Il baccanale dei putti

Il Baccanale dei Putti è uno dei disegni più bizzarri e insoliti che realizzai. Il committente? Nessuno: fu uno di quelli che regalai a Tommaso de’ Cavalieri. Non vi dico quanti esperti nel corso degli anni abbiano provato a leggerne il significato e chissà se davvero alla fine qualcuno ci sia riuscito o ci riuscirà in futuro.

Il disegno raffigura diverse scene nelle quali i protagonisti sono sempre dei putti ad eccezione dei due soli adulti che si trovano nella parte più bassa. il soggetto raffigura un rito pagano dionisiaco in piena regola. C’è la mescita del vino in alto a destra, al centro il sacrificio di un cavallo e la cottura della carne in un pentolone un po’ più a sinistra.

Nella fascia bassa del disegno una vecchia allatta un putto mentre davanti a sé, sopra una tovaglia, sono posizionati un teschio, un’anfora e una coppa oramai vuota.  A poca distanza un putto sorregge il mantello a un uomo sbronzo mezzo addormentato: non è così semplice capire se lo stia coprendo oppure se voglia svelare le sue nudità.

Le interpretazione del disegno, come detto prima, sono varie e tutte peraltro plausibili. Ce n’è una che mi piace in particolare ed è quella proposta dalla Acidini. L’opera a suo dire raffigurerebbe “la fallacia dei piaceri carnali, che già mentre si godono sono ingannevoli, e quando poi si esauriscono lasciano dietro di sé carestia, accidia, disordine dei sensi e altri vizi”.

Il Baccanale dei Putti è uno dei disegni più preziosi conservati presso la Royal Library del castello di Windsor, Londra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi disegni

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Bacchanalia of Children

The Bacchanalia of Children is one of the most bizarre and unusual designs that I created. The commissioner? No one.  It was one of those drawings I gave Tommaso de ‘Cavalieri.  I can’t tell you haow many experts have tried to understand its meaning and who knows if someone has or ever will.

The drawing depicts several scenes in which the main figures are always the children with the exception of only two adults who are in the lower part.  The drawing focuses on a pagan feast dedicated to Dionysus at its peak. There is the pouring of the wine into servings at the top right, in the middle the sacrifice of a horse and the cooking of it to its left.

In the lower part of the drawing there’s an old lady giving her breast milk to a child and placed in front of them is a tablecloth with a skull, an amphora and an empty glass of wine. Close to them is a cherub holding a mantle  over an almost slepping drunk: we honestly don’t know if the child is covering him or wanting to reveal his nudity.

The meaning of the drawing, as mentioned before are many and all of which questionable. There’s one interpretation that I like which was written by Acidini. The work of art he said represents “the false idea of carnal pleasures, which while enjoying them are already deceiving…. and when done leave you with wanting more, a feeling of sloth & disorder as well as other vices.”

The Bacchanalia of the Children is one of the most precious drawings preserved in the Royal Library at Windsor Castle

Truly yours, Michelangelo Buonarroti & my drawings.

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Versi per il Vasari

All’amico mio caro Giorgio Vasari e per la sua più grande opera de Le Vite.

Se con lo stile o coi colori avete
alla natura pareggiato l’arte,
anzi a quella scemato il pregio in parte,
che ‘l bel di lei più bello a noi rendete,
poi che con dotta man posto vi sete
a più degno lavoro, a vergar carte,
quel che vi manca, a lei di pregio in parte,
nel dar vita ad altrui, tutta togliete.
Che se secolo alcuno omai contese
in far bell’opre, almen cedale, poi
che convien c’al prescritto fine arrive.
Or le memorie altrui, già spente, accese
tornando, fate or che fien quelle e voi
malgrado d’esse, etternalmente vive.

Michelangelo Buonarroti

To friend Giorgio Vasari, on the Lives of the painters.

With pencil and with palette hitherto

you made your art high Nature’s paragon;

nay more, from Nature her own prize you won,

making what she made fair more fair to view.

Now that your learned hand with labour new

of pen and ink a worthier work hath done,

what erst yoi lacked, what still remained her own,

the power of giving life, is gained for you.

If men in any age with Nature vied

in beauteous workmanship, they had to yield

when to the fated end years brought their name.

You, reilluming memories that died,

in spite of Time and Nature have revealed

for them and for yourself eternal fame.

Michelangelo Buonarroti

giorno

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No, non è mio

Spesso mi capita di vedere opere che vengono spacciate per mie ma che in realtà nemmeno si avvicinano lontanamente ai capolavori che realizzai. In particolare c’è un Apollo che viene spudoratamente affibbiato a me costantemente.

Lo vedo girare spesso su Instagram, Pinterest e su qualche fantomatico blog. Qualche giorno fa è stato postato da una pagina Facebook dedicata all’arte con più di 500.000 followers e mi ci hanno pure taggato sopra. Il brutto è che non ho letto nessun commento in merito del tipo “l’Apollo di Michelangelo ha tutt’altro aspetto”.

No, questo coso qui non è opera mia e non solo…guardatelo bene: nemmeno è marmo. E’ palesemente un gesso di moderna fattura. Spargete la voce e se vi capitasse di vederlo circolare, commentate suggerendo a chi lo posta che io, con quel coso lì, non c’entro proprio nulla.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Prima domenica del mese: musei statali gratis

Oggi, 5 marzo, è la prima domenica del mese. Approfittate di questa giornata per andare a visitare senza pagare nemmeno un fiorino i musei statali o le aree archeologiche che vi stanno a cuore, quelli che non avete mai visto e quelli che nonostante li abbiate visti tante volte, ancora non smettono di stupirvi ed emozionarvi.

Regalatevi una giornata in mezzo alla bellezza per ristorare l’anima e concedervi un momento di pausa in mezzo a meravigliose opere.

Ancora in casa? Uscite e tornate solo stasera un po’ più ricchi di prima.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Il restauro della Pietà Rondanini

La Pietà Rondanini è l’ultima opera alla quale misi mano. Iniziai a lavorarci nel 1552 ma un paio d’anni più tardi, come già avevo fatto anni prima per il Mosè, decisi di stravolgere il complesso scultoreo in corso d’opera. Dal corpo della Madre ricavai quello del Figlio creando qualcosa di unico e fino allora mai visto. L’opera non è conclusa: la morte mi raggiunse prima di poter finire il lavoro come volevo io.

Continuai a lavorare con martello e scalpello fino alla fine dei miei giorni con un vigore e una passione che spesso vedo mancare nei giovanotti d’oggi.

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Nel 1999 si decise di avviare un progetto di manutenzione straordinaria per eliminare gli accumuli di sporcizia che con il tempo avevano oscurato la superficie del marmo, annullando di fatto i giochi di luce e ombra che io avevo creato.

Le indagini diagnostiche preliminari iniziarono nel 1999 e il restauro vene portato a termine nel 2005. Le indagini e il restauro sono stati condotti dall’Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei Beni Culturali, da numerosi ricercatori e dall’Istituto Centrale del Restauro.

Dopo aver effettuato un scrupolosa osservazione delle superfici da pulire e dopo aver effettuato una serie di studi approfonditi nonché una raccolta di campioni di tutte quelle sostanze che non erano di natura calcarea, venne iniziato l’intervento di restauro.

La pulitura è servita per rimuovere accuratamente quella patina formatasi in secoli di storia che oscurava tutta la superficie della Pietà. Nel corso dei secoli passati la mia Pietà, per fortuna, non era mai stata sottoposta a pesanti e errati interventi di restauro che potessero complicare il lavoro dei restauratori come invece è accaduto per altre opere mie come gli affreschi della Sistina e il David.

In occasione dell’ultimo trasloco della Pietà Rondanini, che è stata spostata dal museo del Castello Sforzesco all’ospedale spagnolo dello stesso, la Pietà è stata sottoposta a una pulitura pi leggera, eseguita secondo il protocollo che era stato stabilito durante il precedente restauro. Se volete vedere un interessante video della Pietà Rondanini durante il restauro, cliccate qui .

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta e se ne va a fare una passeggiata sotto la pioggia nemmeno fossi Fred Astaire.

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Nuova veste grafica per questo anniversario

Per questo anniversario della mia dipartita dal vostro mondo mi sono messo al lavoro per creare una nuova veste grafica al mio blog. Se durante questi giorni vedrete cambiarlo diverse volte non spaventatevi, sono io che dall’alto della mia ignoranza telematica armeggio, sbaglio, correggo e magari commetto errori più grandi di quelli precedenti. Abbiate pazienza, sono nato secoli fa e morto parecchio prima dell’arrivo di queste nuove tecnologie.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti alle prese con le tecnologie di ultima generazione. Vi saluto con il busto che mi fece Daniele da Volterra

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Il naso del David

Ormai avevo quasi terminato il David e di lì a poco tutti avrebbero potuto vederlo da ogni angolatura. Pier Soderini, l’allora gonfaloniere della repubblica fiorentina, venne a farmi visita al cantiere per osservare l’opera in anteprima e dire la sua.

La guardò per un po’ senza pronunciar parola poi, con un dito, indicò il naso esclamando una cosa del tipo “quel naso, troppo grande e sproporzionato. Michelangelo, suvvia dagli un’aggiustata che così non può andare”.

Senza dare troppo nell’occhio presi una manciata di polvere di marmo, salii sui ponteggi fino all’altezza del volto e con uno scalpello simulai di aggiustare il naso secondo il suo desiderio. A ogni finta scalpellata lasciavo cadere un po’ di polvere dalla mano: parevo un attore nato.

Tutto sodcddisfatto per aver dato il suo contributo personale alla storia, quel bischero di Soderini si complimentò con me compiaciuto: “Adesso sì che è perfetto”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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