Leone Leoni e le medaglie di ringraziamento
Leone Leoni era uno scultore aretino parecchio abile anche nel realizzare raffinate medaglie. Nato nel 1509 nella città del Vasari, fu nominato dopo l’arresto del Cellini incisore della zecca pontificia.
Quel prestigiosi incarico però gli durò poco. Nominato nel 1538, un paio d’anni più tardi finì in prigione per il suo coinvolgimento contro un gioielliere del pontefice.
Non ebbe vita tanto facile ma sapevo che era un bravo artista. Lo aiutai a ottenere l’importante commissione del monumento funebre di Gian Giacomo Medici per il duomo di Milano e lui, per ringraziamento, volle realizzare una medaglia con la mia effige.
Il Leoni me ne spedì due in argento e due in bronzo, accompagnandole con una lettera inviata da Milano datata 14 marzo del 1561.
Molto magnifico signor mio sempre osservandissimo, mando a Vostra Signoria per lo signor Carlo Visconte, grande huomo in questa cita di Milano et amato da Sua Santità, quatro medaglie de la vostra efiggie le due sarano d’argento et l’altre due di bronzzo...
Quella che è nel bossolo è tutta rinettata et la guarderà e conservarà per amor mio. L’altre tre, ne farà ciò che gli parerà; perciò che, secondo ch’io per ambitione ne ho mandate in Spagna et in Fiandra, così per amore ne terò mandate a Roma et in altre parte…
Leone realizzò le medaglie a Roma per poi prepararle nella sua fornita bottega milanese.
Sul dritto si vede il mio ritratto di profilo laterale destro mentre nella cornice si legge la scritta MICHAELANGELVS BONARROTVS FLORAESANN ANS 88 ovvero Michelangelo Buonarroti fiorentino 88 anni anche se in realtà di anni all’epoca ne avevo solo 85. Il Leoni s’era confuso chissà per quale motivo o semplicemente m’aveva affibbiato un’età approssimativa.
Sul rovescio invece la scritta che compare è la seguente: DOCEBO INIQVOS VT E IMPII AD TECONVEP. Questo motto deriva dal Salmo 51:13 nel quale sta scritto Insegnerò ai trasgressori le tue vie, ei peccatori si convertiranno a te.
L’immagine che compare sempre sul rovescio è quella di un vecchio cieco guidato dal cane. Fui io stesso a suggerire questo soggetto per la medaglia come riportò anche il Vasari “et a compiacenza di cui egli fece…”.
Il motivo di questo soggetto può avere differenti spiegazioni plausibili come quella che fa riferimento alle difficoltà che incontrai durante il progetto della cupola di San Pietro oppure come simbolo del pellegrinaggio terreno come sosteneva anche il Thode.
Pare la trasposizione in immagine di queste mie parole: “Povero vecchio e sserv’in forz’altrui, ch’i ‘ son disfatto, s’i’ non muoio presto”.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
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