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La Fontana dell’Acqua Paola

La Fontana dell’Acqua Paola, conosciuta anche come il Fontanone del Gianicolo è la mostra finale dell’acquedotto ripristinato da Papa Paolo V Borghese fra il 1608 e il 1610.

La storia

Nei primi anni del Seicento, le zone sia a sinistra che a destra del Tevere non erano ben approvvigionate di acque. Appena papa Paolo V fu eletto volle che i giardini della sua residenza fossero arricchiti con fontane e giochi d’acqua. Il Comune di Roma accettò di sostenere parte delle spese per il ripristino dell’antico Acquedotto Traiano che avrebbe portato acqua in abbondanza anche nelle zone a destra del Tevere.

La mostra terminale del nuovo acquedotto fu commissionata a Giovanni Fontana che la realizzò fra il 1611 e il 1612, con l’aiuto di Flaminio Ponzio. L’opera ha molte affinità con quella commissionata da papa Sisto V per l’Acqua Felice ovvero la fontana nota per il cosiddetto Mosè Brutto.

Mentre la Fontana del Mosè Brutto, realizzata sempre da Giovanni Fontana, è assai più piccola, presenta comunque nella metà inferiore tre archi centrali alti e due laterali più piccoli e arretrati.

Le caratteristiche

A coronare la fontana c’è grande stemma sorretto dalla coppia di angeli, scolpito da Ippolito Buzio. Se guardate bene vedrete aquile e draghi: i simboli della famiglia committente, i Borghese.

Per celebrare e ricordare ai posteri quell’importante intervento fu incisa una lunga iscrizione che recita così:

ALEXANDER VIII OTTHOBONVS VENETVS P MPAVLI V PROVIDENTISSIMI PONT BENEFICIVM TVTATVSREPVRGATO SPECV NOVISQVE FONTIBVS INDVCTISRIVOS SVIS QVEMQVE LABRIS OLIM ANGVSTI CONTENTOSVNICO EODEMQVE PER AMPLO LACV EXCITATO RECEPITAREAM ADVERSVS LABEM MONTIS SVBSTRVXITET LAPIDEO MARGINE TERMINAVIT ORNAVITQVEANNO SALVTIS MDCLXXXX PONTIFICATVS SVI SECVNDO

Riciclo romano

Per realizzare la Fontana dell’Acqua Paola, ancora una volta si fece ricorso al riciclo romano. Come vi ho raccontato in altre occasioni, spesso per realizzare opere nuove si adoperavano materiali già reperibili in loco senza far troppo caso alla tutela del patrimonio ereditato dagli antichi.

Per le parti decorative furono scelti marmi sia bianchi che policromi usando quelli del Tempio di Minerva e del Foro Romano. Le due colonne laterali in granito grigio e le quattro centrali in granito rosso invece appartenevano all’antica Basilica Costantiniana di San Pietro.

Il giardino dei semplici

Dietro la Fontana dell’Acqua Paola c’è il giardino del Convento di San Pietro in Montorio che dalla fine dei Seicento fino al 1820 fu la sede dell’Orto Botanico dell’Università di Roma.

Oggi è molto più piccolo di quello che in origine fu voluto da papa Alessandro VII Chigi ma val bene comunque una visita e vi si accede da una scalinata.

Restauri

Il Fontanone del Gianicolo fu seriamente danneggiato dalle cannonate nel periodo della Repubblica romana. Per questo si pensò di effettuare un restauro nel 1859. Nel 1934 l’opera fu di nuovo interessata da un intervento conservativo seguito da quello realizzato negli anni Cinquanta del Novecento.

L’ultimo restauro si è concluso nel novembre del 2019 ed è stato curato dalla Sovrintendenza Capitolina e finanziato dalla Maison Fendi con 280mila euro.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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