L’Ercole di neve

Lo ricordo ancora come se fosse oggi quel 20 Gennaio del 1494, giornata dedicata a San Sebastiano martire. Lorenzo de’ Medici era morto da un paio d’anni e pareva non volesse smettere più di nevicare. Tanta neve così a Firenze non mi capitò più di vederne anche se non mancarono inverni assai rigidi.

Piero de’ Medici, il diretto successore del Magnifico, mi richiamò a palazzo. Era capriccioso come pochi e voleva a tutti i costi un Ercole di neve. Un’opera effimera che si sarebbe squagliata appena il sole avrebbe intiepidito l’aria.

Mi misi al lavoro e quell’Ercole divenne l’attrazione principale della città in quei giorni gelati. Inevitabilmente di quel colosso niente rimase se non qualche scritto in cronache dell’epoca.

Volendo, come giovane, far fare nel mezzo della sua corte una statua di neve, si ricordò di Michelangelo e, fattolo cercare, gli fece far la sua statua e volse che in casa restasse come al tempo del padre” scrisse Luca Landucci.

Non avendo un Ercole mio scolpito da proporvi come immagine finale, vi propongo l’opera del Canova assieme a Lica..tanto lo so che qualcuno non leggerà e si limiterà a commentare con un secco “ma questa non è tua!” pure con il punto esclamativo. C’è anche chi invece penserà che sia mia e la farà girare assieme al mio nome sui vari social…che ci volete fare, ciascuno si diverte a modo suo e ogni tanto due risate me le voglio fare anch’io.

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Ercole e Lica di Antonio Canova

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