Il Crocifisso abbozzato

A Casa Buonarroti c’è un piccolo crocifisso appena sbozzato che sembra che io abbia scolpito in un’età assai avanzata. In due lettere scritte dai miei assistenti nel 1562,  vengono siano spediti fino a Roma degli attrezzi particolari per scolpire proprio un piccolo Crocifisso in legno.

L’autografia di questa opera oramai è assodata da diversi anni tanto che il più grande esperto delle mie opere di sempre, Charles de Tonlay, in una conferenza tenuta a Bonn nel 1964 attribuì l’opera a me presentando un gran numero di documenti.

Chi fu a portare l’opera fino a Firenze da Roma? Molto probabilmente il mi’ nipote Lionardo dopo la mia morte. Il Crocifisso era stato in pratica accantonato e privato di importanza. Negli inventari di Casa Buonarroti compare già nel 1859 con la definizione di “bozzo di legno d’un Cristo in croce mancante le braccia”.

Non sono poche le analogie di questo Crocifisso che realizzai probabilmente per devozione privata e il disegno conservato al British Museum con il Cristo in Croce con la Vergine Maria e San Giovanni.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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The model crucifix

There is a small crucifix in Museum Casa Buonarroti in Florence which is attributed to me during my old age. In two letters written by my assistants in 1562, special tools for carving a small wooden Crucifix are sent to Rome.

The attribution of this work has been determined for many years by the biggest expert of my works, Charles de Tonlay, at a conference held in Bonn in 1964, attributed the work to me by presenting a large number of documents.

Who brought this work of art to Florence from Rome? Most likely my grandson Lionardo after my death. The Crucifix had in fact been set aside and deprived of its importance. In the inventories of Casa Buonarroti it appears in 1859 with the definition of “wooden model of a crucifix with Christ’s arms missing”.

There are many types of Crucifix that I made probably for private devotion as well as a drawing kept at the British Museum of Christ on the Cross with the Virgin Mary and St. John the Baptist.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti

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Il campanile di San Miniato e i materassi

Il campanile di San Miniato era in grave pericolo. Durante l’assedio di Firenze del 1530, rischiava di cedere da un momento all’altro sotto i colpi dell’artiglieria nemica.

Riappacificatomi co’ fiorentini o quasi, decisi di far qualcosa di concreto per quella struttura che sorvegliava dall’alto la città. In fretta e furia riuscii a procurarmi un bel po’ di materassi di lana e nottetempo, li feci calar giù dai miei assistenti. I materassi posizionati dalla parte più esposta del campanile, non toccavano nemmeno la struttura già che i cornicioni sporgevano parecchio. Le palle sparate dai cannoni finivano per rimbalzarci sopra e non potevano più danneggiare in alcun modo.

Salvai il campanile e lui salvò la città. San Miniato era infatti un ottimo punto di osservazione. Da lì si riusciva a vedere i nemici in avvicinamento già a grande distanza. Anni prima avevo fatto posizionare proprio sopra il campanile due pezzi di artiglieria pesante che servivano a contrastare in modo assai efficace gli impavidi che osavano avvicinarsi troppo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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San Miniato’s bell tower and mattresses

The San Miniato belltower was in grate danger. During the siege of Florence in 1530, it was in danger of crumbling due to the constant blows of enemy fire.

As I rejoined the Florentines I decided to do something to save the tower that allows to watch the entire city from above.  In a frinzy I managed to get lots of wool mattresses and lowered them with the help of my assistants. The mattresses that were positioned on the bell tower did not even touch it due to its protruding cornices. The canon balls bounced off the tower and could no longer dammage it.

I saved the bell tower and th ebell tower saved the city. San Miniato has always been an excellent observation point. From there anyone could see the enemies approaching from a distance. Years ago, I had placed 2 heavy artillery which served to dissway any intruder or attacker who dared to get too close to the city

Always yours, Michelangelo Buonarroti

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Copiando disegni imparai l’arte

Come vi ho detto più volte, gran parte dei miei di segni sono andati perduti o meglio, qualcuno è scomparso nel corso dei secoli mentre altri li ho dati in pasto alle fiamme.

Da ragazzetto, quando ero a bottega dai fratelli Ghirlandaio, appena avevo un attimo libero, me ne andavo a studiare e copiare le opere dei più illustri artisti che fino a quel momento avevano decorato le chiese fiorentine. Da Masaccio a Filippino Lippi passando per Giotto: i loro lavoro erano per me una fonte inesauribile di conoscenza.

Mi accomodavo alla meno peggio sul pavimento, tiravo fuori qualche foglio che i Ghirlandaio probabilmente mi permettevano di sottrarre alle loro scorte e iniziavo a tracciare con inchiostro e penna quei panneggi, quei volti e quegli atteggiamenti così perfetti e suggestivi. Molto noto è lo studio delle tre figure virili di Masaccio della perduta Sagra del Carmine. L’affresco originale di Masaccio era posizionato nella lunetta al di spora della porta di accesso del chiostro della Chiesa del Carmine, a Firenze. Venne realizzato dall’artista nel 1426 e poi distrutti nel Seicento in occasione del rifacimento del chiostro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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I learned art by copying drawings

As I have told you many times, most of my drawings have been lost forever, some others some have disappeared over the centuries while others I fed to the fire.

As a kid, as soon as I had a moment to spare while in the workshop of the Ghirlandaio brothers, I studied and copied the works of the most illustrious artists who had decorated the Florentine churches. From Masaccio to Filipino Lippi and Giotto: their work were an inexhaustible source of knowledge for me.

I got comfortable on the uncomfortable floor, pulled out a piece of paper that I stole from the Ghirlandaio workshop and began to trace with ink those draperies, those faces and those attitudes so perfect and suggestive. A very well known study is the one of the three people that Masaccio was going to include in the lost Sagra del Carmine. The original fresco of Masaccio was supposed to be in the lunette near the entrance of the cloister of the Carmine Church in Florence. It was made by Masaccio in 1426 and then destroyed in the seventeenth century when the cloister was rebuilt

Turly yours, Michelangelo Buonarroti

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O notte, o dolce tempo benché nero

 O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
    Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
    O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
    tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio.

Christian Maidana

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O night, O sweet though sombre span of time!

O night, O sweet though sombre span of time!-
All things find rest upon their journey’s end-
Whoso hath praised thee, well doth apprehend;
And whoso honours thee, hath wisdom’s prime.
Our cares thou canst to quietude sublime;
For dews and darkness are of peace the friend:
Often by thee in dreams upborne, I wend
From earth to heaven, where yet I hope to climb.
Thou shade of Death, through whom the soul at length
Shuns pain and sadness hostile to the heart,
Whom mourners find their last and sure relief!
Thou dost restore our suffering flesh to strength,
Driest our tears, assuagest every smart,
Purging the spirits of the pure from grief.

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Più mi giova dove più mi nuoce

 S’i’ vivo più di chi più m’arde e cuoce,
quante più legne o vento il foco accende,
tanto più chi m’uccide mi difende,
e più mi giova dove più mi nuoce.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con il fiasco di Chianti sul tavolino e un paio di ciabatte rotte ai piedi. Stanco ma soddisfatto

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L’ultima cena nella storia dell’arte

Oggi, Giovedì Santo, si ricorda l’Ultima Cena di Nostro Signore narrata nei vangeli di Luca, Marco e Matteo. Un momento chiave per la religione cristiana in quanto venne istituito da Cristo stesso il Sacramento dell’Eucarestia.

Nella storia dell’arte sono tanti gli artisti che hanno raffigurato la scena dell’Ultima Cena: da Raffaello a Tintoretto, da Andrea del Castagno al Ghirlandaio. L’opera più nota comunque continua ad essere quella affrescata da Leonardo da Vinci nel refettorio del convento vicino al santuario di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Leonardo da Vinci adoperò una tecnica sperimentale e azzardata per creare il suo capolavoro e ciò ha influito pesantemente sulla sua conservazione.

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L’ultima cena di Leonardo da Vinci

In alcuni dipinti compare poggiata sul pavimento, dinnanzi alla tavola imbandita, una brocca. E’ quella con cui Gesù, prima di sederi, lavò i piedi ai discepoli. Lavarsi i piedi appena varcate le soglie di casa, prima di consumare un pasto, era un’abitudine tipica dei paesi orientali a quei tempi. Pensate che si camminava tutto il giorno con sandali su strade sabbiose e polverose e al servo spettava il compito di lavare i piedi agli avventori.

” Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. In verità, in verità vi dico che il servo non è inferiore al suo signore, né il messaggero è inferiore a colui che lo ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” dal Vangelo di Giovanni.

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L’Ultima cena di Philippe de Champaigne con la brocca in primo piano

E’ durante l’Ultima cena che Gesù preannuncia alcuni avvenimenti che segneranno le ore a seguire. Dal tradimento di Giuda alla Crocifissione fino alla morte e alla successiva Risurrezione.

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L’Ultima cena di Tintoretto

Molto suggestiva e particolare è l’Ultima cena di Tintoretto, un dipinto a olio su tela realizzata alla fine del Cinquecento. La tela si trova presso la Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. La scena è ambientata in un luogo del tutto paragonabile a una taverna veneziana dell’epoca del pittore.

Io non realizzai un’ultima cena, almeno fino a prova contraria. Ideai molti Crocifissi, molte Pietà ma nessuna ultima cena. Per questa ragione oggi vi ho proposto quelle che idearono altri artisti. Prima di salutarvi vi propongo quella affrescata nel 1480 da Domenico Ghirlandaio, maestro mio, all’interno del refettorio ubicato nel convento di Ognissanti, a Firenze. Giuda è l’unico che si trova dall’altra parte del tavolo.

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L’ultima Cena di Domenico Ghirlandaio

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i lavori di altri artisti

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La testa marziale

Eccomi di nuovo qua a rovistar fra lettere e disegni per proporvi qualcosa di nuovo e interessante. Il disegno che vedete a seguire lo realizzai a penna, con un inchiostro marrone. Si tratta di una testa marziale caratterizzata da un volto assai intenso, reso tale soprattutto dallo sguardo e dagli zigomi mascolini ben in evidenza. 

Al militare disegnai un cappello paragonabile a quelli che venivano indossati dai guerrieri italici durante la prima metà del Quattrocento, anche se modificai leggermente la sua forma spingendo un po’ più in avanti la parte alta. 

I tratti incrociati presenti nel disegno sono tipici della mia fase produttiva giovanile ed è possibile datarlo attorno al 1504-1505. E’ inoltre ipotizzabile pensare che la testa sia uno studio per un guerriero che doveva essere affrescato nella Battaglia di Cascina che alla fine però decisi di non inserire. 

Il vostro Michelangelo Buonarroti con la sua testa marziale conservata presso l’Ashmolean Museum di Oxford.

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The martial head

Here I am again trying to dig up something new and interesting up among all my letters and drawings. I made the drawing here below with a pen with a brown ink. It is a martial head with a very intense face, made possible with his intense look and accentuated cheekbones.

I drew a hat similar to those worn by warriors during the first half of the fifteenth century, although I modified it a bit by slightly by pushing forward the upper part of the hat.

The cross-sections shown in the drawing are typical of my early work and should be dated around 1504-1505. It also credible to think that the head is a preliminary study for a soldier who I had intentions to paint in the Battle of Cascina, however, I later decided not to use him.

Truly yours, Michelangelo Buonarroti and my Martial Head on display at Ashmolean Museum in Oxford.

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La Settimana Santa

Con ieri ha avuto inizio la Settimana Santa, la settimana più sacra e importante di tutto l’anno per i cristiani. E’ iniziata male, anzi, malissimo con i due sanguinosi attentati in Egitto. Mentre Cristo faceva il suo ingresso in Gerusalemme accolto dalla folla con lo sventolare delle foglie di palma, decine di persone perdevano la vita. Se questo è solo l’inizio non voglio nemmeno immaginare quale possa essere il proseguo.

Non saprei cos’altro aggiungere se non imprecazioni poco lusinghiere e una serie di improperi che alla fine a niente servono, nemmeno a sfogare la rabbia o a far allentare la morsa che stringe lo stomaco.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

 

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Michelangelo Buonarroti: guida alle mie opere fiorentine

“Michelangelo Buonarroti: guida alle mie opere fiorentine”, così si chiama il mio ultimo libro che ho appena pubblicato. Si tratta di una vera e propria guida che vi accompagna per mano alla scoperta delle opere fatte da me che è possibile vedere a Firenze.

Pagina dopo pagina vi racconto la storia di capolavori assoluti come il David e il Tondo Doni. Vi porto a vedere da vicino il Crocifisso Gallino e il Bruto, la Battaglia dei Centauri e il grandioso complesso scultoreo e architettonico della Sagrestia Nuova in San Lorenzo.

E’ una guida ideata sia per chi desidera andare a Firenze per conoscere da vicino i miei lavori che per coloro che non hanno la possibilità di viaggiare e vogliono sapere qualcosa in più in merito a opere così importanti.

Potete acquistare il libro cliccando qui oppure ordinarlo a breve nelle librerie Feltrinelli o sul loro sito, acquistarlo su Amazon, Ibs.it e molte altri siti online che si occupano della distribuzione dei libri. Per chi lo desidera fare è possibile leggere gratuitamente le prime pagine del libro  e scrivere una breve recensione cliccando qui dopo aver assaggiato una parte della guida.

Il vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta augurandovi buona lettura.

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Il Crocifisso di Santo Spirito al centro della Sagrestia

Il Crocifisso di Santo Spirito da qualche giorno ha una nuova collocazione. Se fino a poco tempo fa era possibile avere solamente la vista frontale, adesso c’è tutto lo spazio necessario per girargli attorno e avere una visione completa.

Il Crocifisso è stato sistemato al centro della sagrestia progettata dal Sangallo mediante il supporto economico di Friends of Florence e la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure. Con un finanziamento di 40mila euro, oltre alla nuova collocazione della mia opera giovanile, Friends of Florence ha sponsorizzato il restauro dell’altare e del dipinto di San Fiacre di Alessandro Allori.

A lavori conclusi è prevista l’inaugurazione di un nuovo percorso espositivo mirato a valorizzare il complesso di Santo Spirito. Con la nuova collocazione, il Crocifisso di Santo Spirito sarà visibile anche dalla navata centrale della chiesa, cosa che non accadeva prima.

Se non avete avuto fino al momento l’occasione di vedere il Crocifisso di Santo Spirito in qualche mostra a tutto tondo, varcate le soglie di questa chiesa d’Oltrarno per ammirarlo davanti e dietro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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The Santo Spirit Crucifix in the center of the Sacristy

The Crucifix in the Church of Santo Spirito has been given a new place in the past few weeks. Up until a few weeks ago you could only admire it from the front but now there’s plenty of room to get around it and have a 360 degree view.

The crucifix has been placed in the center of the sacristy designed by Sangallo through the funds of Friends of Florence and the change was overlooked by Opificio delle Pietre Dure. The 40,000 Euro budget is also paying for the restoration of the altar and painting of Saint Fiacre from Alessandro Allori.

A grand inauguration is expected to take place once all the restoration work is done aimed at enhancing the beauty of the Church of Santo Spirito. With the new location, my Crucifix will be visible from the center nave which is something new.

If you still haven’t had until the opportunity to see my Santo Spirito Crucifix in its 360 degree beauty, I encourage you cross visit the Oltrarno side of Florence to the Church  of Santo Spirito.

Yours truly,  Michelangelo Buonarroti

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