La Deposizione nel Sepolcro

La Deposizione nel Sepolcro è una di quelle opere che fanno molto discutere per la sua attribuzione. Si trova esposta alla National Gallery di Londra e il suo stato di incompletezza rende assai difficile risalire con certezza al’autore. Fatto sta che in molti sostengono che sia mia tenendo in considerazione differenti fattori come documenti dell’epoca, copie delle pose dei personaggi da parte di celebri artisti ( quando si tratta di copiare c’è sempre Raffaello in mezzo), disegni, stesura dei colori e scelta della tavolozza.

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Si presume che questa tavola possa essere quella citata in un documento bancario che attesta il fatto che io, il 2 Settembre del 1500, venni pagato dai frati agostiniani sessanta ducati per un dipinto su tavola da collocare in Sant’Agostino a Roma. In un altro registo agostiniano si faceva riferimento a quest’opera come pala d’altare destinata alla cappella di Giovanni Ebu, vescovo di Crotone. In tutti i documenti rinvenuti non c’è alcun accenno al soggetto della tavola però, dato che si trattava di una cappella funebre, una Pietà o una Deposizione mi pare più che appropriata.

Cosa non da poco, gli esecutori delle volontà testamentarie del vescovo Ebu, erano molto vicini a Riario che in quel frangente era proprio il mio protettore. La tavola in questione però mai fu collocata nella cappella di destinazione e restituì i danari ricevuti. Perché non consegnai il lavoro ai committenti? Forse non l’avevo concluso per lasciar spazio a commissioni più importanti? E’ probabile…e la Deposizione della National Gallery è incompleta. Un caso? Forse, ma io al caso mica c’ho mai creduto.

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Nella collezione Farnese, in un inventario del 1644, la tavola compare autografa mia con la dicitura “Christo condotto al sepolcro“. Successivamente venne venduta a Robert Macpharson e poi entrò, anni dopo, alla National Gallery. Fu Zeri il primo a mettere in dubbio che quest’opera l’avessi realizzata io. Successivamente, studi approfonditi condotti da Hirst e da altri esperti, hanno invece confermato la paternità.

Esiste anche un disegno mio conservato al Louvre che raffigura la donna in ginocchio in primo piano. Ci sarebbe da scrivere per ore analizzando tutti i unti che sono stati presi in considerazione per l’attribuzione di questa pala. Voi scervellatevi ancora nel capire se quest’opera sia mia o meno, io mi vado a preparare un caffè ma parecchio corretto visto che la colonnina di mercurio è scesa di parecchio sotto la soglia di guardia.

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