La colomba capovolta e il periodo che frequentai Santo Spirito: la recensione
Oggi torno a parlarvi di libri proponendovi l’ultima lettura che appena terminato di fare: “La colomba capovolta. Firenze Santo Spirito, ottobre 1490”.
È un romanzo storico scritto da Marco Zini che ha come protagonisti me e tutto quello che ruotava attorno alla Basilica di Santo Spirito fra il 1490 e il 1494.
L’autore del libro pubblicato da Scribo prende quattro anni importanti della mia vita narrandoli con quella libertà che gli è concessa dalla penuria di documenti a riguardo.
In quel periodo vissi alla corte del Magnifico ed ebbi modo di frequentare gli illustri personaggi che bazzicavano il palazzo di Via Larga come Pico della Mirandola e Marsilio Ficino.
Quando poi nel 1492 il Magnifico morì, iniziai ad avere più familiarità con Santo Spirito e in particolare l’obitorio annesso all’ospedale.
Fu lì che grazie la complicità del priore Lapo di Nicholao Bichiellini iniziai a studiare l’anatomia dal vero, sezionando cadaveri e aumentando sempre più le mie conoscenze sulle forme e le funzioni del corpo umano.
Il romanzo La colomba capovolta ci fa tornare indietro fino a quegli anni, supponendo una frequentazione anteriore presso Santo Spirito, effettuata in concomitanza con quella presso il Palazzo di Via Larga e il giardino dei Medici.
Pagina dopo pagina l’autore ci porta direttamente ad avere confidenza con la vita conventuale e talvolta si ha la sensazione di cenare assieme ai frati o di poter partecipare alle loro disquisizioni, seduti in disparte in religioso silenzio ad ascoltare.
Di questo romanzo mi piace la ricostruzione storica assai precisa. Ci si fronteggia con presenze che a Firenze in quel periodo ebbero un peso non indifferente. Oltre a Lorenzo de’ Medici compaiono il Savonarola con tutto il peso delle sue prediche, Marsilio Ficino che alla corte del Magnifico era di casa e per un istante si affacciano sulla scena pure mio padre e il Torrigiano che con quel pugno che mi affibbiò, definì vita natural durante il mio sgraziato profilo.
Mentre la mia esistenza si dipana tutta fra il Giardino di San Marco, la realtà conventuale di Santo Spirito e Palazzo Medici, c’è in gioco la realizzazione del Crocifisso in legno di tiglio che poi materialmente realizzai pochi anni più tardi, quando oramai avevo acquisita un’elevata conoscenza dell’anatomia umana.
Non manca l’accenno alla realizzazione dell’Ercole di neve per Piero de’ Medici, diretto successore del Magnifico che però da lui non aveva ereditato un briciolo di intelletto né di diplomazia.
E poi c’è quella colomba capovolta preannunciata nel titolo che racconta qualcosa che va oltre la semplice osservazione ma non vi rivelo oltre. Se vi raccontassi proprio tutto non avreste poi il gusto di scoprire poco a poco la narrazione del romanzo di Zini.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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