous heart, cruel, pitiless, though showing

Rancorous heart, cruel, pitiless, though showing

what looks like sweetness – but the bitter core!

Your faith! as changeable as time, no more

likely to last than any springtime flower.

Time moves and doles itself out, hour by hour;

no deadlier poison in our lives! Or say

it’s like the sickle and we’re like the hay

………………………….

Taith is soon over. And no beauty lasts,

but, rapidly as faith does, wears away,

just as your sin would have my trubles fly

……………………..

……………………….

do with us always as the years go by.

Yours Michelangelo Buonarroti

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