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Ponte Santa Trinita: la storia

Ponte Santa Trinita è uno dei ponti più belli di Firenze e ha alle spalle una lunga e travagliata storia. Collega Piazza de’ Frescobaldi a Piazza Santa Trinita attraversando l’Arno.

Il primo ponte fu edificato nel lontano 1252 per volere del podestà Filippo Ugoni e le palanche della famiglia Frescobaldi. Era un ponte di legno e non ebbe lunghissima vita ahimè. Sette anni dopo, durante uno spettacolo che si stava svolgendo proprio nell’Arno, una grande folla si accalcò sul ponte non resse a tutto quel peso.

L’Estate di Caccini
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Il Ponte di Santa Trinita fu ricostruito in poco tempo in pietra. Nemmeno questo ponte ebbe una gran fortuna e fu spazzato via dalla piena del 1333. Per un po’ di anni i fiorentini rimasero senza quel ponte fino a quando si cominciò a costruirne uno nuovo nel 1356. I lavori andavano però a rilento e vennero ultimati solo nel 1415.

Ma mica è finita qua. Ponte di Santa Trinita fu spazzato via una seconda volta nel 1557. Cosimo I incaricò allora di realizzare un nuovo ponte niente di meno che Bartolomeo Ammannati anche se il progetto di base in realtà era mio.

La Primavera di Francavilla
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Avevo pensato a un ponte a tre arcate in pietra serena caratterizzato da linee curve. Uno stratagemma per renderlo sì bello ma anche per aumentarne la resistenza al flusso continuo delle acque anche in caso di piene particolarmente impetuose.

I lavori di costruzione furono avviati nel 1567 e terminarono nel 1571. Successivamente si pensò di decorarlo con cartigli bianchi sugli archi e, successivamente, con quattro sculture.

La Primavera fu affidata a Pietro Francavilla mentre Taddeo Landini si mise al lavoro per scolpire l’Inverno. Giovanni Caccini invece diede vita sia all’Estate che all’Autunno. Le quattro stagioni furono posizionate ai due estremi del ponte in occasione del matrimonio di Cosimo II con Maria Maddalena d’Austria.

Purtroppo Ponte Santa Trinita venne minato e fatto saltare in aria il 4 agosto del 1944 dai tedeschi durante la tristemente famosa Notte dei Ponti. Anche le quattro sculture delle Stagioni caddero rovinosamente in Arno.

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Il ponte che vedete oggi ha lo stesso aspetto di quello realizzato dall’Ammannati su progetto mio ma fu riedificato nel 1952 con Riccardo Gizdulich alla direzione dei lavori, coadiuvato da Elimio Brizzi.

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“Chi ha visto questa donna?” La domanda che rimbalzò su tutti i giornali del mondo nel 1958. La testa della scultura della Primavera era stata rubata durante la Seconda Guerra Mondiale e il fiorentino Fantucci lanciò una campagna per ritrovarla. Mentre le altre sculture erano già state ripescate in Arno, la testa non compariva.

Alla fine fu rinvenuta dai renaioli dopo che l’antiquario Bellini aveva promesso una ricompensa di 5mila dollari per chi la restituisse alla città.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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