Son qui in Santa Croce seduto su una cassetta della frutta rovesciata a guardare la televisione assieme a Galileo. Con questa storia del digitale terrestre ora si vedono un mucchio di canali ma alla fine è la solita zuppa: tutto cambia perché non cambi niente. E’ aumentata la possibilità di scelta, direte voi. Ma quale scelta se è la stessa robaccia da tutte le parti? Mah.
Adesso però la spengo e me ne vado a letto. Non ne posso più, mi fa male la schiena e Galileo s’è messo a fare zapping e prima che ha visto cosa c’è su ciascuno dei 999 canali il lunario segnerà già un’altra data.
Il mal di schiena e i problemi alla vista me li sono procurati dipingendo la volta della Sistina. Dovevo stare tutto rincroccolato sui ponteggi con il collo torto per giornate intere. Provate voi a lavorar così per qualche mese di fila: e ‘un è mia facile!
Anche il Vasari parlò nelle Vite di come ero costretto a lavorare e si autocitò raccontando come avesse portato a termine una delle sue opere più note… ve ne copio uno stralcio:
“Fu condotta questa opera con suo grandissimo disagio dello stare a lavorare col capo allinsù, e talmente aveva guasto la vista, che non poteva legger lettere, nè guardar disegni se non allinsù: che gli durò poi parecchi mesi. Ed io ne posso fare fede, che avendo lavorato cinque stanze in volta per le camere grandi del palazzo del duca Cosimo, se io non avessi fatto una sedia che s’appoggiava la testa e si stava a giacere lavorando, non le conducevo mai; che mi ha rovinato la vista ed indebolito la testa di maniera, che me ne sento ancora; e stupisco che Michelarnolo regessi tanto a quel disagio. Imperò acceso ogni dì più dal desiderio del fare, ed allo acquisto e miglioramento che fece, non sentiva fatica né curava disagio”
Alla fine però, mal di schiena a parte, ne è valsa la pena e oggi, entrando nei musei vaticani, potete ancora ammirare i frutti di quella fatica.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti
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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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“rincroccolato”? Bel vocabolo nuovo da memorizzare! Non guardare la televisione! Spegne i lumi dell’intelligenza. Alla lunga spegnerebbe quel Sole che ti arde dentro!
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