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96 lire per imparar un mestiere

Sapete, una volta i bimbetti che avevano un qualche talento venivano mandati a bottega a imparare un mestiere. C’è chi veniva avviato alla professione d’orafo, chi a lavorar la pelle e chi come me aveva la sorte di imparare a far figure e a dipingere.

Beh, non è che una volta arrivato a bottega mi ritrovai co’ pennelli in mano… la strada era lunga e piena di ostacoli. Prima di poter solo sfiorare qualche lavoro importante c’era da macinar colori, portar questo e quello a chi li dirigeva e c’era da capire come tenere in mano sanguigne, fusaggine e quant’altro.

Io ero bravino ma fui anche fortunato: ebbi due maestri talentuosi e pure riconoscenti tutto sommato. Era cosa rara al tempo ma venivo pagato per imparare: spesso succedeva al rovescio… i ragazzini che volevano carpire i segreti di un qualsiasi mestiere dovevano sborsare qualche quattrino.

A bottega dai Ghirlandaio, per contratto, sarei dovuto rimaner tre anni: un tempo considerato adeguato per imparare a disegnare e a dipingere. I fratelli Domenico e David  m’avrebbero corrisposto nel frattempo lire 96 suddivise in sei fiorini il primo anno, otto il secondo e dieci fiorini il terzo. Il Vasari riporta un documento dell’epoca nelle Vite poi andato perduto ma che trova riscontro nelle memorie dei Ghirlandaio.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti co’ suoi racconti

Ghirlandaio 2.jpg

96 lire to learn a trade

You know, once the tots who had some talent were sent to the shop to learn a trade. There are those who started the profession of goldsmith, who work the skin and those like me who had the chance to learn how to make figures and paint.

Well, it is not that once I got to the shop I found myself with the brushes in my hand … the road was long and full of obstacles. Before you could just touch some important work you had to grind colors, bring this and that to those who directed them and there was to understand how to hold blood, melt and so on.

I was good but I was also lucky: I had two talented and grateful teachers all in all. It was rare at the time but I was paid to learn: often it happened on the contrary … the kids who wanted to steal the secrets of any trade had to pay some money.

At the studio of the Ghirlandaio, by contract, I would have to stay three years: a time considered adequate to learn how to draw and paint. In the meantime, the brothers Domenico and David had repaid me in lire 96 divided into six florins the first year, eight the second and ten florins the third. Vasari reports a document of the period in the Lives which was later lost but which is reflected in the memoirs of Ghirlandaio.

Your always Michelangelo Buonarroti with his stories

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