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18 giugno 1511: nasce Bartolomeo Ammannati

Era un giorno come oggi quel 18 giugno del 1511, quando nacque a Settignano Bartolomeo Ammannati. Anch’io vissi per un po’ a Settignano: ero stato dato a balia a una moglie di uno scalpellino. Abbiamo avuto però qualcos’altro in comune: io persi la mi mamma a sei anni e lu’, il su babbo a dodici.

In alcune biografie si legge che l’Ammannati nacque tre giorni prima, il 15 di giugno. Qual è allora la data esatta? Bah, vallo a sapere.

Acquaforte di Giovan Battista Checchi (Firenze 1748 ca – 1808 ca)
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I primi anni

Bartolomeo dopo la morte del su babbo entrò a bottega dal Bandinelli. Certo non imparò dallo scultore più abile ma fece presto a imparare e a sorpassare il bravura il suo maestro. Nel 1530 circa era già a Venezia. S’era invaghito dell’arte e della fama del Sansovino e voleva imparar dai suoi lavori.

Fra i primi lavori realizzati dall’Ammannati si annovera il rilievo di Dio Padre con gli Angeli per il Duomo di Pisa oggi andato perduto mentre fra quelli arrivati fino ai vostri tempi vale la pena menzionare il San Nazario, il David e la Giuditta per la tomba di Jacopo Sannazzaro nella chiesa di Napoli dedicata alla Madonna del Parto.

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Fra Roma e Firenze

A metà dei Cinquecento si trasferì nella Città Eterna grazie al Vasari che lo portò direttamente alla corte di Giulio III. Il primo incarico che ricevette fu la realizzazione delle sculture di una cappella della chiesa di San Pietro in Montorio, progettata dallo stesso Giorgio Vasari.

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Nel 1550 Giulio III passò a miglior vita e l’Ammannati decise che era meglio tornare a Firenze. Il Vasari ancora una volta avrebbe fatto da intermediario introducendolo alla corte di Cosimo I de’ Medici. Il primo lavoro che realizzò per lui fu la Fontana di Sala Grande che avrebbe dovuto essere sistemata al centro del Salone de’ Cinquecento, proprio dinnanzi alla tribuna del Bandinelli, suo primo maestro.

Le sculture della fontana che ebbi modo di vedere e apprezzare definendole una bella fantasia, non vennero mai collocate lì ma furono sistemate nel Giardino di Pratolino da Francesco I e solo secoli più tardi posizionate nel cortile del Museo del Bargello.

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Pochi anni dopo parteciperà al concorso per realizzare una monumentale fontana pubblica da posizionare in Piazza della Signoria. Vinse a mani basse sull’agguerrita concorrenza del Giambologna, del Cellini e di Vincenzo Danti. Vinse perchè il suo progetto era valido ma in parte contribuì alla sua vittoria il fatto che fosse l’artista preferito da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I.

La realizzazione della Fontana del Nettuno venne avviata il 10 marzo del 1563 e inaugurata nel 1577. Sebbene ancora oggi quella fontana desti stupore, ai suoi contemporanei non piacque così tanto. I fiorentini arrivarono in massa al cospetto dell’opera per la sua inaugurazione notturna e più che ammirarne le sue forme, notarono il bianco candido del Nettuno che iniziarono a chiamare Biancone. “Ammannato, Ammannato, quanto marmo t’hai sciupato!”.

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Quando il 17 marzo del 1563 Cosimo I fondò l’Accademia e Compagnia delle Arti e del Disegno, l’Ammannati fu uno dei membri eletti. In veste di architetto presso Cosimo I, si occupò di ampliare Plazzo Pitti e progettò il grande cortile. Fra i vari progetti architettonici si annoverano anche il palazzo Ramirez di Montalvo, la casa del Canto alla Catena, Palazzo Guinigi e il Palazzo Mediceo di Seravezza.

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Quando una terribile piena dell’Arno si portò via Ponte Santa Trinita nel 1558 chiesero a me un parere sulla sua ricostruzione che in quel frangente mi trovavo a Roma. Forse adoperando progetti miei o forse no, fu poi l’Ammannati che si occupò della ricostruzione. Sempre a lui fu affidato il completamento della Biblioteca Medicea Laurenziana che avevo progettato io

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Bartolomeo Ammannati passò a miglior vita il 13 aprile del 1592 a casa sua, in Via della Stufa a Firenze. Le sue spoglie furono sistemate accanto a quelle della consorte, nella chiesa Gesuita di San Giovannino. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti.

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June 18, 1511: Bartolomeo Ammannati is born

It was a day like today that June 18, 1511, when Bartolomeo Ammannati was born in Settignano. I too lived for a while in Settignano: I had been given as a nurse to a stonemason’s wife. However, we had something else in common: I lost my mother at six and he lost his father at twelve.

In some biographies we read that Ammannati was born three days earlier, on June 15th. What then is the exact date? It is not known for sure.

The early years

Bartolomeo after the death of his father entered Bandinelli’s shop. Certainly he did not learn from the most skilled sculptor but he was quick to learn and surpass his master’s skill. In about 1530 he was already in Venice. He had fallen in love with Sansovino’s art and fame and wanted to learn from his works.

Among the first works carried out by Ammannati there is the relief of God the Father with the Angels for the Cathedral of Pisa, now lost, while among those that have arrived up to your time it is worth mentioning the San Nazario, the David and the Giuditta for the tomb. by Jacopo Sannazzaro in the church of Naples dedicated to the Madonna del Parto.

Between Rome and Florence

In the mid-sixteenth century he moved to the Eternal City thanks to Vasari who took him directly to the court of Julius III. The first commission he received was the creation of sculptures for a chapel in the church of San Pietro in Montorio, designed by Giorgio Vasari himself.

In 1550 Julius III passed away and Ammannati decided it was better to return to Florence. Vasari once again acted as an intermediary by introducing him to the court of Cosimo I de ‘Medici. The first work he created for him was the Fountain of the Sala Grande which should have been placed in the center of the Salone de ‘Cinquecento, right in front of the tribune of Bandinelli, his first master.

The sculptures of the fountain that I was able to see and appreciate defining them as a beautiful fantasy, were never placed there but were placed in the Garden of Pratolino by Francesco I and only centuries later positioned in the courtyard of the Bargello Museum.

A few years later he will participate in the competition to create a monumental public fountain to be placed in Piazza della Signoria. He won hands down against fierce competition from Giambologna, Cellini and Vincenzo Danti. He won because his project was valid but partly contributed to his victory by the fact that he was the favorite artist of Eleonora di Toledo, wife of Cosimo I.

The construction of the Fountain of Neptune was started on 10 March 1563 and inaugurated in 1577. Although that fountain still arouses amazement today, his contemporaries did not like it so much. The Florentines came en masse in front of the work for its nocturnal inauguration and more than admiring its forms, they noticed the pure white of Neptune which they began to call Biancone. “Ammannato, Ammannato, how much marble you have wasted!”.

When Cosimo I founded the Academy and Company of Arts and Design on 17 March 1563, Ammannati was one of the elected members. As an architect with Cosimo I, he was responsible for expanding Plazzo Pitti and designed the large courtyard. Among the various architectural projects there are also the Ramirez palace in Montalvo, the house of Canto alla Catena, Palazzo Guinigi and the Palazzo Mediceo in Seravezza.

When a terrible flood of the Arno took via Ponte Santa Trinita in 1558, they asked me for an opinion on its reconstruction that at that juncture I was in Rome. Maybe using my own projects or maybe not, it was Ammannati who took care of the reconstruction. He was also entrusted with the completion of the Laurentian Library that I had designed

Bartolomeo Ammannati passed away on April 13, 1592 at his home, in Via della Stufa in Florence. His remains were placed next to those of his wife, in the Jesuit church of San Giovannino. Always yours Michelangelo Buonarroti with his stories.

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