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Ilaria del Carretto: il capolavoro di Jacopo della Quercia

Ilaria del Carretto è uno dei massimi capolavori di tutta la scultura quattrocentesca ed è custodita nella Cattedrale di San Martino a Lucca.

Fu Jacopo della Quercia a scolpirla su commissione di Paolo Guinigi per la moglie deceduta giovanissima e a distanza di secoli è ancora di destare meraviglia e commozione negli occhi di chi la guarda.

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Chi era Ilaria del Carretto?

Ilaria del Carretto fu la seconda moglie di Paolo Guinigi he dal 1400 al 1430 fu signore di Lucca. Le nozze fra i due furono celebrate in pompa magna nel 1403 e sicuramente se avreste visto quell’evento con i vostri occhi, sareste rimasti colpiti dal grande sfarzo messo in atto.  

Paolo Guinigi era convolato a nozze precedentemente con Maria Caterina degli Antelminelli ma non ebbe figli e per assicurarsi la continuità della sua casata, si risposò subito con Ilaria dal Carretto. Il primo figliolo dei due venne al mondo nel 1404 e il secondo l’8 dicembre dell’anno successivo. Ilaria morì proprio dopo aver dato alla luce la seconda figlia a soli 25 anni.

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Il marito volle allora commissionare a Jacopo della Quercia il prezioso sarcofago in marmo. Ci vollero due interi anni all’artista per portare a termine la mirabile opera.

“… Jacopo di leccatezza pulitamente il marmo cercò di finire con diligenza infinita”

Giorgio Vasari
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La scultura

Jacopo della Quercia scolpì Ilaria del Carretto fra il 1406 e il 1410 donandole un realismo incredibile e mai visto prima nell’arte funeraria La giovane giace sopra un sarcofago decorato con festoni e putti tipici dei sarcofagi antichi, in modo particolare di quelli di età adrianea.

La ragazza ha i capelli raccolti con un nastro sottile che si lascia sfuggire qualche ricciolo ribelle sulla fronte. La fascia di stoffa imbottita decorata con fiori e foglie completa l’acconciatura.

Ilaria ha la testa appoggiata sopra un cuscino e sembra che dorma beatamente mentre il cane, simbolo di fedeltà coniugale, è accoccolato ai suoi piedi con la testa alzata e lo sguardo vigile quasi attendesse il risveglio della ragazza.

La veste che indossa è una tipica pellanda: un abito franco-fiammingo che arriva a sfiorare i piedi. Ha un colletto alto e maniche a sbuffo, stretto sotto il seno da una fascia.

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Gli spostamento subiti dall’opera

L’opera appena scolpita fu collocata nel transetto meridionale della cattedrale, dinnanzi all’altare di San Biagio pagato dalla famiglia Guinigi. Lì rimase fino al 1430 quando Paolo Guinigi fu cacciato da Lucca e sui beni furono sequestrati.

In quel momento furono tolte tutte quelle parti del monumento che richiamavano i simboli dei Guinigi come lo stemma e l’iscrizione commemorativa purtroppo andata perduta per sempre.

Il sarcofago venne spostato più volte all’interno della stessa chiesa fino a quando non fu posto nella sacrestia dov’è tutt’oggi. Le spoglie di Ilaria de Carretto non si trovano all’interno del monumento ma bensì nella cappella di Villa Guinigi.

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Il libro

Se volete vedere foto mozzafiato di questa straordinaria opera di Jacopo della Quercia, vi propongo il volume di Nino Migliori nel quale la scultura viene illuminata con la luce di una candela.

Il libro lo trovate QUA

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamenti ai prossimi post e sui social.

Ilaria del Carretto: Jacopo della Quercia’s masterpiece

Ilaria del Carretto is one of the greatest masterpieces of all fifteenth-century sculpture and is kept in the Cathedral of San Martino in Lucca.

It was Jacopo della Quercia who sculpted it on commission by Paolo Guinigi for his wife who died very young and centuries later it still arouses wonder and emotion in the eyes of the beholder.

Who was Ilaria del Carretto?

Ilaria del Carretto was the second wife of Paolo Guinigi who from 1400 to 1430 was lord of Lucca. The wedding between the two was celebrated with great pomp in 1403 and surely if you would have seen that event with your own eyes, you would have been struck by the great pomp put in place.

Paolo Guinigi was previously married to Maria Caterina degli Antelminelli but had no children and to ensure the continuity of his family, he immediately remarried Ilaria dal Carretto. The first son of the two was born in 1404 and the second on December 8 of the following year. Ilaria died after giving birth to her second daughter when she was only 25 years old.

The husband then wanted to commission the precious marble sarcophagus from Jacopo della Quercia. It took the artist two whole years to complete the admirable work.

Sculpture

Jacopo della Quercia sculpted Ilaria del Carretto between 1406 and 1410 giving her an incredible realism never seen before in funerary art. The young woman lies on a sarcophagus decorated with festoons and cherubs typical of ancient sarcophagi, especially those of the Hadrianic age.

The girl has her hair tied up with a thin ribbon that lets out some rebellious curls on her forehead. The padded fabric band decorated with flowers and leaves completes the hairstyle.

Ilaria has her head resting on a pillow and it seems that she is sleeping blissfully while her dog, a symbol of marital fidelity, is crouched at her feet with his head raised and his watchful gaze as if waiting for the girl to wake up.

The dress she wears of her is a typical leather jacket: a Franco-Flemish dress that touches her feet. She has a high collar and puffed sleeves, tight under the bust by a band.

The displacements suffered by the work

The newly sculpted work was placed in the southern transept of the cathedral, in front of the altar of San Biagio paid for by the Guinigi family. There he remained until 1430 when Paolo Guinigi was expelled from Lucca and his assets were seized.

At that moment, all those parts of the monument that recalled the symbols of the Guinigi, such as the coat of arms and the commemorative inscription, unfortunately lost forever, were removed.

The sarcophagus was moved several times within the same church until it was placed in the sacristy where it is still today. The remains of Ilaria de Carretto are not found inside the monument but rather in the chapel of Villa Guinigi.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you appointments to the next posts and on social networks.

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