Se ‘l foco fusse alla bellezza equale

Se ‘l foco fusse alla bellezza equale
degli occhi vostri, che da que’ si parte,
non avrie ‘l mondo sì gelata parte
che non ardessi com’acceso strale.
    Ma ‘l ciel, pietoso d’ogni nostro male,
a noi d’ogni beltà, che ‘n voi comparte,
la visiva virtù toglie e diparte
per tranquillar la vita aspr’e mortale.
    Non è par dunche il foco alla beltate,
ché sol di quel s’infiamma e s’innamora
altri del bel del ciel, ch’è da lui inteso.
    Così n’avvien, signore, in questa etate:
se non vi par per voi ch’i’ arda e mora,
poca capacità m’ha poco acceso.

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